Migranti Unhcr, i Governi intervengano tempestivamente per evitare un’ecatombe

Ginevra, 22 gennaio 2019 ll’Unesco chiede un’azione urgente alla luce dei nuovi morti nel Mediterraneo in pieno inverno L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, segue con crescente apprensione la situazione nel Mediterraneo, dove negli ultimi giorni si sono registrati due naufragi, numerosi altri incidenti legati a operazioni di soccorso, un mercantile che ha ricondotto in Libia persone soccorse in mare, e notizie relative all’incapacità delle Guardia Costiera libica di rispondere agli incidenti avvenuti nell’area di ricerca e soccorso (SAR) di propria competenza a causa della carenza di carburante.Come riferito nel fine settimana, circa 170 persone abbiano perso la vita nei due naufragi, il primo di un’imbarcazione con 117 persone a bordo affondato al largo della Libia, il secondo nelle acque fra il Marocco e la Spagna con 53 persone imbarcate. Quest’anno 4.507 persone hanno già effettuato la traversata verso l’Europa via mare, nonostante il freddo intenso ed il pericolo acuto.L’UNHCR ritiene che gli Stati debbano intervenire con urgenza per ristabilire misure di soccorso efficaci nel Mediterraneo aumentando le operazioni di soccorso coordinate e congiunte, ristabilendo procedure di sbarco rapide in porti sicuri, e revocando le misure che impediscono di operare alle imbarcazioni delle ONG. Le persone che non hanno una valida richiesta d’asilo o di altre forme di protezione internazionale dovranno essere assistite per fare ritorno in tempi brevi nei propri Paesi.L’attuale dibattito politico sulle operazioni di soccorso in mare impedisce di individuare soluzioni serie al problema. Nel frattempo, in troppi continuano a perdere tragicamente la vita. I politici devono smettere di sfruttare le persone per i propri tornaconti elettorali, e trattare, invece, la questione come un’emergenza umanitaria, in cui la priorità è salvare vite umane. Ridurre il numero di arrivi non può costituire l’unico barometro per misurare il successo della propria politica, quando le persone annegano alle porte dell’Europa.L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati esprime preoccupazione in particolare per i circa 144 migranti e rifugiati soccorsi il 20 gennaio da un mercantile, il Lady Sham, che la notte scorsa ha attraccato a Misurata, in Libia, conformemente alle istruzioni del Centro di Soccorso e Coordinamento (Joint Rescue and Coordination Centre/JRCC) di Tripoli.Considerato l’attuale contesto, in cui prevalgono scontri violenti e diffuse violazioni dei diritti umani, i migranti e i rifugiati soccorsi non devono fare ritorno in Libia.FINEPer ulteriori informazioni😕         A Ginevra, Charlie Yaxley, yaxley@unhcr.org, +41 795 808 702?         A Madrid, Maria Jesus Vega, vegam@unhcr.org, +34 670 661 263?         A Roma, Carlotta Sami, sami@unhcr.org, +39 335 679 47 46?         A Parigi, Céline Schmitt, schmittc@unhcr.org, +33 6 23 16 11 78?         A Londra, Matthew Saltmarsh, saltmars@unhcr.org, +44(0)7880 230 985?         In Libia, Paula Barrachina Esteban, barrachi@unhcr.org, + 216 20 697 641  Migliaia di rifugiati nigeriani si rifugiano in CiadUna nuova ondata di violenze nella Nigeria nordorientale ha costretto migliaia di persone, la maggior parte delle quali donne e bambini, a cercare rifugio nella regione del lago Ciad, nel Ciad.Si stima che 6.000 rifugiati siano fuggiti dallo Stato nigeriano di Borno, segnato dai disordini, a partire dal 26 dicembre, allorché sono scoppiati gli scontri fra le forze governative nigeriane e gruppi armati paramilitari nella città di Baga, vicino al confine col Ciad. Molti rifugiati hanno attraversato il lago pagaiando per raggiungere il villaggio di Ngouboua, sulle rive del lago Ciad, a 20 km dal confine nigeriano. La traversata richiede tre ore.Secondo le testimonianze raccolte dal nostro staff, i rifugiati in fuga temono per le proprie vite in seguito alle minacce di ritorsioni e alle intimidazioni ricevute in occasione degli attacchi dei miliziani.L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e le autorità del Ciad stanno effettuando la registrazione e il pre-screening dei nuovi arrivati per valutarne le necessità di assistenza. La stragrande maggioranza è costituita da donne e bambini, e di questa il 55 per cento è composto da minori, secondo i dati ottenuti alla prima registrazione. L’UNHCR, inoltre, sta compiendo degli sforzi per trasferire i rifugiati in arrivo lontano dalle aree di confine, per motivi di sicurezza e in ottemperanza alla richiesta del governo. Ad oggi, circa 4.200 rifugiati sono stati ricollocati presso il già esistente campo di Dar-es-Salam, a 45 km di distanza. I campi accolgono già circa 11.300 nigeriani, rifugiati fin dal 2014.L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati sta lavorando col massimo impegno per garantire tempestivamente alloggi e tutta l’assistenza necessaria ai rifugiati in arrivo, inclusi i più vulnerabili. Attualmente i nuovi arrivati sono accolti in alloggi condivisi. L’UNHCR sta distribuendo beni di prima necessità fra cui coperte, materassi e zanzariere, e pasti caldi.All’interno della Nigeria, gli stessi scontri hanno inoltre costretto alla fuga decine di migliaia di civili, portando oltre 30.000 persone a raggiungere Maiduguri e mettendo ad ancora più dura prova la capacità dei campi esistenti che accolgono già sfollati interni. Le persone necessitano di assistenza umanitaria, in particolare alloggi, cibo, acqua e servizi igienico-sanitari. L’UNHCR continua, inoltre, a monitorare la situazione di circa 9.000 rifugiati nigeriani che sarebbero stati forzatamente rimpatriati dal Camerun la settimana scorsa. I rifugiati erano fuggiti in Camerun in seguito agli attacchi e al saccheggio della piccola città di frontiera di Rann, nello Stato di Borno, perpetrati da miliziani il 14 gennaio 2019. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati lancia un nuovo appello ai Paesi della regione a mantenere aperte le frontiere per i rifugiati in fuga dalla situazione di pericolo che vige in Nigeria.FINEPer ulteriori informazioni:?         In Ciad, Simplice Kpandji, kpandji@unhcr.org, +235 68 59 30 60?         In Camerun, Xavier Bourgois, bourgois@unhcr.org, +237 690 049 996?         A Dakar, Romain Desclous, desclous@unhcr.org, +221 786 396 385 Follow us on:
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