Conte: informativa in ordine alle valutazioni della Commissione europea sulla manovra di bilancio

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto alla Camera dei Deputati per una informativa in ordine alle valutazioni della Commissione europea sulla manovra di bilancio per il 2019.

Di seguito il testo integrale dell’intervento del Presidente Conte.

“Signor Presidente, gentili deputate e deputati, mi riferisco agli ultimi eventi. L’Italia, in data 13 novembre, ha inviato il documento programmatico di bilancio rivisto, che è stato oggetto di valutazione nella riunione del collegio dei commissari del 21 novembre. L’opinione espressa dalla Commissione, in quest’ultima occasione, è un giudizio sulla conformità del documento programmatico di bilancio al braccio preventivo del Patto di stabilità e crescita. Il braccio preventivo prevede che un Paese con un rapporto tra debito e PIL superiore al 60 per cento debba migliorare il suo saldo strutturale di una percentuale superiore allo 0,5 per cento del PIL quando l’economia è in condizioni cicliche normali. Pertanto, la piena conformità avrebbe richiesto all’Italia un aggiustamento dello 0,6 per cento del PIL del suo saldo strutturale.

Il 13 luglio 2018 l’Eurogruppo aveva raccomandato all’Italia per l’anno a venire, il 2019, un miglioramento del saldo dello 0,6 per cento del PIL, contenendo la crescita della spesa netta primaria entro lo 0,1 per cento. Secondo l’opinione della Commissione, il documento programmatico di bilancio rivisto prevede, invece, un deterioramento del saldo strutturale dello 0,9 per cento nel 2019, allontanando il Paese dal conseguimento dell’obiettivo di medio termine, cioè il valore del saldo strutturale che garantisce l’equilibrio del bilancio.

Conviene precisare che la procedura per deficit eccessivo è regolata dall’articolo 126 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e mentre alcuni di questi passaggi sono puntualmente specificati altri restano indefiniti nei tempi e nei modi.

Forse conviene riassumerne anche i tratti essenziali. L’opinione espressa dalla Commissione il 21 novembre deve essere sottoposta, per una discussione e un esame, alla riunione del Comitato economico e finanziario, che formula un parere entro due settimane. La Commissione, se ritiene che in uno Stato membro esista o possa determinarsi in futuro un disavanzo eccessivo, trasmette il parere allo Stato membro interessato e ne informa l’Ecofin. Su questo passaggio non vi sono tempistiche e procedure precisamente definite.

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L’Ecofin, su proposta della Commissione e considerate le osservazioni che lo Stato membro interessato ritenga di formulare, decide, dopo una valutazione globale, se esiste un disavanzo eccessivo, ai sensi dell’articolo 126, paragrafo 6, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, e anche per questa fase tempi e modi non sono puntualmente definiti.

Una volta che l’Ecofin ha deciso che esiste un disavanzo eccessivo, su raccomandazione della Commissione adotta a sua volta, senza indebito ritardo, le raccomandazioni allo Stato membro, al fine di far cessare tale situazione entro un determinato periodo.

La prima opportunità offerta per intervenire nella procedura, quindi, è quella relativa alle controdeduzioni, che il Governo potrà formulare a beneficio dell’Ecofin, in merito alla raccomandazione della Commissione.

Ci riserviamo di predisporre una replica ben articolata ed esaustiva allo scopo di illustrare i programmi e le misure che il Governo ha adottato e ha intenzione di adottare. Posso fin d’ora anticipare alcune linee di indirizzo che porremo a base della nostra risposta: ribadiremo e puntualizzeremo gli effetti della manovra sulla crescita.

Nell’immediato miriamo all’accelerazione degli investimenti e alla possibile rimodulazione di alcuni interventi previsti dalla legge di bilancio, se dal confronto parlamentare dovessero emergere indicazioni che possono accrescere gli effetti positivi delle misure da noi proposte sulla crescita, senza ovviamente alterarne ratio e contenuti.

Sugli investimenti, ricordo che il Governo sta per adottare, in via definitiva, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che ripartisce le risorse, pari ad un ammontare di circa 36 miliardi, del Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese.

Contestualmente, il Governo sta già lavorando al decreto di ripartizione dei fondi stanziati per il 2019, dando priorità a quei progetti che sono fermi esclusivamente per mancanza di fondi. Sono sufficienti poco più di 900 milioni per garantire, dalle nostre previsioni, la messa in opera di infrastrutture del valore di quasi 2 miliardi di euro. L’effetto sull’economia di questi interventi sarebbe immediato. Tra questi interventi assumono una priorità assoluta quelli contro il dissesto idrogeologico. Le spese per questi interventi dovranno essere considerate nel quadro delle regole di flessibilità già previste dalla normativa europea.

