Italia – Cina. Mattarella: “Un’amicizia su solide fondamenta”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rilasciato la seguente intervista in occasione della Visita di Stato in Italia del Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, ai giornalisti cinesi del Quotidiano del Popolo, CCTV, Radio Cina Internazionale, Quotidiano Guangming, Agenzia di Stampa Nuova Cina.

D. Quest’anno ricorre il 15 °anniversario dello stabilimento di un partenariato strategico globale tra i due Paesi. Due anni fa, Lei ha effettuato una visita di Stato in Cina, affermando che voleva approfondire questa partnership.  A suo parere, negli ultimi due anni quali progressi sono stati realizzati nelle partnership strategiche? Potrebbe citare degli eventi di grande rilievo?

R. Il partenariato tra Italia e Cina è costruito su fondamenta solide, ispirate da naturali convergenze tra due antichissime civiltà. Questo legame si arricchisce costantemente di nuovi ambiti di cooperazione; e si tratta di un dato di sicuro rilievo.

Ho avuto modo di verificarlo anche in occasione della visita di Stato, che ebbi l’onore di effettuare a Pechino, e in altre tre città cinesi, due anni fa. Credo che il merito di questa positiva evoluzione sia da ascrivere, al di là dell’efficace dialogo assicurato dalle istituzioni dei due Paesi, alla crescente, e feconda, interazione tra i nostri popoli, così simili per laboriosità e creatività.

Due elementi chiave dello spirito, che accomuna i nostri due Paesi, sono certamente rappresentati dall’ingegno scientifico e dalla cura del patrimonio artistico. Questa constatazione è particolarmente significativa in questo anno speciale, che celebra il cinquecentenario dalla morte del genio italiano poliedrico per eccellenza, Leonardo Da Vinci, che so essere figura ammirata anche in Cina.

Questi aspetti si affiancano all’aspirazione al progresso e al benessere. Aspirazione comune ai nostri popoli; e che contribuisce allo sviluppo e alla stabilità globali, ed è fruttuosa anche nei contesti multilaterali.

Ci fa piacere riscontrare sensibilità analoghe con Pechino. L’Italia è sinceramente votata ai valori della pace, del multilateralismo fondato su regole; e i nostri due Paesi sono tra i maggiori contributori al sistema delle Nazioni Unite, sia in termini di risorse finanziarie sia nell’ampiezza della partecipazione e dell’impegno nelle operazioni di mantenimento della pace.

Si tratta di manifestazioni, importanti, della qualità, e degli alti scopi, del partenariato  strategico    globale tra Cina e Italia, accomunate dalla convinzione, condivisa, che sia necessaria l’unione degli sforzi, di tutti i componenti, della Comunità Internazionale, per affrontare con successo le principali sfide globali della contemporaneità, dalla tutela della pace e della stabilità internazionali, alla lotta al cambiamento climatico, all’attuazione dell’agenda per lo sviluppo, inclusivo e sostenibile.

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Con l’auspicio che i nuovi strumenti, di straordinarie potenzialità, che scienza e tecnologia pongono a disposizione dell’umanità, siano utilizzati e regolati insieme, per la collaborazione e non per la competizione e il predominio, con cui ciascuno ne riceverebbe minor beneficio.

D. Quali sono le sue aspettative per la visita di Xi Jinping? Che significato avrà questo incontro per lo sviluppo generale delle relazioni bilaterali tra Italia e Cina?

R. Sono davvero lietissimo di poter contraccambiare la straordinaria ospitalità che il Presidente Xi mi ha riservato nel 2017. La sua visita in Italia, a Roma e a Palermo, e gli incontri che egli avrà con le più alte cariche dello Stato, manifestano la solidità del legame, e del reciproco rispetto, tra i nostri due Paesi.

Ritengo che non possa esserci miglior modo per celebrare la vigilia dell’importante anniversario che la Repubblica Italiana e la Repubblica Popolare Cinese condivideranno il prossimo anno, nel 2020, con il cinquantesimo anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche.

L’intensità del dialogo politico, l’ampiezza, e la vivacità, della collaborazione economica, commerciale, culturale, e tra società civili, sono dimensioni ben visibili anche nell’attività di alcuni organi bilaterali quali il Forum Culturale, il Business Forum, il Forum sulla collaborazione in Paesi terzi, che si riuniranno in occasione della visita; e ora anche il Forum sulla Filantropia. Auspichiamo che possano scaturire intese, idee, progetti, nei quali il partenariato italo-cinese possa ulteriormente svilupparsi, anche a più generale beneficio della collaborazione tra Europa ed Asia, che necessita di un volume, sempre maggiore, di investimenti sostenibili in infrastrutture, per assicurare un futuro di benessere e di pace per le tutte le popolazioni dei due continenti.

D. Negli ultimi anni gli scambi commerciali tra l’Italia e la Cina hanno registrato una notevole crescita. Quali sono le condizioni favorevoli per lo sviluppo dei rapporti economico-commerciali tra i due Paesi, e quali sono gli ostacoli da superare?

R. Le relazioni economiche e commerciali hanno un ruolo fondamentale nel quadro delle relazioni bilaterali tra Italia e Cina. Il consistente, e crescente, interscambio, le relazioni tra le nostre imprese, gli investimenti reciproci sono conferma della fiducia sulla quale poggiano i nostri rapporti. L’Italia vede, da tempo, nella Cina non solo un proprio partner economico di primissimo piano, ma anche un motore dell’economia e del commercio mondiale.

