Le Vie dei Tesori. Gli affreschi dimenticati dell’Abatellis

PALERMO. “Il Trionfo della morte” e solo quello. Se non si è specialisti del periodo, si conosce soltanto lo splendido affresco staccato da Palazzo Sclafani e conservato alla Galleria regionale di Palazzo Abatellis; che invece, sia oggi che domani (sabato 6 e domenica 7 ottobre, dalle 10 alle 13), “racconterà” ben altro, tuffandosi nel secolo barocco e ritrovando una Palermo che pretendeva luoghi di degenza affrescati per i suoi malati, anche i più miseri. Palazzo Sclafani era infatti un ospedale, così come il Fatebenefratelli, e su ambedue mise mano Pietro Novelli; che intervenne sul palazzo accanto all’odierna questura, nel 1634: i suoi affreschi dovevano essere un contraltare barocco al medievale “Trionfo della Morte”. Furono staccati nell’800 e conservati prima al Museo Nazionale (attuale Salinas) poi trasferiti all’Abatellis. Faranno parte della visita inedita che Le Vie dei Tesori conduce oggi e domani alla scoperta del museo. Si potrà eccezionalmente accedere alla stanza della direzione che mostra proprio questi affreschi provenienti dallo Sclafani, il palazzo trecentesco nato da una scommessa tra il conte Matteo Sclafani ed il cognato, Manfredi Chiaramonte; nel 1400 fu confiscato e dopo alterne vicende, divenne il primo ospedale pubblico siciliano; dopo i Moti, nel 1832 fu trasformato in gendarmeria. Pietro Novelli aggiunse nel 1634 i cicli “Paradiso” e “Purgatorio”, che raffigurano rispettivamente la Santissima Trinità, la Vergine, Sant’Ignazio di Loyola, altri santi, e le anime del Purgatorio che ascendono al Paradiso. Altri affreschi, sempre visitabili oggi e domani, provengono invece dall’Abbazia di San Martino delle Scale e dall’originaria Cappella dei Falegnami, che venne distrutta nel 1804 per far posto alla sede di Giurisprudenza. La confraternita si trasferì nella nuova cappella (che però quest’anno non sarà più visitabile per problemi tecnici), ma gli affreschi furono salvati dall’erudito Agostino Gallo. La tecnica di Pietro Novelli è straordinaria, i personaggi possiedono fattezze molto particolari; la stessa mano si ritrova anche nell’enorme affresco dell’ex ospedale Fatebenefratelli, che per Le Vie dei Tesori apre soltanto la domenica (dalle 10 alle 17,30).

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Palazzo Abatellis sarà soltanto uno dei musei istituzionali aperti: domani si potrà scegliere tra l’entrata gratuita (come avviene tutte le prime domeniche del mese) o la visita guidata (ingresso dalla Porta Carraia) de Le Vie dei Tesori. Stessa formula anche per Palazzo Mirto (domani dalle 10 alle 13) dove invece sarà proposta una visita d’autore affidata al giornalista Mario Pintagro che racconterà i segreti nascosti tra gli affascinanti arredi ancora intatti.

Opportunità analoga anche per la Zisa e la Cuba, autentici sollazzi dei sovrani normanni nel cuore del “Genoardo”, e per San Giovanni degli Eremiti (orari sul sito www.leviedeitesori.it). E per il Castello a Mare (aperto domani dalle 10 alle 18), voluto dagli arabi e conservato nei secoli; quando si pensò di abbatterlo, nel 1923 si sollevò un’intera città e dovettero desistere. Il Castello sarà anche protagonista di un’inedita passeggiata pensata per grandi e piccini insieme (da prenotare su www.leviedeitesori.it). Da non perdere anche il Museo archeologico Salinas (aperto domani 10 – 18) che conserva la Pietra di Palermo con l’elenco di 15 faraoni, a cui fanno la guardia inossidabili tartarughe acquatiche (possibile un brunch/break al Cafè Culture del museo); e il museo d’arte contemporanea RISO che ospita anche un’antologica su Croce Taravella. Ogni domenica del festival sono invece aperti Villa Malfitano (10 – 17,20) con il suo parco; lo sfarzoso Palazzo Comitini (10 – 17,30) con la sua poco conosciuta collezione di arte contemporanea.

PianoCity e Le Vie dei Tesori insieme – domani alle 19 a Palazzo De Gregorio – presentano un concerto interamente dedicato a Chopin, della pianista Eliana Grasso, e uno a Schumann, eseguito da Francesca Bandiera. Ingresso libero. Ma se volete scoprire i segreti del palazzo dove sbocciò l’amore tra l’ammiraglio Nelson e lady Hamilton, dovrete per forza tornare: sarà infatti aperto alle visite soltanto nel secondo e nel quarto sabato de Le Vie dei Tesori (13 e 27 ottobre).

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Tra i 18 luoghi su prenotazione – e parecchi sono già sold out – c’è sicuramente il Grand Hotel Piazza Borsa (dalle 10,45 alle 17,30) che, pochi lo sanno, fu edificato sui resti di un convento secentesco: si visita solo la domenica, come anche lo Stand Florio (dalle 10 alle 16) che, dopo decenni di abbandono, sta lentamente riaffiorando e si visita a cantiere aperto. Lo disegnò Ernesto Basile per i nobili rampolli che si dilettavano con il tiro al piccione. Il restauro lo riconsegnerà come caffè letterario. Prenotazioni e info: www.leviedeitesori.it

KIDS… ACCOMPAGNATI DA LIO. Sarà un simpatico elefantino nano, LIO, a accompagnare i bambini de Le Vie dei Tesori, nelle speciali visite guidate su misura in collaborazione con Babyplanner.it. Cinque luoghi dove le famiglie con bambini saranno assolute protagoniste, con ingresso prioritario, una family card dedicata, giochi di enigmistica e una caccia al tesoro – con tanto di “book” che ogni bimbo potrà riempire, divertendosi e imparando – alla chiesa dell’Origlione, Palazzo Asmundo, Teatro Biondo, Archivio comunale ed ex Mulino di Sant’Antonino. Nelle piazze Castelnuovo, Marina, Bellini e Verdi, ci saranno 4 gazebo dove bambini e ragazzi potranno partecipare a laboratori.

A Palermo Le Vie dei Tesori è la più grande manifestazione dedicata alla promozione del patrimonio culturale della città, sotto l’egida di Presidenza della Repubblica, Camera, Senato, ministero dei Beni Culturali. Quest’anno il Festival è inserito nelle manifestazioni a massimo richiamo turistico dell’assessorato regionale al Turismo, è iniziativa direttamente promossa dell’assessorato regionale ai Beni culturali, incluso nelle manifestazioni dell’Anno europeo del Patrimonio culturale e nel programma ufficiale di Palermo Città della Cultura 2018.

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