Sergio Mattarella alla X edizione del meeting “Le due culture”

Ariano Irpino, 05/09/2018

Rivolgo un saluto cordiale a tutti. Ringrazio il Presidente della Regione e il Sindaco per l’accoglienza.

Vorrei, attraverso il Sindaco, rivolgere un saluto a tutti i cittadini di Ariano Irpino e ai sindaci presenti: la loro presenza dimostra quanto la Biogem abbia un raggio di interesse particolarmente ampio e Ariano Irpino è il baricentro di questo bacino di ricerca scientifica.

Ringrazio il Presidente di Biogem, Ortensio Zecchino, per l’invito. Prima di entrare in sala Gagliardo ho avuto l’opportunità, tramite la cortesia del Presidente di Biogem e del professor Capasso, di visitare parte dei laboratori e del Museo della storia della Terra e della vita, vedendo anche un’apparecchiatura di particolare valore, d’avanguardia scientifica e di ricerca.

Ho seguito la presentazione con l’ammirazione e la riconoscenza che può avvertire una persona che segue gli studi umanistici; ma non mi sono sentito estraneo, al contrario, mi sono sentito coinvolto e partecipe delle considerazioni e delle spiegazioni. Entrando qui mi sono sentito pienamente in linea con il messaggio del meeting che indica due culture, in realtà per esorcizzarle.

Sono, in realtà, diverse sfaccettature dell’unica cultura della complessa e articolata unicità del sapere.

Vorrei dire che anche la nostra Costituzione va letta in questa linea, ormai. I nostri costituenti, licenziandola settant’anni fa, l’hanno elaborata con norme sobrie, stringate, ma di grande duttilità, per abbracciare interpretazioni e condizioni nuove allora non immaginabili anche sul piano dell’impostazione culturale.

Quindi quel ‘cultura e ricerca scientifica’ va ormai letto come ‘la cultura, i risultati; la ricerca, il percorso con cui si perviene’. Non c’è un’associazione, è lo stesso ambito. È questo ciò che va, a mio avviso, ormai letto della nostra norma costituzionale.

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Il meeting ha un tema suggestivo. L’uomo come eterno Ulisse alla ricerca di conoscenza è un tema perenne nella storia dell’umanità. Ulisse, come è stato detto, è l’emblema della ricerca e della sete di conoscenza, sia l’Ulisse omerico che, dopo lungo peregrinare per acquisire conoscenza, torna a Itaca da Penelope e Telemaco, sia l’Ulisse di Dante che, come ha ricordato il Presidente Zecchino, compie l’estremo gesto di voglia di conoscenza e, varcando le colonne di Ercole, esce dalla Terra e dalla vita.

Dante lo colloca all’inferno, probabilmente per l’astuzia – perché quello è il girone – non per la sete di conoscenza. Ma in realtà Dante, parlandone, lancia un messaggio di ricerca straordinariamente efficace: “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. E questo è un messaggio di ricerca che la Divina Commedia ci lancia e che viene coltivato costantemente nel mondo.

Ringrazio molto il professor Bodei e il professor Barone per le loro straordinariamente affascinanti lezioni: ci hanno accompagnato nell’esame del cosmo nella sua complessità e immensità e del rapporto perenne, sempre in mutamento, con la condizione umana. La percezione che il cosmo è imperfetto perché anche gli astri lo sono è confortante per la condizione umana, anche perché non sempre l’uomo interpreta bene la parte di Ulisse.

Il professor Bodei ha parlato dell’esigenza di distinguere il vero dal falso. Aggiungo: c’è l’esigenza di tener conto della scienza. Non si comporta come Ulisse l’uomo con la sete di conoscenza quando esprime indifferenza, se non diffidenza, nei confronti della scienza, delle sue affermazioni e dei suoi risultati.

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Questo centro dimostra quanto sia prioritario il fronte della ricerca scientifica. Vedere ricercatori che utilizzano macchinari d’avanguardia per studiare l’organismo umano, le sue patologie, per definire terapie, è affascinante e naturalmente è motivo di conoscenza. Vedere l’astrochimica che studia il cosmo, unendosi alla filosofia e alle riflessioni sulla condizione umana e sul senso del mondo, è affascinante e ci dimostra quanto c’è ancora, anno dopo anno, passo dopo passo, da scoprire attraverso la ricerca.

Per questo la ricerca è un punto fondamentale per il nostro Paese, come sanno bene quegli atenei e quegli enti che confluiscono, contribuendo all’attività di Biogem. È una rete di collaborazioni che vede nelle Università che sono collegate a Biogem la consapevolezza – qui come altrove, in tanti altri centri di ricerca avanzata – che l’attività delle nostre Università viene svolta e va svolta con grande serietà e rigore. Ed è un motivo di riconoscenza per il tessuto culturale del nostro Paese che lo fa avanzare nella ricerca.

Il Sindaco, nel suo saluto, ha parlato molto della condizione dei giovani non soltanto dell’Irpinia ma dell’intero Meridione. Potrei dare una risposta di maniera, di rassicurazione, di impegno generale delle istituzioni, che è giusto fare naturalmente. Ma vorrei dirle che vedo, nel nostro Meridione, numerosi segni di iniziativa, di capacità, d’intrapresa. Vi sono giovani che esprimono capacità e colgono occasione per esprimersi: questo è un segno incoraggiante che naturalmente va sviluppato, accompagnato, assecondato e sorretto.

Ma vorrei dire soprattutto che questa è già una delle tante risposte possibili: Biogem semina cultura, con la ricerca produce semi e semina nel tessuto di questa Regione. E questo non si esprime, né si misura soltanto nel numero di coloro che vi sono addetti, ma in quello che ne deriva, e ne deriverà, di iniziativa, di consapevolezza, di padronanza dei mezzi che la scienza consente.

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Questo è il modo per avviare il Meridione: quello di utilizzare, all’avanguardia, per il futuro, le posizioni più avanzate della Ricerca.

Vorrei esprimere a chi lavora in Biogem – oltre ai complimenti per l’attività e per i tanti risultati conseguiti positivamente – il ringraziamento del nostro Paese per ciò che fanno e gli auguri per la loro attività.

Il ringraziamento lo estendo a coloro che collaborano con Biogem, coloro che la sorreggono con contributi generosi e con grande concorso di energie e di risorse. È una grande realtà che ha il compito di produrre risultati, ma anche di seminare per questa Regione e per il Mezzogiorno.

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