Presidente Marini ad assemblea confindustria umbria: senza industria non c’è futuro

Assisi, 6 nov. 018 – “Il presidente Antonio Alunni ha svolto una relazione dalla quale emerge, giustamente, l’orgoglio dell’industria nei processi di innovazione, modernizzazione, sviluppo e crescita del Paese e, dunque, della nostra regione. Ho sottolineato ‘giustamente’ in quanto l’industria non è parte dei problemi dell’economia e della società italiana, ma la soluzione, in quanto rappresenta uno dei grandi fattori per sostenere la crescita ed il lavoro”. Lo ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ad Assisi nel suo intervento all’Assemblea generale di Confindustria Umbria, ribadendo quanto affermato nella relazione dal presidente Alunni.
La presidente Marini ha fatto riferimento alla “responsabilità comune” sia dell’impresa, che dei lavoratori, delle istituzioni e di tutta la società rispetto al tema di “come affrontare e sostenere il cambiamento” che è particolarmente forte in questo tempo e di “come essere in grado di generare prodotti, ricchezza e lavoro”. “Questi anni – ha detto – ci hanno posto di fronte la sfida del cambiamento, sia nella declinazione della crisi, con il carico di questioni sociali ed economiche ancora oggi aperte come la disoccupazione, la deindustrializzazione, la perdita di lavoro e di imprese; sia – e paradossalmente – rispetto all’opzione della forte carica di innovazione, di più ricerca scientifica, più tecnologia che ci ha imposto la sfida di ‘Industria 4.0’. Ci siamo trovati, in sostanza, di fronte alla duplice sfida di affrontare per un verso una grave crisi economica, e per l’altro sostenere contemporaneamente i processi di innovazione e crescita”.
In un altro passaggio la presidente Marini, riferendosi anche alle recenti dichiarazioni del Presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia sull’Europa, ha affermato che “abbiamo bisogno di più Europa. Un’Europa che deve essere riformata, cambiata, modernizzata, avvicinata alla dimensione quotidiana delle persone, delle imprese, delle istituzioni locali”. Ed ha quindi ricordato di essere ormai giunta ad un anno e mezzo del termine del suo mandato istituzionale alla guida della Regione: “sapete con quanta attenzione ho seguito i fondi strutturali, la politica di coesione, quella agricola e le prospettive di bilancio dell’Unione Europea. Posso dire che è falso dire che tenendoci i fondi che versiamo al bilancio UE possiamo fare le stesse cose. Ecco perché continuerò a seguire con grande attenzione la fase di negoziato per la nuova programmazione 2021/2027, anche in funzione dell’importanza che avrà per le imprese. Siamo amministratori del territorio e sappiamo bene che senza imprese – ha concluso – non abbiamo futuro”.

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