Il colore del Gatto. Consigli di voto europeo

Di STEFANO ADAMI

La partita che si gioca con queste elezioni europee del prossimo 26 maggio ha davvero una posta ingombrante e delicata. Faticosa. Giganteschi gli interessi in campo. Ci si affatica solo a pensarci. E bisogna stare attenti a non tagliarsi le mani. Si deve decidere, infatti, in poche parole, se la vecchia barca Europa, partita materialmente nei primi anni ’90, totalmente ricostruita e riarmata in acqua (per mano del mozzo Romano Prodi) dopo l’implosione del blocco dell’Est, barca che ancora galleggia per il buon pro di Merkel e Junker, potrà continuare a galleggiare così com’è, indisturbata, ancora per un po’. Se il duo composto dalla Generalessa tedesca e dall’amante delle cantine lussemburghese Jean-Claude, duo che ha allegramente distrutto la Grecia, potrà continuare la propria opera. Oppure se la zattera del duo subirà un blocco ed un respingimento. La vittoria dei partiti europeisti nei vari paesi, infatti, sarà il segnale che la barca va e deve continuare ad andare. Senza nulla cambiare. La vittoria dei partiti contrari, anti-europeisti, i cosiddetti ‘sovranisti’, significherà invece il blocco. Il respingimento. E il riarmamento della barca. Fatto dal blocco di Visegrad. Su basi completamente diverse.
La protesta anti Europa sembra andare forte in molti paesi. A cominciare dall’Inghilterra. Che doveva – a seguito del referendum pro Brexit – già essere fuori dall’Europa. Ma i pasticci fatti dalla May e dai rappresentanti che siedono a Westminster ha voluto il contrario, l’assurdo contrario: la Gran Bretagna partecipa ancora alle elezioni. Nella campagna elettorale, però, Labour e Tories sentono vicino il crollo. E il Brexit Party di Nigel Farage avrebbe più del 30%. Anche la Germania offre previsioni confuse. Nel paese ci sono da tempo molti ritorni di fiamma di destra estrema. A seguito delle sberle politiche prese negli ultimi 2 anni, inoltre, Merkel s’è dimessa. Ha nominato una sua successrice, tal Kraft Karrenbauer. Che sugli europeismi merkeliani ha subito tirato il freno. La SPD è al lumicino. Anche Macron, il primo ministro francese portatile, è in difficoltà.
Molti prevedono dunque una vittoria sovranista. Secondo chi scrive, invece, lo scenario più concreto potrebbe essere un altro. Uno scenario che vede un sostanziale pari e patta. In cui nessuno dei due blocchi avrà la vittoria netta. Forse uno dei due sopravanzerà di poco l’altro. E potrebbe essere proprio il blocco sovranista. A quel punto, però, il pallino tornerà nelle mani del Partito Popolare Europeo. Il quale, come le figlie racchie (o come la vecchia DC in Italia) che un tempo andavano ai balli con la mamma per conoscere qualche disperato che se le sposasse, dovrà decidere con chi ballare. Con chi? Gli europeisti o i sovranisti? Naturalmente, proprio come quelle figlie di mamma racchione, il PPE sceglierà il miglior offerente. Anche se, scegliendo i sovranisti, perderà la faccia ‘buona’. Dovrà andarci, quindi, con molte precauzioni. Sarà molto interessante vedere come farà. E come andrà il balletto. Bisogna ricordare che Orban, il primo ministro ungherese, è dentro il PPE. Sarà lui, dunque, quasi sicuramente, a giocare un ruolo chiave dopo le europee. Sarà lui il drudo.
Consigli di voto? Un vecchio proverbio ricordava, una volta, che ‘non è importante il colore del gatto, ma che prenda il topo’. Ecco dunque il consiglio. Votate il gatto più in gamba a cacciare topi.

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