“Pagliacci” in scena al teatro Massimo di Palermo

Pagliacci
Dal 15 al 23 giugno 2019
Sala Grande

Pagliacci 4027 – Gallery Teatro MassimoDaniel Oren
Opera in un prologo e due atti

Libretto e musica di Ruggero Leoncavallo
Direttore Daniel Oren (15, 16, 19, 20, 22, 23) / Alessandro D’Agostini (21)
Regia Lorenzo Mariani
Scene e costumi Maurizio Balò
Coreografia Luigi Neri
Luci Roberto Venturi

Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e Corpo di ballo del Teatro Massimo
Allestimento del Teatro Massimo

Sinossi
Prologo
Tonio, nelle vesti di Taddeo, si presenta al pubblico per introdurre lo spettacolo: quella alla quale gli spettatori assisteranno non è finzione ma uno squarcio di vita vera, con autentiche passioni ed emozioni.

I Atto
Una compagnia di attori itineranti giunge in un paesino del sud Italia dove alla sera terrà uno spettacolo comico. La compagnia è formata da Canio, capocomico, Nedda, sua giovane moglie, e altri due attori: Peppe e il gobbo Tonio.
Tonio fa il galante con Nedda provocando la gelosia di Canio che lo caccia, ma quando questi si reca all’osteria con Peppe, Tonio ritorna ad importunare Nedda. La donna lo respinge con decisione e Tonio si allontana giurando vendetta. Arriva Silvio, innamorato di Nedda, che la convince ad andare via con lui alla fine dello spettacolo.
Tonio, che ha assistito all’incontro, corre a chiamare Canio ma Silvio fa in tempo a fuggire; Canio interroga Nedda circa l’identità del suo amante ma lei rifiuta di rivelarne il nome.
Canio sta per ucciderla ma Peppe lo ferma e lo calma: lo spettacolo sta per cominciare e gli attori devono andare in scena; Canio è sconvolto al pensiero di dover far ridere il pubblico in un momento in cui è in preda alla disperazione.

Leggi anche  Gli allievi della Scuola di Cinema PIANO FOCALE sono impegnati sul set del film “Il delitto Mattarella”

II Atto
Il pubblico arriva al teatrino; Nedda gira fra gli spettatori per raccogliere il prezzo degli ingressi. Arriva anche Silvio e i due si rinnovano la promessa di fuggire insieme.
Si alza il sipario e la commedia rappresentata si rivela terribilmente simile ai fatti appena accaduti: Colombina aspetta l’amato Arlecchino che canta una serenata, ma la ragazza attende che lo sposo, Pagliaccio, si allontana per aprire la porta all’innamorato.
Entra il servo Taddeo dichiarando amore a Colombina. Questa apre infine la porta ad Arlecchino che caccia via Taddeo. I due amanti si siedono a tavola per mangiare e bere e si ripromettono di andar via insieme dopo aver drogato Pagliaccio. Taddeo rientra per annunciare che Pagliaccio è di ritorno. Taddeo e Arlecchino si dileguano mentre arriva furente Pagliaccio, che aggredisce Colombina chiedendole chi sia il suo amante.
Canio, ormai impazzito di gelosia, confondendo finzione e realtà, minaccia di uccidere Nedda se lei non gli rivelerà il nome dell’amante. Mentre il pubblico osserva ammaliato la scena, Silvio intuisce cosa stia effettivamente accadendo e tenta di salire sul palco.
Canio colpisce a morte Nedda che chiama il nome dell’amante e Canio, scoperta l’identità del rivale, accoltella anche lui.
Alcuni spettatori intervengono a fermare e disarmare Canio, mentre Tonio, beffardo, si rivolge al pubblico dicendo: «La commedia è finita».

About Marina Pellitteri

Direttore responsabile

La tua opinione