Firenze, Autista di bus Ataf aggredita con sputi e minacce

Autista di bus Ataf aggredita con sputi e minacce a Firenze, la denuncia della Filt Cgil: “Chiediamo a Comune e azienda più tutele, la misura è colma, siamo pronti ad iniziative clamorose”

Firenze, 23-10-2018 – Ancora una volta dobbiamo trovarci a commentare uno dei fatti più deplorevoli ai quali può essere sottoposto un’autista di di bus Ataf; nella fattispecie, una nostra collega stamani è stata aggredita con sputi e minacce al capolinea della Leopolda, per futili motivi di viabilità. Fortunatamente lei è riuscita a restare nel “gabbiotto” e non ci sono state gravi conseguenze per la vittima dell’ennesimo gesto di inciviltà (l’aggressore le ha intimato più volte di uscire dal “gabbiotto” e scendere dal bus, poi si è dileguato); tuttavia siamo sconcertati nel dover constatare che chiunque, oggi a Firenze, si sente in diritto di sfogare le proprie ragioni, ammesso che di ragioni si tratti, e questo sostanzialmente avviene perché non c’è nessuna tutela nei nostri confronti; il presidio delle forze dell’ordine va potenziato e soprattutto c’è la totale assenza delle istituzioni, le quali mancano nell’affiancare chi, oggi nella nostra città, compie il proprio dovere in situazioni al limite del sopportabile.
Chiediamo, all’amministrazione comunale, se non ritengono di dover dire qualcosa al proposito. Infine l’aspetto della sicurezza visto dal punto di vista aziendale: oltre alla protezione del posto guida, utilissima e fortunatamente presente nel bus teatro di quest’ennesimo episodio di inciviltà, sui bus sono presenti allarmi silenziosi da poter attivare in casi di aggressione, per poter prontamente essere assistiti da forze dell’ordine e dalla sala radio; per quanto siamo riusciti a sapere, sulla vettura in questione, nonostante fosse di recente costruzione, questi sistemi non hanno funzionato; più in generale, aggiungiamo che i piani di totale messa in sicurezza delle vetture a proposito delle aggressioni procedono (forse…) a rilento. L’azienda non è interessata a tutelare i propri dipendenti? Che si aspetta a dare piena applicazione all’accordo sulla videosorveglianza? La misura è ormai colma, e ci riserviamo di procedere con iniziative clamorose qualora non si ponga pronto rimedio a 360 gradi sul fattore sicurezza.

Leggi anche  Bologna, " I teatri della salute mentale”

La tua opinione