Pasqua nella Valle dei primi cristiani tra i templi pagani

AGRIGENTO. La Valle dei Templi si prepara alla Pasqua. E alla Pasquetta visto che resterà aperta ininterrottamente, dalle 8,30 alle 20, in tutti e due i giorni. E così anche il Museo Archeologico Pietro Griffo (dalle 9 alle 13,30), la casa museo dedicata a Luigi Pirandello (dalle 9 alle 13,30) e l’area archeologica di Eraclea Minoa (dalle 9 alle 19,30).

VIDEO VALLE DEI TEMPLI PH Daniele Rosapinta

Si attende il pienone di visitatori, in quello che è il sito più visitato dell’Isola, che nel 2018 ha sfiorato di poco il milione di presenze. Già lo scorso anno proprio a Pasqua fu battuto ogni record, con turisti e agrigentini felici di vagare tra gli antichi templi, che si stagliano contro un cielo di un azzurro intenso, che qui nella Valle sembra assumere una tonalità particolare; si può scendere nelle catacombe, partecipare alle visite, scoprire le particolarità dei templi tramite le audioguide che permettono a ciascuno di organizzare autonomamente il proprio percorso: dal Tempio di Giunone alla Concordia, dal più antico, il Tempio di Ercole alla necropoli paleocristiana alla Grotta Fragapane, e ancora e ancora, una visita indimenticabile. Che si può già preparare e programmare: è infatti on line il nuovo sito, aggiornato, intrigante, interattivo, dal restyling innovativo, che permette di scoprire i segreti della Valle, di acquistare i biglietti, informarsi su visite ed eventi  https://www.parcovalledeitempli.it/

Domenica (dalle 11,30 alle 13 e dalle 15,30 alle 17) si può anche partecipare ad una particolarevisita guidata di CoopCulture, per scoprire l’originario uso di molte strutture e monumenti del periodo greco e romano che, successivamente, furono reimpiegate nel periodo paleocristiano

FOTO VALLE DEI TEMPLI

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Si può anche entrare dal Terzo Varco (ex scuola rurale di San Nicola), aperto da poco, per immergersi invece in un percorso immerso nella natura, che pian piano svela le sue bellezze. Un cammino affascinante fra ulivi, mandorli, essenze mediterranee, che porterà, sì, verso i Templi, ma che permetterà anche di ammirare l’ultimo “tesoro” del Parco, il Teatro Ellenistico, che sta pian piano tornando alla luce. Sarà facile usufruire del biglietto cumulativo, che permette di visitare sia ilParco archeologico che il museo “Pietro Griffo”, anch’esso aperto a Pasqua e Pasquetta dalle 9 alle 13,30. Sono 5688 reperti, divisi in 17 sale, a cui si aggiungono i pezzi esposti della mostra temporaneaFuORIpercorso: una selezione di monili in oro (con cui gioca figurativamente il titolo dell’esposizione) di squisita fatturapiù le 204 monete bizantine che compongono il tesoretto di Racalmuto. Si può scoprire il museo anche con le audioguide in italiano, inglese, francese, spagnolo, da acquistare sul sito o tramite call center.

FOTO REPERTI MUSEO GRIFFO

Sempre con un biglietto cumulativo si può scoprire quel piccolo paradiso in terra che è ilGiardino della Kolymbethra, gestito dal FAI. Dalle 9 alle 13,30, sia a Pasqua che a Pasquetta, si potrà anche visitare la Casa Museo Luigi Pirandello, il luogo dove il drammaturgo nacque nel 1867, in una contrada di campagna, a strapiombo sul mare, chiamata “Caos”, al confine tra i comuni di Agrigento e Porto Empedocle: documenti e ricordi, le tele di Luigi, della sorella Rosolina, del figlio Fausto. E, nell’area del Pino, la tomba di Pirandello. Infine, dalle 9 alle 19,30, in tutti e due i giorni festivi, sarà possibile visitare anche l’area archeologica diEraclea Minoa con il bellissimo teatro, l’impianto dell’antica città e un antiquarium.

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Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi

VISITA GUIDATA Pasqua nella Valle dei primi cristiani tra i templi pagani

(a cura di CoopCulture che cura i servizi della Valle in ATI con MondoMostre,Skirà, Bluecoop, Ipacem, Cooperativa Archeologica),

Domenica 21 aprile dalle 11.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 17

La domenica di Pasqua, Coopculture offre ai visitatori un percorso di valorizzazione speciale  alla scoperta dell’originario uso di molte strutture e monumenti del periodo greco e romano che, successivamente, furono reimpiegate nel periodo paleocristiano.

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