L’esercito libico avvia l’operazione ‘Vulcano di rabbia’ contro le truppe fedeli al generale Khalifa Haftar

Il ministero della Sanità ha annunciato che 21 persone sono state uccise e altre 27 sono rimaste ferite a causa degli scontri in diverse linee di frontiera al di fuori di Tripoli.

La guerra a Tripoli è iniziata quando Khalifa Haftar ha dato ordine alle sue forze di marciare su Tripoli e “liberarla dai terroristi”.

Il portavoce delle forze di Haftar Ahmed Mismari è arrivato a dire che la guerra su Tripoli ha lo scopo di liberare la città da Al-Qaeda, sostenendo che la capitale è dirottata dai terroristi.

Dopo la guerra avviata da Haftar, si sono verificati pesanti scontri in diverse aree nel sud di Tripoli, come Wadi Rabea, Sooq Al-Ahad, Airport Road, Ain Zara, Al-Aziziya e altre aree vicino a Gharyan come Heera.

La guerra è stata anche portata in cielo mentre l’aviazione dell’esercito libico sotto il comando del Consiglio presidenziale ha preso di mira le forze di Haftar a Wadi Rabea e Wattiya, mentre le forze di Haftar hanno compiuto un attacco aereo domenica pomeriggio nel campo di Naqiliya, nel sud di Tripoli.

Nel frattempo, i combattimenti continuano in maniera intensa mentre fonti hanno detto al canale televisivo della Libia Al-Ahrar che i caccia delle forze di Haftar sono decollati dalla base aerea di Wattiya per attaccare Naqiliya, nonostante le promesse fatte da alcuni Zintan per risparmiare la base aerea dalla tensione attuale .

In mezzo ai combattimenti, le richieste dell’UNSMIL e dei gruppi di aiuto locali stanno aumentando chiedendo una tregua nelle zone di scontro al fine di evacuare civili e feriti.

L’Onu chiede una breve tregua umanitaria in Libia per consentire l’evacuazione di feriti e civili dalle aree attorno alla capitale Tripoli. La tregua dovrebbe iniziare alle 16 e durare 2 ore, come chiarito dalla missione Onu nel paese (Unismil).

OPERAZIONE ‘VULCANO DI RABBIA’ – L’esercito libico avvia l’operazione ‘Vulcano di rabbia’ contro le truppe fedeli al generale Khalifa Haftar. Lo ha annunciato Mohammed Gununu, portavoce delle forze armate, come riferisce il quotidiano Libya Express. “L’esercito libico respinge colpi di stato e militarizzazione dello Stato: la Libia sarà sempre uno stato civile e l’esercito lo proteggerà e garantirà la sicurezza della popolazione”, ha aggiunto Gununu, aggiungendo che le forze regolari stanno avanzando e prendendo possesso di mezzi impiegati dalle truppe inviate da Haftar. “Questo attacco è sorprendente e ha distrutto le speranze dei libici per la democrazia mentre tutti si stavano preparando per la prossima conferenza nazionale a Ghadames”.

Leggi anche  Brexit,Theresa May è stata sconfitta

TRIPOLI – Secondo quanto riferisce il quotidiano ‘Lybia Observer’, inoltre, le forze di Tripoli hanno ripreso il controllo della situazione a sud della capitale, nell’area dell’aeroporto e lungo la strada verso Tarhouna. Contemporaneamente, sono stati condotti raid aerei ad Al-Hira, Gharyan e Wadi Al-Rabea. Ci sarebbero almeno 21 morti e 27 feriti negli scontri in corso alle porte di Tripoli. A diffondere il bilancio, come riferisce il portale libico Alwasat, è un portavoce del ministero della Sanità di Tripoli. L’ambasciata italiana a Tripoli, guidata da Giuseppe Buccino Grimaldi, resta pienamente operativa e non è attualmente prevista alcuna riduzione del personale. La sede continua a monitorare attentamente la situazione. Lo dicono all’Adnkronos fonti della Farnesina, mentre alla periferia della capitale continuano gli scontri tra le forze legate al generale Khalifa Haftar e quelle del Consiglio presidenziale di Fayez Serraj.

