Il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani:”non possiamo diventare una nuova colonia dell’impero cinese”

“Il Parlamento europeo si è espreso in maniera molto chiara sulle relazioni con la Cina, anche la Commissione Ue sta per approvare un documento, noi siamo stati molto chiari: attenzione, non possiamo diventare una nuova colonia dell’impero cinese, abbiamo il dovere di reagire e di difendere i nostri interessi, politici, economici ed industriali“. Così il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani. “Non possiamo stare sotto controllo dell’industria e forse anche dell’intelligence cinesi, dobbiamo difendere la nostra libertà, non possiamo diventare sudditi”.

“Io credo che si debba valutare con grande attenzione ciò che sta facendo la Cina. C’è un incremento delle spese militari, c’è un’offensiva commerciale a livello globale, noi non possiamo assistere passivi alle iniziative di un Paese non europeo”, afferma il presidente del Parlamento Ue. “Non possiamo accettare il dumping commerciale, e di svendere le nostre infrastrutture ai cinesi, non possiamo accettare di trasformare i nostri porti in porti cinesi”, ha aggiunto. “Un conto sono gli investimenti per favorire la crescita e su questo io sono favorevole, un conto sono gli investimenti per poi poter portare via il nostro saper fare”, ha precisato Tajani. “Ho molti sospetti su cosa sta facendo la Cina, non sono favorevole ed il Parlamento europeo da questo punto di vista su molte questioni, per esempio alla cessione di molti porti, alla cessione di tutto ciò che riguarda il 5G a mani cinesi, non sono favorevole ad accettare passivamente tutte le iniziative di questo Paese in Europa ma anche fuori Europa, come Africa e America Latina”.

Il presidente dell’Eurocamera è intervenuto anche sui rapporti tra Cina e Italia. “Io difendo la sovranità dell’Italia e dell’Europa, non possiamo accettare di svendere il nostro debito pubblico ad una potenza straniera e mi fa specie che un governo come quello italiano che dice di essere sovranista e di mettere gli italiani innanzitutto sia pronto ad alzare le mani di fronte ad un’offensiva cinese”, ha affermato Tajani conversando con i giornalisti a Strasburgo.

Leggi anche  Arrestato il senegalese che ha dato fuoco al bus con 51 ragazzini

“Si sta facendo credo una gran confusione su questo accordo, che non è un accordo, è un Memorandum of understanding”, “si ribadiscono i principi di cooperazione economico e commerciali presenti in tutti i documenti europei, nessuna regola commerciale ed economica viene cambiata”: così il ministro dell’economia Giovanni Tria rispodendo ad alcune domande sulla nuova via della seta della Cina. Cambiare le regole commerciali “non sarebbe nelle possibilità italiane visto che è una competenza europea, credo che si stia facendo un po’ una tempesta in un bicchier d’acqua”. “Detto questo – ha aggiunto – credo che bisogna tranquillizzare e tenere conto di alcune preoccupazioni ma credo si sia creata un po’ di confusione su questa cosa”. 

About Marina Pellitteri

Direttore responsabile