Umbria aziende ospedaliere , concorsi truccati. Trentacinque indagati

E’ bufera in Umbria dopo le perquisizioni della Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta su presunte irregolarità nei concorsi per le aziende ospedaliere. In tutto sono 35 gli indagati. I provvedimenti sono stati emessi dalla procura di Perugia nei confronti della presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, del segretario del Pd umbro ed ex sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci, dell’assessore alla Salute Luca Barberini e di alcuni dirigenti. Bocci e Barberini sono stati arrestati e posti ai domiciliari. E dopo l’autosospensione di Bocci, il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha deciso immediatamente di nominare commissario il presidente della Federazione regionale, Walter Verini.

Gravi indizi di colpevolezza” ricorrono nei confronti di due degli indagati Pasquale Coreno e Gianpiero Bocci, si legge nell’ordinanza del gip che dispone le misure cautelari, “in ordine al delitto di favoreggiamento contestato loro”. Il contenuto delle conversazioni intercettate ad altri due indagati nel corso dell’indagine, infatti, “è estremamente chiaro e non lascia dubbi sulla sussistenza della gravità indiziaria in ordine al delitto di favoreggiamento”, prospettato in capo a Gianpiero Bocci e Pasquale Coreno. “E, infatti, gli indagati fanno riferimenti del tutto espliciti ai due summenzionati, attribuendo loro la fonte di alcune informazioni riservate concernenti le indagini in corso”. “Va poi sottolineata -si legge- la correttezza dell’informazione ricevuta da Duca e da Valorosi tramite Bocci in ordine all’inizio delle attività di intercettazione ambientale che effettivamente furono attivate in data 17 novembre 2017 utilizzando come copertura un intervento dei Vigili del Fuoco”.

MARINI – “Quest’oggi mi è stata notificata dalla procura della Repubblica di Perugia una richiesta di acquisizione di atti nell’ambito di una indagine preliminare relativa a procedure concorsuali in capo a una Azienda sanitaria umbra – ha reso noto la governatrice Marini -. Ho offerto la mia massima collaborazione personale e istituzionale all’attività dei rappresentanti dell’autorità giudiziaria. Sono assolutamente tranquilla e fiduciosa nell’operato della magistratura, nella certezza della mia totale estraneità ai fatti e ai reati oggetto di indagine”.

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L’ORDINANZA DEL GIP – Le procedure di selezione del personale “condizionate illecitamente” durante il periodo delle intercettazioni telefoniche che hanno portato all’inchiesta sarebbero otto . “L’alterazione dei risultati della selezione – si legge nell’ordinanza del gip di Perugia – è avvenuta mediante reiterati reati di rivelazione di segreti d’ufficio, falso ideologico in atto pubblico e abuso d’ufficio compiuti mediante la comunicazione a terzi interessati delle tracce d’esame, e inoltre indirizzando la Commissione in ordine alle valutazioni da assegnare ai candidati”.

L’INTERCETTAZIONE‘ – Nelle carte dell’inchiesta sulla sanità umbra spunta anche Giampiero Bocci, “all’epoca dei fatti deputato e sottosegretario al ministro dell’Interno, oggi segretario regionale del Partito democratico”. A lui il gip fa riferimento per due conversazioni, intercettate all’indagato Duca, dg dell’ospedale di Perugia. Nella prima, del 9 maggio 2018, Duca parla con Alvaro Mirabassi, vicepresidente del Consiglio Comunale di Perugia: “Anche Mirabassi chiede di avere le tracce della prova scritta che si terrà il 16 maggio e il Duca lo rassicura aggiungendo inoltre che avrebbe dovuto darle anche a ‘Giampiero’ (dovendosi intendere evidentemente l’onorevole Bocci)”, si legge nell’ordinanza. Nella seconda intercettazione e in altre a seguire si conferma “la necessità avvertita da entrambi di far combaciare i diversi interessi clientelari, in particolare quelli segnalati dai predetti Barberini (assessore regionale alla Salute, ndr) e Bocci, al quale, ultimo, il Duca ripromette di consegnare le tracce scritte l’indomani”. Il gip riporta l’intercettazione nella quale Duca dice: “Ah, anche Bocci è a Roma, me lo ha detto lui, ora gli mando un messaggio e domani pomeriggio, quando tornava su, gli porto le domande”.

