Silvio è restituito, Silvio è innocente

di Stefano Adami


E dunque è arrivata proprio nel fine settimana, come una bomba, la grande novità. La grande novità è il ritorno legale alla chiara candidabilità di Silvio Berlusconi. Ora il Silvione potrà di nuovo correre. Potrà far scrivere a ragione ‘Berlusconi presidente’ sullo scudo e sul simbolo. È stata una bomba perché è caduta dal ciel sereno sulle trattative nell’ora estrema fra Salvini e Di Maio per mettere in piedi un governo. Sicuro come l’afa d’agosto che la prima cosa che ha pensato Berlusconi nell’apprendere la notizia è stata la possibilità di andare ad elezioni per tornare di nuovo primo ministro. Per un nuovo miracolo berlusconiano. Un miracolo per lui, naturalmente. O, se non primo, almeno ministro.
Berlusconi ha due motivazioni pressanti. La prima, naturalmente, è il suo impero. Che va – come sempre, come dal ’92 – curato e salvaguardato da leggi che lo vorrebbero affettare. E che comunque va reso, un giorno, vendibile. L’altra motivazione è il godimento. A Silvio, si sarà ormai capito, stare in politica piace. Gli garba. Assai. È sempre meglio, a ottant’anni, che farsi accompagnare da una giovane badante su una panchina in cui si viene parcheggiati con una manciata di briciole per i piccioni. Ed è anche molto meglio che palpare la badante. Anche meglio che trasferirsi in Florida a sbavare sui tramonti, ricordando le zingarate del glorioso passato, con il filo d’un aquilone in mano, fino al giorno della dipartita, come capitò a Marcinkus.
Per queste due motivazioni Silvio ha sfiorato coraggiosamente il ridicolo nell’ultima campagna elettorale. Per questo ha fatto discorsi nelle piazze in cui confondeva lire ed euro, dati x con dati y, paesi e città, migliaia con milioni. Ma chi lo notava? Il suo zoccolo duro – per quanto ristretto – l’ha sempre seguito. Gli imprenditori, certo, lo hanno in gran parte abbandonato: Salvini li garantisce meglio. Se non altro perché ha la metà degli anni di Silvio. Ma una base forte di berlusconici è rimasta.
Tornando adesso in campo, ragiona Silvio, si potrebbero grattare molti altri voti. Molti voti del 5s sarebbero già in libera uscita. Delusi dalle Dimaiate. Arrembando il 5 s, qualche bella fetta si può tagliare. Quanto? Fino al 10%?
In fondo il Silvio ha ancora tutti i suoi cannoni catodici ben oliati e pronti a sparare. Ora resta da capire cosa gli conviene fare. Stroncare i giovani governanti subito? Nella culla? Oppure lasciare che provino, che rosolino per un po’, che si coprano di macchie e rughe per difficoltà, e poi scendere in campo? Forse questa seconda ipotesi sembra più lucrosa. Permettendo alle due forze politiche ora al tavolo la creazione di un governo, Silvio avrebbe tutto il bell’agio, fra 6-8-10 mesi, di dimostrare che nessuna delle loro promesse è stata realizzata. E quindi di passare alla raccolta con un cesto per i voti che piovono. Potrebbe funzionare. Eccome.
La sentenzia silvifica giunge proprio nei giorni in cui arriva nei cinema la seconda parte del film di Sorrentino su B. La prima parte ci era sembrata inutile. È originale come il panettone a Natale. Il film su B., casomai, andava fatto al più tardi dieci anni fa. E in tutt’altro modo. Ora, in occasione dell’uscita della seconda parte, Servillo esercita il suo acume nel tentare di spiegare il ‘fenomeno’ Berlusconi. È molto più difficile di quel che sembra.
Berlusconi venne fuori in anni di paura italiana, accreditandosi come uomo nuovo. Non incontrò resistenza alcuna. Al contrario: trovò autostrade davanti. Il suo sorriso gattesco piaceva, ammaliava, rassicurava. Prometteva anni di divertimento, piaceri, intrattenimento. Di miracoli. Molti, se non tutti, si sentivano lui.
Silvio arrivò addirittura – un vero miracolo nella storia italica – a portare a termine un governo di legislatura. In un modo o nell’altro, l’uomo ha sempre fiutato il passo giusto da fare. Difficile, per lui, sbagliare mossa. Abilissimo nel rovesciare frittate. Il film su di lui andava fatto allora. Se veramente si voleva fare qualcosa di significativo. Qualcosa che restasse.
Ma a parte questo. Adesso è interessante vedere quando e come Silvio si muoverà. Vedremo.

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