Bologna, frutta e verdura avariata nelle scuole

Agroalimentare. L’assessore Caselli “Preoccupata dalla notizia del ritrovamento di frutta e verdura avariate nelle scuole di Bologna. Se gli episodi fossero confermati, sarebbe un fatto grave”

Le merende distribuite grazie al progetto del Mipaaf. “Chiederemo garanzie e controlli severi”

Bologna – “Davvero inaccettabile. Se la notizia del ritrovamento di frutta e verdura avariata in alcune scuole del bolognese – destinata ai bambini – fosse confermata, saremmo di fronte ad un episodio molto grave. La nostra è la regione che vanta il primato di prodotti Dop e Igp in Europa, che ha fatto del buon cibo, con la Food Valley, un motivo di orgoglio e che ospita a Parma l’Efsa, l’autorità per la sicurezza alimentare e che da anni é impegnata, con le Fattorie didattiche, in progetti di educazione alimentare dei più giovani. Ripeto, se fossero veri i fatti di cui ho letto sulla stampa, chiedo che vengano immediatamente presi provvedimenti a tutela dei bambini e vengano chiarite al più presto eventuali responsabilità”.
Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, commentando episodi – riportati dalla stampa – che riguarderebbero frutti distribuiti in alcune scuole bolognesi nell’ambito del progetto del ministero delle Politiche agricole per educare gli under 11 al consumo di alimenti salutari.

“Il progetto ‘Frutta e verdura nelle scuole’, finanziato dall’Unione europea per promuovere il consumo di frutta e di verdura, di per sé è senz’altro valido – prosegue l’assessore-, perché fa conoscere ai bambini modi salutari e alternativi di alimentarsi. Ma non bisogna mai trascurare l’aspetto fondamentale della sicurezza. Per cui, pur non avendo una competenza diretta né sulla gestione né tantomeno sui controlli, se quanto riportato dalla stampa dovesse trovare fondamento, come Regione saremmo i primi a chiedere al Ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali, che gestisce il progetto, di avere tutte le garanzie per escludere in futuro simili episodi che oltre a creare un problema di sicurezza alimentare rischiano di essere controproducenti per lo stesso settore ortofrutticolo”.

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L’ Emilia-Romagna, come tutte le altre Regioni, siede nel Comitato consultivo del Ministero, senza ricoprire alcun ruolo nella gestione del progetto, sia per quanto riguarda la conduzione delle gare di appalto, sia per quanto riguarda le verifiche, il monitoraggio e i controlli.

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