TROJAN NEI CELLULARI – Per captare i colloqui che hanno portato agli arresti di oggi sono stati utilizzati Trojan nei telefonini, secondo quanto emerge dall’ordinanza firmata dal gip di Perugia Valerio d’Andria, che “ha consentito di documentare il significativo contenuto di alcuni colloqui tenuti dall’indagato Emilio Duca, direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, al di fuori del suo ufficio”. Sia Emilio Duca sia Maurizio Valorosi, direttore amministrativo della stessa azienda, entrambi indagati nell’inchiesta, erano anche sottoposti a intercettazione ambientale in ufficio.

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IL VIDEO – In particolare, un video documenta come il dg dell’ospedale “avesse con sé le tracce delle prove scritte del concorso e le dovesse portare in ‘consiglio regionale’, per consegnarle all’assessore regionale Luca Barberini, il quale risulterà in effetti dal prosieguo delle conversazioni il soggetto più interessato all’esito della procedura e quello anche più ascoltato”. L’ordinanza fa riferimento alla “conversazione intercettata” e alle “immagini captate presso l’ufficio di Maurizio Valorosi il giorno prima delle prove scritte”.

Nell’ordinanza d’arresto si legge, tra l’altro, di una presunta “alterazione della procedura concorsuale consistita nella manipolazione dell’esito del sorteggio dei componenti della commissione esaminatrice” e di una presunta “alterazione della procedura concorsuale consistita nella manipolazione dell’esito del sorteggio dei componenti della commissione esaminatrice”.

Tra le conversazioni captate all’interno dell’ufficio di Emilio Duca, lo stesso Duca “indicava chiaramente come sponsor” di uno dei candidati da ‘sponsorizzare’ a scapito di altri candidati ai concorsi per incarichi ospedalieri un certo “assessorato”, riferendo “inoltre di un colloquio avuto in proposito anche con la Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini”.

“NO ASSOCIAZIONE A DELINQUERE MA SISTEMA” – Stando a quanto rileva il gip di Perugia “non c’è l’associazione a delinquere” operante nell’azienda ospedaliera e volta a garantire mediante i reati più volte individuati di rivelazioni di segreti d’ufficio, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico per il superamento delle selezioni ai candidati prestabiliti”, così come ipotizzato dal pm, ma si è invece “senza dubbio di fronte a un ‘sistema'”.

Per il gip si è di fronte a un “meccanismo clientelare diffusissimo di cui gli stessi indagati sembrano essere in qualche misura dei semplici ingranaggi”. Insomma, a quanto si legge nell’ordinanza, “non è affatto dimostrato che costoro abbiano agito in forza di un vincolo di natura associativa e non, invece, più semplicemente, di una prassi generalmente accettata e approfittando della disponibilità di ciascuno a commettere gli illeciti”.

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IL NOME DI BOCCI – Nelle carte dell’inchiesta spunta anche Giampiero Bocci, “all’epoca dei fatti deputato e sottosegretario al ministro dell’Interno”. A lui il gip fa riferimento per due conversazioni intercettate all’indagato Duca, dg dell’ospedale di Perugia. Nella prima, del 9 maggio 2018, Duca parla con Alvaro Mirabassi, vicepresidente del Consiglio Comunale di Perugia: “Anche il Mirabassi chiede di avere le tracce della prova scritta che si terrà il 16 maggio e il Duca lo rassicura aggiungendo inoltre che avrebbe dovuto darle anche a ‘Giampiero’ (dovendosi intendere evidentemente l’onorevole Bocci)”, si legge nell’ordinanza.

Nella seconda intercettazione e in altre a seguire si conferma “la necessità avvertita da entrambi di far combaciare i diversi interessi clientelari, in particolare quelli segnalati dai predetti Barberini (assessore regionale alla Salute, ndr) e Bocci, al quale, ultimo, il Duca ripromette di consegnare le tracce scritte l’indomani”. Il gip riporta l’intercettazione nella quale Duca dice: “Ah, anche Bocci è a Roma, me lo ha detto lui, ora gli mando un messaggio e domani pomeriggio, quando tornava su, gli porto le domande“.

SALVINI – Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, invocando nuove elezioni regionali: “Senza entrare nel merito degli ultimi arresti, i cittadini dell’Umbria sono malgovernati da troppo tempo; elezioni regionali subito!” dice il vicepremier.


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