Concorso Straordinario Infanzia-Primaria: in Piemonte prove orali a porte chiuse. Anief chiede l’immediato intervento dell’Ufficio Scolastico Regionale e il ripristino della legalità

Concorso Straordinario Infanzia-Primaria: in Piemonte prove orali a porte chiuse. Anief chiede l’immediato intervento dell’Ufficio Scolastico Regionale e il ripristino della legalità

A Fossano (CN), sede di una delle sottocommissioni per il concorso straordinario per la scuola Primaria del Piemonte, i commissari procedono ad esaminare i candidati a porte chiuse, in barba all’obbligo di trasparenza che tutte le procedure concorsuali, anche non selettive, devono garantire.

ANIEF Piemonte ha prontamente segnalato l’accaduto all’Ufficio Scolastico Regionale, chiedendo l’immediato ripristino della legalità presso tutte le sottocommissioni con la presenza di testimoni durante lo svolgimento delle operazioni, a tutela di tutti i partecipanti. Ove questo non accadesse, il sindacato metterà a disposizione degli interessati il proprio ufficio legale per denunciare alle autorità competenti quanto sta accadendo.

Il rischio, ovviamente, è quello di invalidare la procedura concorsuale, che dovrebbe quindi ripartire dall’inizio, con danni enormi per tutti: per i docenti sicuramente, ma anche per le scuole vista l’urgenza di avere a disposizione le graduatorie di merito in tempo utile per le prossime immissioni in ruolo.

Si erano già registrate, in Piemonte, alcune scelte poco comprensibili sul concorso straordinario: ad esempio, il rifiuto dell’USR di consentire la delega alla commissione per l’estrazione della prova e il suo invio per email al candidato, costretto così in molti casi a doversi sobbarcare una duplice trasferta per estrarre l’argomento e sostenere la prova; o ancora l’estrazione delle tracce anche di domenica e nei giorni festivi, in violazione del divieto previsto dal bando di far svolgere la prova del concorso, di cui l’estrazione dell’argomento è parte, in coincidenza con le festività.

La notizia degli orali a porte chiuse, però, è un intollerabile schiaffo alla legalità e alla dignità degli aspiranti che questo concorso devono svolgerlo spesso obtorto collo, per difendere quel ruolo che dopo la sentenza della plenaria e il rifiuto di Governo e Parlamento di riaprire le GaE in molti rischiano di perdere e in moltissimi inseguono dopo tanti anni di precariato.

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 Marco Giordano

Presidente regionale ANIEF Piemonte

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