Orlando all’Ue: “Italia a rischio fascismo.E’ forte il diritto/dovere di prendere posizione evitando atteggiamenti paludosi”

“L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana,
della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di
diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle
persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni
agli Stati membri in una società caratterizata dal pluralismo,
dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia,
dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini.”
Al Presidente del Parlamento Europeo
David Sassoli
Al Presidente della Commissione Europea
Jean-Claude Juncker
Alla Presidentessa Designata
della Commissione Europea
Ursula von der Leyen
Ai Capi di Stato e di Governo degli
Stati Membri dell’Unione Europea
Richiesta di avvio della procedura prevista dall’art. 7 del Trattato sull’Unione Europea
Signori Presidenti, Signora Presidentessa designata, Signori Capi di Stato e di Governo,
mi permetto di richiamare la vostra autorevolissima attenzione ricordando in premessa l’articolo 2 del
Trattato sull’Unione Europea, che indica in modo chiaro ed inequivocabile non soltanto i valori, ma i
comportamenti pratici cui l’azione degli Stati membri deve essere improntata.
Sono Sindaco di una città che ha conosciuto in passato forme gravi e violente di violazione di questi
valori anche per provvedimenti legislativi disumani e incostituzionali; una città che ha conosciuto la
sofferenza che deriva dalla violazione di questi diritti. Una città che ha scelto di stare dalla parte dei diritti
umani in un tempo nel quale essi vengono mortificati da decisioni,comportamenti e leggi.
Sono Sindaco di una città che proprio partendo dal rifiuto della violenza e dall’affermazione dei diritti
di tutti ha costruito un percorso di rinascita e sviluppo capace di coniugare sicurezza ed accoglienza.
Parte integrante di questo percorso è stata la scelta di fare di Palermo una città accogliente, una città aperta
a tutti e che coinvolge tutti cercando di costruire – con difficoltà e lacune ma con determinazione – una
“Casa Comune” a tutti gli esseri umani, riconoscendo il diritto alla vita di tutti e di ciascuno, come
richiamato da autorevolissimi rappresentanti di fedi religiose, da intellettuali e scienziati di ogni parte del
mondo.
Oggi però la volontà di accogliere e di aprirsi è offuscata, è letteralmente bloccata dalle scelte politiche
italiane, che, insieme a quelle di taluni altri paesi, stanno determinando un vero e proprio genocidio.
Se nel 2014 e nel 2015 Palermo, come tutta la Sicilia, ha accolto decine di migliaia di migranti, salvati nel
Mediterraneo da operazioni coordinate e compiute dagli Stati, oggi Palermo e la Sicilia non accolgono più
migranti. Non perché non vorrebbero, non perché i migranti abbiano smesso di cercare un futuro in
Europa: semplicemente perché i migranti ora muoiono in Libia o nel Mediterraneo senza nemmeno la
possibilità di toccare l’agognata Europa. Se vi è una emergenza legata alla migrazione, è proprio quella
legata a questo genocidio.
Ma i fatti politici ed istituzionali, avvenuti in Italia negli ultimi mesi, dimostrano come il tema dei
migranti sia diventato, come prima era stato in altri paesi europei, soltanto la scusa per costruire un attacco
politico ed istituzionale allo Stato di Diritto, alle libertà fondamentali di tutti, alle libertà civili e politiche,
alla libertà di espressione e di associazione.
Oggi i migranti sono ciò che gli ebrei furono negli anni ‘30 del secolo scorso; i primi ad essere attaccati
e perseguitati, cui seguirono le altre minoranze e poi le comunità nel loro complesso, con la negazione e la
compressione dei diritti di tutti e di tutte.
Ed oggi i migranti, come gli ebrei negli anni ‘30 e ‘40 del secolo scorso, muoiono a migliaia, con la
differenza che oggi nessuno può dire non sapere.
Dietro allo spauracchio dell’invasione dei migranti, oggi in Italia, come nei mesi e negli anni scorsi in
altri paesi dell’Unione, si è costruita una narrazione che ha portato a realizzare politiche pubbliche, ed ora
anche scelte istituzionali, che sempre più mettono a rischio il rispetto dei valori fondanti dell’Unione, a
partire da quelli stabiliti nell’articolo 2 già richiamato.
Io, da Sindaco di una città ai confini meridionali dell’Unione sono diretto testimone del fatto che non
vi è alcuna emergenza legata alle migrazioni di massa, ma che le emergenze, da quella ambientale a quelle
sociali, sono ben altre.
Già da anni abbiamo assistito ad una crescente azione politica e mediatica di stampo xenofobo, che
seppur non condivisibile, rientrava sempre e comunque nella libertà di espressione personale e politica. Lì
dove negli ultimi mesi è avvenuto un salto di qualità, che oggi ci spinge ad evocare il ricorso all’articolo 7
del TUE, è nell’adozione di provvedimenti normativi ed amministrativi che a nostro avviso stridono in
modo gravissimo con il Trattato e mettono a rischio la tenuta democratica ed istituzionale del Paese, con
conseguenze difficilmente immaginabili anche per la stessa Unione nel suo complesso.
Di fatto, si assiste ad un processo di “fascistizzazione” da parte di taluni organi dello Stato, che
tendono ad accentrare i poteri, negandone la divisione che è elemento fondamentale per un sano.
e per la tenuta democratica. Lì dove l’accentramento non è possibile, come nel caso del Potere
Giudiziario, si susseguono attacchi e tentativi di delegittimazione.
In particolare, per quanto attiene al piano legislativo, faccio riferimento ai cosiddetti “Decreti
sicurezza” approvati prima in via d’urgenza dal Governo e poi dal Parlamento e, per quanto attiene invece
al piano amministrativo, all’emissione di “Direttive” che tendono a fare delle forze di Polizia uno
strumento, quasi personale e ad uso del Governo o di una sua parte, di repressione del dissenso, della
libertà di espressione e della libertà d’informazione.
Tutto ciò viene aggravato dalla continua invasione di campo e dallo stravolgimento di competenze da
parte dell’attuale Ministro dell’interno: dalla chiusura di porti alle disposizioni a corpi anche militari dello
Stato di competenza di altro Ministero ed anche al disconoscimento e alla violazione del diritto alla vita e
al salvataggio di naufraghi recuperati in mare.
In particolare, le disposizioni a corpi militari dello Stato da parte del Ministro dell’interno costituiscono
un pericoloso tentativo di manipolare la azione delle Forze Armate e delle Forze di Polizia che hanno
costituito e costituiscono ancora oggi un presidio fondamentale di rispetto della legalità costituzionale e
della democrazia della nostra Repubblica.
Alle urla, agli insulti ed anche alle aperte minacce che vengono da alcuni e che non sono fino ad ora
riusciti a fermare l’indignazione di tanti, rispondo e ricordo che in momenti come questo è forte il
diritto/dovere di prendere posizione evitando atteggiamenti paludosi o timidi che hanno caratterizzato e
rischiano di caratterizzare la perdita della democrazia e la mortificazione di inviolabili diritti umani di tutti
e di ciascuno.
Con gratitudine per la attenzione invio i più cordiali saluti
Leoluca Orlando
Palazzo delle Aquile
Piazza Pretoria 1 – 90133 Palermo
091.7402220 – sindaco@comune.palermo.it

Leggi anche  Mattarella visita il Memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa

About Marina Pellitteri

Direttore responsabile

La tua opinione