MILIZIANI – E oltre 70 miliziani provenienti dalla Libia orientale e collegati alle forze del generale Haftar sono stati catturati nell’area dell’aeroporto di Tripoli e nel distretto di Sawani, riferisce sempre il ‘Lybia Observer’.

CONTE – “Ovviamente stiamo seguendo il dossier della Libia da tempo e lo stiamo seguendo anche nelle ultime fasi, è un’evoluzione che ci preoccupa e devo confessare che non ci lascia del tutto sorpresi perché ovviamente avevamo colto questa possibile evoluzione ma non dico altro per via di riservatezza” ha detto il premier Conte al Vinitaly. “Ma sicuramente stiamo cercando di rappresentare soprattutto al generale Haftar e gli altri interlocutori la necessità di evitare conflitti armati, non possiamo permetterci una guerra civile”.

Libia © EPA

Non è stata rispettata la tregua umanitaria di due ore chiesta per questo pomeriggio dall’Unsmil, la missione di supporto dell’Onu in Libia, per evacuare feriti e civili da quattro zone dove ci sono combattimenti a sud di Tripoli. Lo riferisce la Mezzaluna rossa come scrive un tweet di Al Hadath, tv della rete Al Arabiya. “Le parti che si stanno scontrando non hanno rispettato la tregua chiesta dalle Nazioni Unite”, scrive il tweet.

Conte ha dato la disponibilità a svolgere un’informativa urgente sui recenti accadimenti in Libia nella seduta dì giovedì 11 aprile, alle ore 15. Lo si apprende da fonti parlamentari

Le milizie filo-Sarraj sostengono di aver ripreso il controllo dell’aeroporto internazionale di Tripoli, quello chiuso dal 2014 e situato a sud della capitale, che era stato preso o almeno ‘infiltrato’ per due volte da uomini dell’Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar. L’affermazione è contenuta in un resoconto di dichiarazioni del nuovo portavoce delle Forze del Governo di accordo nazionale, colonnello Mohamad Gnounou, postate sulla pagina Facebook dell’ufficio stampa dell’esecutivo.

Leggi anche  Incendio di Notre-Dame de Paris: gli impegni già superano i 600 milioni di euro

Raid incrociati a Tripoli. Aerei delle forze del governo di accordo nazionale avrebbero lanciato missili contro le postazioni dell’esercito del generale Khalifa Haftar (Lna) nella zona dell’aeroporto internazionale di Tripoli (chiuso nel 2014) e a Wadi Rabea. Ne dà notizia il Libya Observer sulla sua pagina Twitter. Sempre secondo il giornale, le forze di Haftar a loro volta hanno condotto un bombardamento aereo a Naqliya camp sulla strada dell’aeroporto, senza causare vittime. Fonti locali hanno parlato anche di raid aerei in mattinata nell’area di Ain Zhara. 

“Missili”, o quanto meno razzi “Grad” sono stati piazzati dalle forze del generale Khalifa Haftar a Garian, un’ottantina di chilometri in linea d’aria a sud del centro di Tripoli e hanno già colpito. Lo riferiscono due fonti e un sito libico. “Haftar ha piazzato una batteria di missili a Garian e ieri sera è già morta una donna a Wadi el Rabie”, ha detto all’ANSA una fonte da Tripoli. Un video con il lancio di “missili Grad” è stato diffuso con un tweet dall’emittente Libya Alahrar Tv.

Il premier libico riconosciuto Fayez al Sarraj ha accusato il generale Khalifa Haftar di “tradimento” in un discorso televisivo sabato. Lo riferisce Al Jazeera.

“Abbiamo steso le nostre mani verso la pace – ha detto al-Sarraj – ma dopo l’aggressione da parte delle forze di Haftar e la sua dichiarazione di guerra contro le nostre città e la nostra capitale non troverà nient’altro che forza e fermezza”.