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Ancora, l’impulso alla crescita sarà anche assicurato da una strategia integrata che punta sulla ripresa della produttività attraverso l’accumulazione di capitale. Al centro del progetto ci sono gli investimenti pubblici, che devono essere concepiti come strumento per favorire e incoraggiare quelli privati. Un aumento del reddito potenziale sarà garantito dal recupero alle forze lavoro di ampi settori della popolazione, attualmente emarginati dalla vita sociale ed economica a causa di politiche di austerità protratte per troppi anni, dal ringiovanimento della forza lavoro e da un aumento complessivo della sua produttività garantito dal ricambio generazionale a seguito degli interventi sulle regole del pensionamento.

A questo si aggiunge un vasto piano di revisione e di semplificazione dell’assetto normativo che regola i rapporti fra i privati e fra privati e pubblica amministrazione. È in fase di avanzata trattazione il disegno di legge in materia di contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, ma è anche in elaborazione un disegno di legge di delega legislativa di ampia portata in materia di contratti pubblici, come pure un analogo disegno di legge di delega di semplificazione e di codificazione di vari settori di attività, in modo da pervenire a un quadro regolatorio più certo ed efficiente.

In proposito, segnalo che è intenzione del Governo anticipare, in un imminente decreto-legge, alcuni dei più urgenti interventi di semplificazione, in particolare in materia di lavoro, sviluppo economico e salute.

Di particolare impatto sull’economia sarà l’imminente e definitiva adozione del decreto legislativo che riforma, in modo sistematico e organico, la materia dell’insolvenza e delle procedure concorsuali.

Ribadiremo, inoltre, che il Governo ha già messo in campo azioni finalizzate a favorire una rapida discesa del debito attraverso la dismissione di asset che ovviamente non siano strategici già nel 2019, per un valore pari a circa l’1 per cento del PIL.

Ancora, ribadiremo che il Governo ha già previsto strumenti di stretto monitoraggio, con cadenza anche infrannuale, della spesa, allo scopo di garantire il rispetto assoluto del rapporto deficit-PIL nell’anno prossimo, il 2019.

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Argomenteremo, inoltre, come alcune di queste azioni sono perfettamente in linea con le raccomandazioni – attenzione – del 13 luglio 2018, pervenuteci dal medesimo Ecofin.

In particolare, abbiamo raccolto con molto favore le raccomandazioni in materia di politiche attive del lavoro, puntando in concreto alla modernizzazione dei centri per l’impiego, cardine di ogni credibile strategia per il reinserimento delle persone nel circuito produttivo, a cui abbiamo destinato risorse per un miliardo di euro nel 2019.

È in linea con le raccomandazioni dell’Ecofin l’azione di potenziamento della nostra ricerca, grazie all’assunzione di mille nuovi ricercatori. Il potenziamento del numero di magistrati e del personale dei tribunali è una delle precondizioni per la riduzione della durata dei processi civili e penali, come raccomanda l’Ecofin. Abbiamo anche raccolto la raccomandazione relativa agli sforzi per la riduzione dell’economia sommersa, con i provvedimenti sulla pace fiscale e quelli in materia di fatturazione elettronica, che sono contenuti nella legge di stabilità e in altri provvedimenti.

Come detto sopra, abbiamo aderito alle richieste dell’Ecofin in materia di insolvenza e procedure concorsuali. Ancora, spiegheremo, infine, che non abbiamo accolto le loro raccomandazioni in materia di aggiustamento strutturale, perché non compatibili con lo stato congiunturale della nostra economia e con il nostro disegno di politica economica, più orientato alla crescita che non all’austerità.

Poiché la divergenza con le raccomandazioni dell’Ecofin riguarda la previsione dei numeri di finanza pubblica, in particolare del profilo del deficit e del debito per il prossimo triennio, confidiamo che le argomentazioni che forniremo saranno oggetto di attenta valutazione e meditazione da parte dei membri dell’Ecofin. Nel caso in cui l’Ecofin dovesse decidere di aderire alla raccomandazione della Commissione, chiederemo tempi di attuazione molto distesi. Questo spazio temporale, peraltro, ci tornerà utile a consentire alla manovra economica di produrre i suoi effetti sulla crescita e, grazie a questo, di ridurre il debito pubblico. Grazie”

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