Sanità: attività del Centro alcologico regionale, audizione in commissione

Sanità: attività del Centro alcologico regionale, audizione in commissione

Sentito il responsabile Valentino Patussi che ha illustrato il programma di welfare in attuazione a Careggi con il regolamento contro consumo di alcolici e fumo. Quartini (M5s): “Responsabilità delle istituzioni su questi temi. No a messaggi contraddittori sulla cultura del bere. Il Centro ha svolto un lavoro consistente in questi anni”

COMMISSIONE – La commissione Sanità, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd) ha tenuto ieri mattina, 30 ottobre, un’audizione con il responsabile del Centro alcologico regionale, Valentino Patussi. Audizione richiesta dal consigliere Andrea Quartini (M5s), “per sensibilizzare la commissione riguardo al consistente lavoro ultradecennale svolto dal Centro alcologico in questi anni, anche sugli stili di vita e la promozione della salute” e per “richiamare le responsabilità delle istituzioni rispetto a questi temi”. Il Centro, aggiunge Quartini, “ha prodotto tantissimo in termini di formazione e sensibilizzazione ed è stato la punta di diamante per eliminare il consumo di bevande alcoliche negli ospedali, nelle carceri, e per la stesura del primo protocollo per gli ospedali liberi da fumo”.

Patussi ha illustrato il programma di welfare in attuazione all’ospedale di Careggi, per promuovere il benessere e la salute dei suoi dipendenti, anche attraverso la corretta alimentazione, il contrasto a fumo di tabacco (anche della sigaretta elettronica), la riduzione del consumo di bevande alcoliche. Careggi ha approvato un regolamento contro il consumo e vendite di bevande alcoliche e un regolamento contro il fumo.

Secondo Paolo Sarti (Sì-Toscana a sinistra), sarebbe necessario “affrontare il disagio sociale che è spesso alla base delle cattive abitudini, piuttosto che proibire tutto”. Il consigliere Quartini ritiene necessario favorire un’azione di comunicazione e informazione su questi temi, “evitando messaggi contraddittori. Ad esempio – prosegue Quartini – l’ufficio scolastico regionale promuove corsi per l’uso consapevole di bevande alcoliche, mentre nelle scuole dovrebbe essere proibito promuovere la cultura del bere”.

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