Fontana contro la legge Mancino, Conte dice no

Abrogare la legge Mancino, ‘che si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano’: la proposta del ministro leghista per la Famiglia Fontana accende una nuova polemica nella maggioranza giallo-verde. Tanto che Di Maio prima e Conte poi scendono in campo per escludere ogni intervento del governo. ‘La legge Mancino deve rimenare dov’è’, dice il leader del M5s. Mentre per il premier sono ‘sacrosanti gli stumenti contro la propaganda e l’incitazione alla violenza e qualsiasi forma di discriminazione: razziale, etnica e religiosa’. E anche Salvini deve scendere in campo per frenare il suo ministro: ‘E’ un’idea da sempre della Lega, ma non è nel contratto di governo’. Il Pd attacca un governo ‘sempre più nero’. Per la Comunità ebraica, la legge è uno ‘strumento necessario per combattere i rigurgiti di fascismo e antisemitismo’. L’Anpi: ‘Fontana si dimetta’.

“L’abrogazione della legge Mancino non è prevista nel contratto di governo e non è mai stata oggetto di alcuna discussione o confronto tra i membri del Governo” scrive il premier, Giuseppe Conte su Facebook. Per il premier, sono “sacrosanti gli strumenti legislativi che contrastano la propaganda e l’incitazione alla violenza e qualsiasi forma di discriminazione razziale, etnica e religiosa”.

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