Lascia responsabile Europa. Fca giù anche a Wall Street

L’avvio della stagione delle trimestrali, le schermaglie sui dazi tra Usa e Cina e il nodo irrisolto della Brexit pesano sulle borse europee, sempre deboli anche in scia all’avvio negativo di New York. Milano peggiora e tocca il -0,7%, a Parigi il Cac 40 perde mezzo punto percentuale; più contenute le perdite di Londra (-0,2%) e Francoforte (-0,15%). Sul Ftse Mib di Milano restano pesanti i titoli del Lingotto (Ferrari -5%, Exor -3,2%, Fca -2,2% e Cnh -1,7%). Giù anche Stm (-3,3%) assieme a Enel (-3,3%). Fuori dal listino principale soffrono Mps che ha anche toccato i minimi dal rientro in Borsa (-1,2%) e Carige (-4,6%) dopo la bocciatura del Piano da parte della Bce. In luce Leonardo (+1,48%), Mediobanca (+1,36%), Prysmian (+1,3%) e Unicredit (+0,9%) spinta dal rigetto dell’Eba del ricorso del fondo Caius sui titoli ibridi dell’aumento di capitale del 2018. Bene anche Luxottica (+0,35%) che diffonderà i conti del secondo trimestre e mercati chiusi.

In calo lo spread Btp/Bund a 219,4 punti, mentre l’euro sale sopra 1,17 sul dollaro. Contrastate Carige (-4,65%), dopo la bocciatura del Piano da parte della Bce e Unicredit (+1,45%), spinta dal rigetto dell’Eba del ricorso del fondo Caius sui titoli ibridi dell’aumento di capitale del 2018.

Analisti, vertice più debole in caso di acquisizioni – Il cambiamento “improvviso e drammatico” al vertice di Fca con la malattia di Sergio Marchionne e la nomina repentina di Mike Manley come amministratore delegato dell’ex-Lingotto è considerata una “cattiva sorpresa” dagli analisti finanziari. E’ quanto si legge in alcuni report che circolano nelle sale operative, in cui viene sottolineato che “sia Fca che Ferrari saranno sotto pressione nel breve termine” in quanto gli investitori “non amano le cattive sorprese e l’incertezza”. Soprattutto “alcune speculazioni su operazioni di acquisizioni potrebbero ricominciare adesso, che la leadership del Gruppo si è indebolita”. Proprio oggi, in una giornata difficile per il settore automobilistico in Asia a causa dei dazi Usa, Hyundai ha guadagnato il 2% a Seul. Il Gruppo coreano aveva smentito a fine giugno un ritorno di fiamma su un interesse per Fca.

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