Scuola, Diplomati magistrale, il Tar li licenzia e li condanna a 10.000 euro di spese

Pubblicato il 13/09/2019
N. 10969/2019 REG.PROV.COLL.
N. 10617/2016 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Terza Bis)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 10617 del 2016, integrato da motivi aggiunti, proposto da
Mariateresa D’Auria, Trombin Francesca, Campagnolo Donata, Rocca Paola, Piantoni Silvia,
Pignatiello Marina, Rossi Mariangela, Vanuzzo Simone, Baiguini Laura, Freitas Rosangela,
Colnaghi Deborah, Giumelli Barbara, Bordin Stefania, Bernengo Elena, Bellotti Simona, Formaini
Shalini, Laudani Sara, Scollo Valentina, Stefania Pasqualinda, Tortorici Loriana, Reale Giulia,
Cavicchio Alessia, Barbero Michela, Ottini Paola, Capone Manuela, Turco Maria, Camellini
Barbara, Ambrosini Francesca, Bertoldo Linda, Vignoni Valentina, Burello Lisa, Cilurso Rosa, Di
Marzo Francesca, Pinna Piera, Virgini Lara, Passalacqua Loredana, Piergiovanni Alessandra,
D’Antoni David, Cenni Valentina, Vitillo Eleonora, Di Nubila Francesca, Invernizzi Monia, Canali
Emanuela, Rozzoni Mariachiara Anna, Bellotto Giovanna, De Santis Emanuela, Stefanini Sara,
Eventi Valentina, Pucciarelli Federica, Cherubini Monica, Poggioli Agnese, Sacco Anna, Babbini
Desireee, Biscuola Barbara, Elia Simona, Croce Alessandro, Desantis Giovanna, Gentile Valeria,
Martuzzi Sara, Medici Elena, Tronconi Francesca, Gianfranchi Benedetta, Gavazzi Elena, Muzio
Genoveffa Anna, Darra Laura, Moscatelli Anna, Timpa Marilena, Scola Veronica, Zocchi Letizia,
Ziantoni Alessandra, Colosio Silvia, Callegari Giulia, Sgro’ Rosa, Savoino Giacomo, Bonuccelli
Laura, D’Angola Anna Maria, Roperti Silvia Katiuscia, Giannini Lisa, Bonaventura Miriam,
Manfredi Alessandra, Sbaragli Silvia, Torta Franco, Gallo Angela, Abate Maria Grazia, Abeni
Florinda, Accardo Rita, Accattini Giovanna, Acerboni Claudia, Adami Eliana, Admeto Stefania,
Adolvini Paola, Agliata Giuseppe, Agnelli Annarita, Agostoni Clara, Agostoni Fiorenza, Aiello
Maria Rita, Airoldi Mirella, Alario Scarfogliero Tiziana, Alba Giuseppa, Albanese Maria Luisa,
Alberini Adele, Albertini Nazzarena, Albiero Barbara, Alessandri Alessandra, Alesso Elena, Alfeo
Stefania, Alfonsi Gemma Maria, Alighieri Mina, Allegrini Donatella, Allena Liliana, Allocca Maria,
Allocco Anna, Allori Roberta, Almondo Monica, Alomari Nadia, Altomari Vincenzo, Aluigi
Federica, Alvoni Milena, Amante Monica, Amarelli Paola, Amarisse Arianna, Amariti Stefania,
Amati Guendalina, Amati Lara, Amato Isabelle, Amboni Silvia, Ambrogio Elena, Amerise Rosa
Rita, Ammaturo Rosa, Amolini Laura Veronica, Andreose Monica, Andreotti Valeria, Anesa
Monica, Angaramo Giuliana, Angela Salvatore, Angelini Tiziana, Angelotti Simona, Angiolini
Monica, Anoja Rita, Antiga Debora, Antognetti Brunella, Antolini Barbara, Antonazzo Patrizia,
Anzelmo Giovana, Apicella Raffaele, Aprile Serena, Arena Teresa, Arfuso Maria Carmela,
Argentieri Simona, Argento Ivano, Arici Angela, Armanetti Mara, Armari Chiara, Arosio Simona,
Arosio Sara, Arrighi Daniela, Arrighini Mariapaola, Artoni Alessia, Artoni Matteo, Artoni Rossana,
Arzilli Lisa, Ascione Lucia, Ascone Debora, Asnaghi Valeria, Asnaghi Valeria, Asperti Alessandra
Maddalena, Assom Laura, Astuto Giuseppe, Attanasio Stefania, Autunno Michela, Babboni Elena,
Baccanelli Enrica, Bacchetta Giovanna, Bacci Roberta, Bagnani Anna, Bagni Adriana Carolina,
Bagnis Stefania, Bagnolati Sabrina, Bailo Daniela, Balan Miriam, Balassi Bruna, Baldini Nadia,
