Decreto sicurezza. Il presidente Bonaccini: “Morrone non conosce la legge e la Costituzione”

Decreto sicurezza. Il presidente Bonaccini: “Morrone non conosce la legge e la Costituzione”

“Impugnare una norma per parti davanti alla Corte costituzionale è quanto prevede il nostro ordinamento e il sottosegretario alla Giustizia dovrebbe avere un minimo di confidenza col diritto. Quanto alla Conferenza delle Regioni, sono le Regioni stesse a decidere chi le rappresenta e non il Governo: strafalcione curioso per un esponente della Lega”Bologna – “Vorrei informare Jacopo Morrone che impugnare una legge in alcune parti anziché nella sua interezza non è un vezzo ideologico ma quanto prevede il nostro ordinamento, laddove riconosce alle Regioni la potestà di sollevare davanti alla Consulta un conflitto di competenze su provvedimenti dello Stato. Perché il ricorso sia pertinente e quindi ammissibile è infatti necessario che le Regioni si attivino per tutelare le proprie competenze costituzionali e non la più generale legittimità di un provvedimento. Quindi, quel che Morrone giudica bizzarro è quanto dispone la legge italiana e la giurisprudenza costituzionale”.

Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, replica al segretario della Lega Romagna e sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, in merito alla decisione della Giunta regionale di impugnare davanti alla Corte costituzionale parti del Decreto sicurezza.

“Non pago- prosegue Bonaccini-, Morrone mi rimprovera poi di sostenere che una legge possa essere al tempo stesso rispettata (nel senso di applicata) e impugnata davanti alla Consulta. Eppure, queste sono le fondamenta del nostro ordinamento costituzionale, nonché principi base delle liberaldemocrazie. La legge si rispetta e, se la si ritiene illegittima, la si impugna dinanzi alla Corte costituzionale. A Morrone potrà apparire strano ma funziona così in tutti i Paesi democratici. In questa polemica stucchevole, a voler esser franchi, l’unica cosa davvero curiosa è che Jacopo Morrone sia (e per giunta contemporaneamente) avvocato, parlamentare e sottosegretario alla Giustizia: ciascuno di questi ruoli presupporrebbe di per sé, e tutti e tre insieme a maggior ragione, un minimo di confidenza col diritto”. Infine, “Morrone mi invita a dimettermi da presidente della Conferenza delle Regioni perché non sarei super partes. Si dà il caso, piaccia o meno a Morrone- chiude Bonaccini– che a stabilire chi debba rappresentare le Regioni siano le Regioni stesse e non il Governo. Curioso strafalcione, anche questo da parte di un esponente della Lega”.

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