Corte dei conti: servizi per il lavoro nel programma 2019-2021 della Sezione centrale di controllo sulla gestione

Corte dei conti: servizi per il lavoro nel programma 2019-2021 della Sezione centrale di controllo sulla gestione

E’ stato varato il programma di attività della Sezione centrale di controllo della Corte dei Conti sulla gestione delle amministrazioni dello Stato che individua, per il triennio 2019-2021, le priorità nell’ambito del contesto dei controlli tracciato dalle Sezioni riunite. Tra queste, una specifica attenzione è riservata alla rete pubblica dei servizi per il lavoro che sarà oggetto di un’indagine in raccordo con le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti.

Il programma 2019-2021 è riferito agli ambiti sui quali è intervenuta la nuova legislazione di entrata e di spesa o ad eventi di varia portata per i quali l’organo di controllo esterno apre un “osservatorio” su fenomeni e vicende di ordine amministrativo e finanziario, con lo scopo di fornire informazioni e valutazioni al Parlamento secondo una duplice dimensione: quella finanziaria e quella degli effetti sostanziali delle politiche pubbliche (in termini di qualità dei servizi e delle prestazioni) cui le risorse del bilancio sono destinate.

In tal senso, è fondamentale il raccordo con la nuova struttura del bilancio dello Stato per “missioni” e “programmi”, arricchito dall’introduzione delle “azioni”, quali aggregati omogenei all’interno dei programmi. Rilevante è, inoltre, la funzione della “nota integrativa”, che costituisce ausilio alla programmazione dell’impiego delle risorse e collegamento con la pianificazione strategica e con il ciclo dellaperformance.

Le indagini programmate sono aggregate secondo macro-ambiti di intervento delle politiche pubbliche, cui si aggiunge un’area di “indagini intersettoriali ed orizzontali”, da svolgere con riferimento alla totalità o ad una pluralità di amministrazioni. 

Tra le novità metodologiche si prevede, a partire da quest’anno, anche un livello di programmazione operativo e di dettaglio indirizzato ai destinatari dell’attività di controllo (piani di indagine), alla stregua della pianificazione della Corte dei conti europea. In tale direzione si tende a determinare le priorità di audit sulla base di un’analisi del rischio ed un’analisi strategica.

Altra innovazione si rinviene nei cosiddetti “rapporti semplificati”, intesi, con cadenza periodica, ad aggregare analisi nell’ambito del quadro programmatico definito. I principi a base dell’attività di controllo della Sezione mirano a fornire una visione attualizzata dell’andamento gestionale (principio di concomitanza) sulla base del confronto diretto con i destinatari del controllo. Alle indagini programmate si accompagna un costante monitoraggio su comparti e gestioni alimentate dal bilancio dello Stato, tra i quali si segnalano i processi di attuazione della revisione della spesa (di cui all’art. 22-bis, l. n. 196/2009). Il perimetro delle amministrazioni controllate è esteso ben oltre l’area dei tradizionali ministeri i quali, per l’esercizio delle loro funzioni primarie, si avvalgono anche di enti strumentali e società partecipate. Oggetto di verifica, anche in raccordo con le altre sezioni, sarà la gestione di organismi ed altre figure soggettive, in coerenza alle previsioni dell’art. 7 del regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti (delib. n. 14/2000 e ss.mm.).
A chiusura si pone la relazione sugli esiti dell’attività del controllo svolto, che evidenzia periodicamente gli effetti prodotti dalle pronunce della Sezione, con riferimento alle misure correttive poste in essere dalle amministrazioni, per il buon andamento delle pubbliche gestioni.

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