L’Italia sostiene convintamente l’assetto, multilaterale e realmente aperto, degli scambi globali, anche nella sua qualità di membro fondatore dell’Unione Europea. Al centro dell’azione di politica economica del Governo cinese si trovano settori in cui l’Italia detiene esperienze di eccellenza, in termini di tecnologie e soluzioni avanzate. Dall’energia, alla protezione ambientale, all’urbanizzazione sostenibile, alla meccanica, alla sicurezza alimentare, ai servizi sanitari e alla cura degli anziani. Il modello di vita italiano, con suoi prodotti di punta, suscita richiamo in tutti Paesi, interessati da un crescente aumento del livello di vita.

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L’intensificazione dei nostri rapporti economici deve passare, al tempo stesso, attraverso la creazione di un contesto quanto più aperto e trasparente possibile; in cui i soggetti economici dei due Paesi possano agire in maniera equivalente, reciprocamente libera ed equilibrata, con la rimozione di barriere, che ancora si frappongono ai flussi commerciali. In questo senso, l’Italia è impegnata, assieme ai suoi partner europei e internazionali, a dialogare con la Cina, per permettere alle imprese delle due parti di operare in maniera equa; e di favorire l’accesso ai rispettivi mercati, tutelando in particolare la sicurezza degli investimenti e la proprietà intellettuale, nonché i principi e standard, irrinunciabili, relativi alla sostenibilità degli interventi sotto il profilo sociale, economica e ambientale.

D. Nell’ambito culturale, Cina e Italia portano rispetto al patrimonio, ai tesori artistici e alla tradizione di grandi civiltà millenarie. I due paesi hanno il maggior numero di siti UNESCO nel mondo e sono i portatori di un patrimonio artistico, culturale e paesaggistico ineguagliabile. Nella cornice dell’iniziativa Nuova Via della Seta, potrebbe illustrarci le caratteristiche delle cooperazioni culturali tra Cina e Italia e le prospettive per il futuro?

R. Nel rapporto bilaterale, tra Italia e Cina, c’è molto più che un’espansione delle relazioni economiche, commerciali e politiche: Italia e Cina sono – e si percepiscono a vicenda – sul piano culturale come due grandi portatori di antiche civiltà, il cui patrimonio artistico suscita ammirazione in tutto il mondo.

Esse condividono una storia, millenaria, segnata da un vivace intreccio di scambi nell’arte, nella letteratura, nella musica, nel commercio, nell’alto artigianato, sin dai tempi più antichi. Questa storica affinità culturale tra le due civiltà è un bene prezioso, giunto fino ai nostri giorni.

I due Paesi rappresentano, l’uno per l’altro, un grande volano di sviluppo che può essere messo a frutto attraverso la promozione, e la valorizzazione, anche delle rispettive industrie culturali e creative. Vanno agevolate queste dinamiche, per realizzare il loro enorme potenziale.

In questa prospettiva è opportuno citare l’ambizioso e innovativo programma per l’istituzione di gemellaggi tra Siti UNESCO cinesi e italiani. Proprio in occasione del Forum culturale Italia Cina, saranno lanciati i gemellaggi tra le città di Verona ed Hangzhou e i Paesaggi Langhe-Roero-Monferrato e le Terrazze Hani, i primi al mondo tra siti UNESCO di due Paesi. Sarà inoltre rafforzata la collaborazione nel settore della tutela dei beni culturali.

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La partecipazione italiana alla creazione della cosiddetta “Nuova Via della Seta e della conoscenza” assume quindi significato, e importanza, anche sul piano culturale e su quello delle relazioni tra persone, lungo cui viaggiano progetti culturali, idee, scambi di conoscenze, nuove opportunità, scientifiche, tecnologiche e della contemporaneità: sempre più turisti cinesi visitano il nostro Paese, sempre più giovani italiani studiano in Cina e cinesi in Italia, si moltiplicano gli accordi tra Università dei due Paesi per progetti di ricerca congiunti e scambi accademici, così da rendere davvero la Nuova Via della Seta anche una Nuova Via della Conoscenza.

D. Oggi ci troviamo in un mondo con tante incertezza, sia politiche ed economiche. Secondo Lei, in che modo la collaborazione tra Italia e Cina potrà contribuire a creare un mondo migliore?

R. Anzitutto affermando il principio che Italia e Cina, nel perseguire l’intento di un multilateralismo basato su regole valide per ogni Stato, si pongono l’obiettivo di tutelare i legittimi diritti di tutti i soggetti della comunità internazionale.

L’avvio di regolari consultazioni politiche, bilaterali, tra i due Ministeri degli Esteri, rafforzerà certamente questa vocazione. E’ importante coltivare un dialogo continuo per meglio comprendere le rispettive posizioni e sensibilità e, di conseguenza, poter lavorare insieme, ancora più efficacemente, nei grandi fora multilaterali, in cui Cina e Italia siedono insieme: penso al G20, nel cui ambito contiamo, sin d’ora, sulla collaborazione di Pechino in vista della Presidenza italiana del 2021; e penso alle Nazioni Unite, dove Italia e Cina condividono medesime sensibilità; ad esempio, sul dossier della riforma del Consiglio di Sicurezza, promuovendo soluzioni che ne aumentino la rappresentatività e l’efficacia, senza nuove posizioni di privilegio.

La pace non è tale senza sviluppo, senza giustizia sociale, senza tutela dell’ambiente. Per questo siamo impegnati, insieme, a promuovere l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, e a lottare contro i cambiamenti climatici: una sfida in cui alla Cina tocca un ruolo decisivo, crescente, e l’Italia è pronta a dare il suo contributo.

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