Precari da salvare, in 2 mila manifestano a Piazza Montecitorio e il Governo si rifugia nel voto di fiducia

Tante scuole in difficoltà nel primo giorno dell’anno scolastico per le alte adesioni dei docenti allo sciopero Anief. Nel corso del partecipato sit-in davanti alla Camera, sono scesi tra i manifestanti diversi politici dell’opposizione parlamentare: l’Esecutivo del Cambiamento, invece, non sembra volere dare una risposta alle proteste degli insegnanti e preferisce porre la fiducia al decreto Milleproroghe – sarebbe la prima della XVIII legislatura – al testo approvato dalle Commissioni della Camera con il quale si cancella la riapertura delle GaE, invece approvata ad inizio agosto al Senato, e si aprono le porte del licenziamento a 12 mila docenti che hanno preso il ruolo, riportandoci al terno al lotto del balletto delle supplenze da graduatorie d’istituto.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, la giustizia non può essere sorella minore della fortuna: se un ricorso è stato discusso da un collegio di giustizia o in un giorno differente. La maggioranza M5S-Lega ha perso oggi l’occasione di risolvere una situazione ingarbugliata che neanche il Decreto Dignità ha saputo risolvere. La chiusura mostrata nei confronti dei manifestanti la dice lunga sulla sensibilità di questa maggioranza verso il tema del precariato: i nostri rappresentanti sono stati ricevuti solo dall’opposizione (Fratelli d’Italia e Liberi e Uguali) e non dalle Commissioni Parlamentari. Il fatto che si veleggi verso la fiducia per risolvere la questione rivela il vero volto del Governo, opposto all’immagine del cambiamento che vorrebbe dare di sé. Anief, comunque, si impegnerà al massimo per reintrodurre la norma nel disegno di Legge di Stabilità e difenderà nelle aule dei tribunali i docenti assunti con riserva e ai quali il Miur muterà il contratto da indeterminato a determinato, con scadenza 30 giugno 2019.

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