Rapsodia satanica e Cavalleria rusticana al Teatro Massimo di Palermo dall’8 al 23 giugno

Venerdì 8 giugno alle ore 20.30 al Teatro Massimo di Palermo prima rappresentazione per il dittico costituito da Rapsodia satanica e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni diretti da Fabrizio Maria Carminati.

Rapsodia satanica, film muto del 1915 del regista Nino Oxilia, verrà proiettato nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna, con le musiche originali di Pietro Mascagni nella revisione curata da Marcello Panni, eseguite dal vivo dall’Orchestra del Teatro Massimo diretta da Fabrizio Maria Carminati. La vicenda, una versione al femminile del mito faustiano, ispirò immediatamente Mascagni, che impiegò più tempo per la minuziosa sincronizzazione del sonoro che per la composizione vera e propria. Si tratta di una delle prime colonne sonore realizzate appositamente da un compositore: dopo la prima del 1917 Mascagni diresse diverse volte la partitura.

Cavalleria rusticana vedrà l’atteso debutto italiano nel ruolo di Santuzza del mezzosoprano Sonia Ganassi, che torna a Palermo a poca distanza da Fra Diavolo di Auber. L’opera andrà in scena con la regia di Marina Bianchi, scene e costumi di Francesco Zito, coreografia di Enrico Morelli, luci curate da Bruno Ciulli. In scena accanto alla protagonista saranno il tenore turco Murat Karahan (Turiddu), il baritono armeno Gevorg Hakobyan (Compar Alfio), il soprano Martina Belli (Lola) e il mezzosoprano Agostina Smimmero (Mamma Lucia) e Elisa Arnone e Giuseppe Bonanno del Corpo di ballo del Teatro Massimo. Orchestra e Coro del Teatro Massimo, Maestro del Coro Piero Monti.

Ad accomunare il mondo decadente di Rapsodia satanica al verismo di Verga riletto da Mascagni è in questo caso l’ottica al femminile: per Cavalleria rusticana infatti l’attenzione della regista Marina Bianchi si concentra in particolare sulle tre donne (la protagonista Santuzza, Mamma Lucia e Lola), personaggi più complessi rispetto ai due uomini, Turiddu e Alfio, che rispondono a codici di comportamento più semplici. Le tre donne sono i poli di una rete di rivalità, ma anche di inaspettate e sotterranee solidarietà, che si sviluppano tra di loro coinvolgendo anche le altre donne del paesino siciliano in cui è ambientata la vicenda. Un paese che Francesco Zito ha idealmente ricostruito ispirandosi, in modo realistico, anche al disegno che Renato Guttuso aveva realizzato nel 1971 per La sagra del Signore della nave di Lizzi al Teatro Massimo.

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Dopo la prima di venerdì 8 giugno, repliche anche domenica 10 giugno, domenica 17 giugno, martedì 19 giugno e giovedì 21 giugno alle 18,30 e sabato 23 giugno alle 20.30.

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