Il paese è intanto nel caos: le forze di Haftar hanno annunciato di aver decretato una no-fly zone ad ovest. Scontri a 12 km da Tripoli. Le forze del governo provvisorio di Sarraj rivendicano la riconquista dell’aeroporto, ma la notizia viene smentita dall’esercito di Haftar. Preoccupazione Onu.

“Il bilancio degli scontri alla periferia di Tripoli è arrivato finora a 21 morti e 27 feriti”: scrive il sito Alwasat citando il portavoce del ministero della Sanità, Amin Mohamed Al Hashmi, il quale ha precisato che fra le vittime ci sono “un medico, un assistente medico” e due altri civili. Sabato sera l’Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar aveva annunciato che, dall’inizio degli scontri, quindi in due giorni, aveva perso 14 militari.

Libia, scontri a un passo da Tripoli

Oltre 70 combattenti provenienti dalla Libia orientale (definiti invasori) appartenenti alle forze del generale Haftar sono stati arrestati sabato durante gli scontri armati tra forze del governo di Tripoli e quelle di Haftar nel distretto di Sawani e nei pressi dell’aeroporto internazionale di Tripoli. Lo rende noto il Lybia Observer sulla propria pagina Twitter. Haftar aveva ribadito che, nonostante proclami contrari di un ministro di Sarraj, controlla l’aeroporto internazionale, quello chiuso dal 2014 e situato a circa 25 km in linea d’aria a sud del centro.

Leggi anche  Francia e Germania:" Stop armi alla Turchia"

Il premier libico Fayez al-Sarraj ha presentato all’ambasciatrice francese in Libia, Béatrice du Hellen, una “forte protesta”, accusando Parigi di sostenere la brigata del generale Khalifa Haftar. E’ quanto riferisce Al Jazeera, che cita una fonte ufficiale del governo libico. La stessa fonte ha sottolineato che Serraj ha chiesto formalmente all’ambasciatrice di riferire la sua protesta al suo governo e al presidente francese, Emmanuel Macron.


عربي

Casa

Quando hai bisogno di sapere

HOME / IL CONSIGLIO PRESIDENZIALE CONVOCA L’AMBASCIATORE FRANCESE PER PROTESTARE CONTRO IL LEGAME DELLA FRANCIA CON L’INVASIONE DI TRIPOLICondividere

Stamparea- a +

Il Consiglio presidenziale convoca l’ambasciatore francese per protestare contro il legame della Francia con l’invasione di Tripoli

 07 aprile 2019 – 09:39 Pubblicato in: NOTIZIA Scritto da: NewsDesk

Il presidente del Consiglio presidenziale Fayez Sarraj ha convocato l’ambasciatore francese in Libia Béatrice du Hellen sabato per protestare ufficialmente contro il sostegno della Francia ai gruppi armati del signore della guerra Khalifa Haftar nel loro attacco a Tripoli, rivela una fonte governativa.

La fonte, che preferiva non essere nominata, ha detto che Sarraj ha presentato una protesta forte all’ambasciatore Hellen per il collegamento del suo paese all’attuale attacco alla capitale.

La fonte ha aggiunto che la Francia sta alimentando i combattimenti nella Libia occidentale dando il via libera ad Haftar per attaccare e impadronirsi di Tripoli nel tentativo di avere la parte del leone nelle risorse energetiche del paese.

Sabato, in un discorso alla nazione, Sarraj ha accusato Haftar di tradimento lanciando un attacco improvviso a Tripoli mentre si stavano compiendo sforzi per risolvere pacificamente il conflitto attraverso la Conferenza nazionale sostenuta dall’ONU.

Ha chiesto ai paesi che sostengono il signore della guerra di fermarlo, dicendo che tutte le truppe sono state messe in stato di allerta per respingere gli attaccanti.

La tua opinione