Giornata mondiale della Sindrome di Down

L’assessore alla Pubblica Istruzione Marilena Sovrani ha organizzato in collaborazione con l’Associazione AIPD di Latina un convegno in occasione della Giornata Mondiale delle persone con Sindrome Down in programma per il 14 marzo alle 9.15 in poi e presso la scuola media “Frezzotti-Corradini” di Latina. Il convegno sarà presieduto dal sindaco di Latina, Avv. Giovanni Di Giorgi e dall’assessore Marilena Sovrani e a seguire interverranno: la dott.ssa Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’A.I.P.D.; il dott.Pino Zampino, responsabile malattie rare e difetti congeniti del policlinico “Gemelli” di Roma; la dott.ssa Antonella Cerquiglini, ricercatrice della Sapienza di Roma e presso la ASL di Latina; il dott. Alberto Scaini, Direttore Neonatologia Ospedale S.M. Goretti di Latina; la dott.ssa Pamela Eramo, Logopedista; la dott.ssa Samantha Meini presidente dell’ A.I.P.D. di Latina. La sezione pontina dell’A.I.P.D. nasce ufficialmente per la prima volta a Latina il 12 dicembre 2013 grazie alla caparbietà e all’intraprendenza del Presidente dell’Associazione e dei genitori dei ragazzi affetti dalla sindrome di Down e si prefigge lo scopo di dare voce alle esigenze ed alle problematiche delle persone affette da sindrome di down e dei loro familiari. L’Associazione, intende favorire sul territorio di Latina l’inserimento delle persone Down nei contesti scolastici, sociali e lavorativi, attraverso la promozione di attività culturali, formative, sportive, ricreative e ludiche, così da far vivere la diversità non come una mancanza, ma come una risorsa. Nel corso del convegno si darà voce alle testimonianza delle persone Down,e verranno trattati gli aspetti clinici, la qualità della vita e l’importanza degli interventi riabilitativi e multisistemici nella sindrome di Down. Ai partecipanti verrà rilasciato, qualora richiesto, un attestato di partecipazione. A conclusione dell’incontro saranno assegnati i premi agli alunni vincitori delle scuole del Comune di Latina che hanno aderito al progetto “…E se il brutto anatroccolo non fosse diventato cigno?”. Il progetto prevedeva la realizzazione di elaborati in cui è stato chiesto ai ragazzi di creare un finale alternativo alla storia di Hans Christian Andersen, esprimendo la propria idea di “diversità”, nella consapevolezza che i ragazzi con sindrome di Down, pur rappresentando solo una piccola ma importante parte della società nella quale vivono, possano migliorare la loro qualità di vita nel momento in cui tutti ci diamo la mano e condividiamo degli obiettivi comuni. Gli elaborati finali verranno esposti nella sala della Guardia di Finanza del palazzo “M” nei giorni 10-11-12 marzo dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00. “ L’ intento di questo convegno – sostiene l’Assessore Sovrani- è stato quello di coinvolgere la scuola quale ambiente educativo e formativo, all’interno del quale ciascun bambino ha modo di crescere e sperimentare i propri punti di forza ed i punti di debolezza. Quel prezioso luogo in cui, attraverso il continuo confronto con i pari i ragazzi hanno modo di sperimentare successi ed insuccessi. Ed è anche lo strumento che permette loro di sentirsi “capaci”,” competenti”, non solo didatticamente, ma soprattutto, emotivamente coinvolgenti. Ma questa emotività non può essere colta nella sua interezza se prima noi adulti non ci facciamo promotori di una conoscenza, quella della diversità che è intrinseca in ciascuno di noi, la stessa diversità che nella vita permette la realizzazione e la differenziazione tra tutti gli individui. Ed è proprio da queste riflessioni che è nato questo progetto. Riconoscere la diversità altrui, perché siamo certi che scoprire la propria diversità è un mezzo per comprendere la diversità dell’altro, trasformando i suoi punti di debolezza,in punti di forza… Questo progetto, così come enunciato dai componenti dell’Associazione, racchiude in sé la volontà risoluta e la determinazione di un gruppo di genitori nel trasformare alcuni comportamenti quotidiani che circondano i loro figli. Ciò unito alla realistica consapevolezza che i bambini con sindrome di Down, pur rappresentando solo una piccola ma importante parte della società nella quale viviamo, possono migliorare la loro qualità di vita solo nel momento in cui tutti ci diamo la mano e condividiamo degli obiettivi comuni.”

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