Emilia Romagna, Aeroporti: via libera alla tassa antirumore

Aeroporti. Via libera alla tassa antirumore, la Regione introduce l’Iresa, l’imposta che penalizza atterraggi e decolli degli aerei che scelgono rotte su aree molto abitate

Approvato in Assemblea il progetto di legge. Riguarderà solo il “Marconi” di Bologna, l’unico aeroporto in Regione che ad oggi supera il numero di voli previsto per l’applicazione dell’imposta regionale. Un gettito stimato fino a 2 milioni di euro l’anno, che sarà utilizzato anche per opere di mitigazione in favore di cittadini e comunità

Bologna – La Regione disincentiva atterraggi e decolli su Bologna per gli aerei che scelgono rotte di avvicinamento o decollo che vanno ad interessare aree molto popolate. E lo fa attraverso una tassa, l’Iresa – Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili civili – resa operativa da una legge approvata oggi in Assemblea legislativa su proposta della Giunta regionale, che interessa i velivoli in arrivo e in partenza dal “Marconi” (unico aeroporto in regione con un traffico superiore ai 10mila movimenti aereo annui) che generano situazioni difficili per il rumore che provocano.

Entrerà in vigore dal 1^ gennaio del prossimo anno e i proventi, stimati fino a due milioni di euro l’anno, saranno destinati dalla Regione a realizzare interventi che possano contribuire a diminuire il disagio di chi vive nei pressi dell’aeroporto.

“Abbiamo accolto le istanze di numerosi cittadini che da tempo subiscono il disagio di un rumore eccessivo causato dal traffico aereo nelle loro abitazioni- afferma l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini- e nelle comunità di riferimento, come scuole e asili. E’ un provvedimento di giustizia, a tutela della salute dei cittadini, che molte città europee hanno già e che anche l’Emilia-Romagna ha deciso di adottare”.

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“Con questa imposta vogliamo disincentivare decolli e atterraggi sopra la città, in particolare sul quartiere Navile- prosegue Donini-, e incentivare le rotte su zone meno popolose, come ad esempio l’area artigianale di Bargellino”.

Il provvedimento prevede inoltre che le entrate che deriveranno dall’applicazione dell’imposta saranno destinate ad opere di mitigazione nelle aree più sensibili.
“Gli introiti, che stimiamo fino a due milioni di euro circa- chiude Donini-, saranno destinati dalla Giunta anche per risarcire cittadini e comunità, come indennizzo, ad esempio, per i doppi vetri o riparare dal rumore edifici scolastici”.

Cosa prevede l’Iresa, le principali novità
Il progetto di legge della Giunta regionale “Disposizioni tributarie in materia di imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili (Iresa) approvato oggi, modifica la legge regionale 15/2012.

Più in dettaglio le modifiche alla vecchia legge hanno previsto un adeguamento all’attuale sviluppo tecnologico degli aeromobili che garantiscono un minore impatto sull’ambiente, prevedendo l’esenzione dal pagamento dell’imposta per quelli che utilizzano propulsione elettrica.

La tassa verrà applicata in riferimento al peso massimo dell’aeromobile e al livello di emissioni accertato e non supererà la misura massima di 0,50 euro per ogni tonnellata o frazione di tonnellata al decollo.
È anche previsto che l’imposta possa essere rimodulata tenendo conto della distinzione tra voli diurni e notturni.

La rimodulazione è stata prevista anche differenziando l’imposta in considerazione delle particolari caratteristiche urbanistiche delle zone prospicenti i singoli aeroporti, prevedendone una riduzione per gli aeromobili che atterrano e decollano, di notte o di giorno, verso aree residenziali ricadenti nelle zone di rispetto dell’intorno aeroportuale “A”, “B” e “C”, caratterizzate da una densità abitativa non superiore a 150 abitanti per ettaro. In questi casi scatta la riduzione del 90% della tassa se gli aerei decollano verso l’esterno anziché in direzione della città e del 30% per quelli che atterrano nella medesima direzione. Le riduzioni troveranno applicazione a seguito di un apposito atto di Giunta che individuerà le zone di sorvolo degli intorni aeroportuali con densità abitativa non superiore a 150 abitanti per ettaro.

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