Precari con oltre 36 mesi di servizio, basta prese in giro

SCUOLA – Precari con oltre 36 mesi di servizio, basta prese in giro

Ogni giorno un contentino, quasi un’elemosina per cercare di placare gli animi di chi continua a essere sfruttato dallo Stato, ma porta avanti le nostre scuole. Dopo la super valutazione del servizio fra i titoli, forse niente pre-selettiva e aumento della quota finale riservata di accesso alle graduatorie di merito. Per Pacifico (Anief) la soluzione è semplice: o si stabilizzano o si abilitano e si inseriscono nelle GaE all’atto dell’aggiornamento, senza tante più chiacchere, sempre che il loro servizio sia ritenuto indispensabile come lo è nei fatti. 

Ancora novità per i precari storici e nuove polemiche dopo le delusioni: il Miur sarebbe intenzionato a esonerarli dalla prova pre-selettiva dei futuri concorsi, aumentando, peraltro, l’attuale quota del 10%. Marcello Pacifico (Anief): sulla reiterazione gratuita delle supplenze annuali, in presenza di posti vacanti, il Miur pensa di ‘salvarsi in calcio d’angolo’ facilitando l’accesso ai concorsi che però non ha alcuna conseguenza sulle effettive immissioni in ruolo né sulle attuali supplenze. Queste disposizioni non basteranno ad evitare le procedure d’infrazione della norma comunitaria e di contenzioso nei tribunali del lavoro per le misure risarcitorie da applicare a decine di migliaia di precari vessati e mai assunti a tempo indeterminato. 

Descrivendo gli esiti dell’incontro svolto al ministero dell’Istruzione tra il ministro Marco Bussetti, il sottosegretario Salvatore Giuliano e i parlamentari di Lega e M5S delle Commissioni VII di Camera e Senato, l’amministrazione ha spiegato che sulle procedure selettive per assegnare “70.000 cattedre nei vari ordini di scuola che si sommano a quelli già avviati in questi mesi” è “previsto un nuovo incontro per mettere a punto ulteriori misure sul reclutamento, in particolare l’eliminazione della prova preselettiva e l’aumento della quota di riserva per i docenti di III fascia che avranno maturato più di 36 mesi di servizio alla data del prossimo concorso per la scuola secondaria”. 

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I requisiti per partecipare al concorso ordinario

La rivista specializzata Orizzonte Scuola ricorda quali sono le misure finora previste per partecipare al concorso: no 24 CFU nelle discipline antro-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche; riserva 10% posti (ed è su questo che si vuole intervenire); supervalutazione del servizio, ai titoli verrà attribuito un punteggio pari al 40% di quello complessivo (comprensivo dunque degli esiti delle prove). 

Tra i titoli, inoltre, il 50% del punteggio va attribuito al servizio prestato presso le scuole del sistema nazionale di istruzione. Sia la riserva dei posti che l’esenzione dai 24 CFU sono previsti “in prima applicazione”, ossia per il primo dei concorsi indetti sulla base del Decreto Legislativo n. 59/2017 come modificato dalla Legge di Bilancio 2019. Infine, si ricorda che tutti gli altri partecipanti al concorso (abilitati, laureati con 24 CFU, ITP, specializzati su sostegno) dovranno svolgere la prova preselettiva, computer based, qualora a livello regionale e per ciascuna procedura il numero dei candidati sia superiore a tre volte il numero dei posti messi a concorso.  

Il commento del presidente nazionale Anief

“L’esclusione dei docenti della secondaria dai test preselettivi e il possibile incremento della percentuale di posti riservati – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – rappresenta un timido segnale di avvicinamento del reclutamento italiano al diritto comunitario. Per una completa applicazione della clausola 5 della Direttiva 70/99 UE, infatti sono di ben altro spessore le disposizioni normative che attendiamo. Non pensiamo che la Commissione Europea, chiamata se vi sono i presupposti per comminare all’Italia una sanzione, possa giudicare esauriente le piccole aperture del Miur sull’accesso ai concorsi”. 

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“Anche perché – continua il sindacalista autonomo –, mentre il numero di supplenti annuali ha superato quota 120 mila, questi docenti dovranno comunque subire l’ennesima valutazione su abilità e competenze, mentre da Bruxelles l’indicazione è quella dell’immissione in ruolo automatica. La quale può tranquillamente attuarsi con l’inserimento dei docenti abilitati nelle GaE, dove chi ha maggiore servizio, quindi tutti quelli con oltre 36 mesi, verrà collocato nelle posizioni più favorevoli per essere assunto. Ecco perché Anief conferma l’adesione allo sciopero generale del 17 maggio prossimo e la presenza in piazza, durante il quale si contesterà anche il processo in atto di approvazione della regionalizzazione, del comparto scolastico, e la mancanza di risorse utili al rinnovo del contratto di categoria, scaduto già da quasi quattro mesi”, conclude Pacifico. 

Cosa deve fare chi è stato danneggiato

Il giovane sindacato rammenta come la Corte di Giustizia Europea, attraverso la decima Sezione Corte, pochi mesi fa ha emesso la sentenza C-331/17 Sciotto, che richiamando “la clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato”, ha ribadito che gli stati membri non possano osteggiare tale indicazione e nemmeno discriminare determinate categorie di dipendenti.  

Anief conferma le preadesioni all’impugnazione gratuita del personale di ruolo interessato ad ottenere dalle due alle dodici mensilità di risarcimento in caso di pronuncia conforme della Corte di giustizia e di superamento delle sentenze della Corte suprema italiana: per aderire basta andare sul Portale Anief. Parallelamente, il giovane sindacato continua la sua battaglia giudiziaria per l’immissione in ruolo e il risarcimento danni per chi ha svolto almeno 36 mesi di supplenze su posto vacante e disponibile, per chi è ancora precario: anche in questo caso, gli interessati possono consultare la sezione apposita del portale Anief

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“Il ministro Bussetti deve fare una cosa semplice per risolvere il problema dei precari storici: bandire nuovi corsi aperti abilitanti e riaprire le graduatorie ad esaurimento annualmente a tutto il personale abilitato”, conclude Pacifico. Poi se riuscisse veramente a convincere il Mef ad adeguare l’organico di fatto a quello di diritto, incluso su posti di sostegno, potrebbe, persino, attuare una piano straordinario di stabilizzazione di tutti i precari.

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