Venezia, collisione tra nave crociera e battello. Quattro i feriti

Poteva però essere una tragedia peggiore, perché la ‘Msc’ “Opera”, un gigante di 275 metri per 65mila tonnellate di stazza, pareva non potesse fermarla più nessuno. Aveva il motore in avaria, ma “in spinta”, ha spiegato chi era sui rimorchiatori che facevano da guida. Continuava cioè ad accelerare, e alla fine anche il cavo del rimorchiatore che la teneva ‘frenata’ a poppa si è spezzato. Il ‘grattacielo’ navigante ha proseguito la corsa, grattando via un pezzo di banchina in cemento armato, poi, mentre dalle radio dei natanti nel canale tutti gridavano “Emergenza, Emergenza!”, ha colpito sulla poppa il ‘River Countness’, un barcone fluviale turistico, dove i passeggeri facevano colazione, prima di una gita sul Brenta. C’è stato tutto il tempo perché vedessero arrivare il gigante verso di loro. La gente ha iniziato ad urlare, a correre, si è buttata verso l’esterno, cadendo e rialzandosi, per fuggire di corsa.

Dalla stessa ‘Msc “Opera” i turisti hanno filmato, atterriti, quello che vedevano dal ponte: “oh mio Dio, oh mio Dio!” ha gridato più volte una donna, credendo di vedere gente finire in acqua. Non era però così. L’incidente ha riaperto la polemica sul piano alternativo per far arrivare le navi, attraverso la bocca di Malamocco, e il canale Vittorio Emanuele. Piano elaborato da tempo, che vede d’accordo Comune, Regione e compagnie crocieristiche, ma non ha ancora convinto il ministero dei trasporti. La reazione del ministro Toninelli è arrivata subito, con la promessa che lo stop alle grandi navi arriverà a breve. “Dopo tanti anni di inerzia, finalmente siamo vicini ad una soluzione definitiva” ha twittato il responsabile dei Trasporti. Poco dopo il Mit ha spiegato che “i ministri interessati si vedranno a breve scadenza per tirare le somme sulle opzioni progettuali individuate allo scopo di trovare la soluzione definitiva migliore, che arriverà presumibilmente entro il mese di giugno”.

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IL POST DI TONINELLI

 Interviene anche il ministro per i Beni e le Attività culturali, Alberto Bonisoli: “L’incidente che si è verificato oggi, a Venezia, – afferma – è l ‘ennesima conferma che le grandi navi non devono più passare per la Giudecca. Ed è per questo che il Mibac, alcuni mesi fa, ha posto il vincolo su tre canali di Venezia, e sta lavorando alacremente al tavolo interministeriale per il blocco delle grandi navi in laguna, insieme con il Mit e al ministero dell’Ambiente. Oltre alla tutela della città patrimonio Unesco, bisogna salvaguardare l’ambiente e l’incolumità di cittadini e turisti”. 

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