Docenti precari, aggiornamento delle GaE. Anief: ricorrere al Tar è un atto dovuto, 150 mila interessati

A fine mese si aprirà la “finestra” delle graduatorie dove al momento sono collocati 35.878 docenti abilitati. L’inserimento continua ad essere precluso a decine di migliaia di abilitati, mentre la posizione di 50 mila diplomati magistrale rimane in bilico. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, presentare istanza al Tribunale amministrativo è lecito, sia per i tanti che sono stati inseriti con riserva sia per coloro che non hanno mai presentato domanda di inserimento. Il sindacato fornirà precise istruzioni nei prossimi giorni, aprendo le pre-adesioni alla più grande vertenza giudiziaria della storia della scuola italiana in attesa del decreto vero e proprio 

Le Graduatorie ad esaurimento saranno aggiornate per il triennio 2019/21 nel periodo che va tra le fine di aprile e la seconda metà di maggio. L’aggiornamento, sottolinea Orizzonte Scuola, riguarderà esclusivamente i docenti già inseriti, anche con riserva, nelle graduatorie ad esaurimento: è altissimo il numero di docenti, in possesso di ufficiale abilitazione all’insegnamento, che attendeva invece questo momento, da ben cinque anni, e che adesso, stando alle norme in via di pubblicazione, dovrebbe continuare a rimanervi ingiustamente fuori. 

I numeri dei precari coinvolti

Sono coinvolti nelle GaE, in un modo o nell’altro, più di 150 mila insegnanti abilitati e sfruttati dallo Stato: sono i precari che, in attesa dell’esito del reclamo collettivo presentato dall’Anief al Consiglio d’Europa, chiederanno ai giudici una lettura euro-orientata della norma nazionale o ancora alla Corte di Giustizia Europea una pronuncia sulla ingiusta legge italiana che, lontanissima dal diritto transnazionale ed in particolare dall’applicazione della clausola 5 della Direttiva 70/99 UE, li continua ad escludere dal doppio canale di reclutamento.  

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Il commento di Marcello Pacifico

“Siamo pronti a chiedere – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – anche il rinnovo per i tanti maestri con diploma magistrale con contratti in scadenza al 30 giugno. Alla fine, se non sarà raggiunto quello che per noi è il bene della vita, citeremo lo Stato italiano in giudizio per risarcimenti tali che quelli conferiti ai medici per le borse di studio per violazione delle norme comunitarie saranno pallidi ricordi”. 

“Le stesse richieste risarcitorie saranno avanzate dai precari non abilitati con 36 mesi di servizio, inseriti in terza fascia d’istituto, se non verrà istituito per loro un percorso abilitante e concesso anche per loro l’inserimento in GaE. Il Miur non può pretendere di selezionare migliaia di insegnanti a loro spese e poi far finta che non esistano, lasciando, peraltro, le cattedre sguarnite”, conclude il sindacalista. 

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