presentazione dei titoli di riserva posseduti al giorno 8 luglio 2016 per usufruire dei benefici di cui
alla legge 12 marzo 1999, n. 68 e s.m.i., in applicazione del comma 2 quater dell’art. 14, legge 24
febbraio 2012, n. 14, nella parte in cui, disciplinando le modalità di scioglimento della riserva nei
confronti dei docenti già iscritti con riserva nelle G.A.E. entro il termine dell’8 luglio 2016 non
prevede la possibilità di inserimento nella III fascia della graduatoria ad esaurimento, o in una
eventuale graduatoria aggiuntiva a quella di III fascia, dei docenti che hanno conseguito il diploma
magistrale entro l’a.s. 2001-2002;
nella parte in cui all’art. 5 dispone “per quanto non previsto dal presente decreto valgono le
disposizioni contenute nelle norme citate in premessa ed in particolare quelle contenute nel D.M.
235 del 1 aprile 2014, di cui il presente provvedimento è parte integrante” già annullato dalla VI
Sezione giurisdizionale del Consiglio di Stato con sentenze nn. 1973/2015 e 5439/2015, nella parte
in cui non ha consentito ai docenti in possesso del diploma magistrale l’inserimento nella III fascia
delle Graduatorie ad esaurimento;
della nota prot. n. 16827 del 22 giugno 2016 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della
Ricerca (doc. 2) — Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e formazione, diretta ai
Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali, con la quale si trasmette per l’immediata
pubblicazione sui siti istituzionali degli stessi Uffici il D.M. 22 giugno 2016 n. 495, nella parte in
cui, tra i soggetti aventi titolo a presentare la domanda di scioglimento della suddetta riserva, non
prevede la analoga possibilità anche per coloro i quali non risultano già inseriti nelle graduatorie ad
esaurimento pur essendo in possesso di un idoneo titolo abilitante all’insegnamento costituito dal
diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 o di titoli equiparati o equivalenti per legge al
diploma magistrale,
nonché di tutti gli atti conseguenti anche non conosciuti e/o connessi con il provvedimento
impugnato
previa declaratoria in via cautelare
del diritto delle parti ricorrenti di essere inserite nella rispettive graduatorie ad esaurimento della
provincia in cui è stata proposta la domanda di inserimento come documentate in atti (doc. 3) per la
classe di concorso espressamente indicate nelle relative domande.
Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 16 luglio 2019 la dott.ssa Claudia Lattanzi e uditi per le
parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
I ricorrenti hanno impugnato gli atti di cui in epigrafe nella parte in cui, pur prevedendo l’inclusione
a pieno titolo di docenti che hanno conseguito il titolo abilitativo entro l’8 luglio 2016 e quindi,
sostanzialmente, nel prevedere una riapertura delle graduatorie in favore di tali soggetti, non
contempla la possibilità di far effettuare equivalente dichiarazione e/o di presentare domanda di
inserimento in graduatoria ai ricorrenti, nella loro qualità di docenti abilitati perché in possesso di
diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002.
I ricorrenti hanno impugnato con motivi aggiunti gli ulteriori d.m. che hanno sostanzialmente
riprodotto successivi anche per gli anni la disposizione oggetto di impugnazione con il ricorso
originario.
Sono intervenuti i controinteressati con atto di intervento ad opponendum.
Con ordinanza 2956/2019 è stata disposta l’integrazione del contraddittorio.
Alla pubblica udienza del 16 luglio 2019 il ricorso originario e i successivi motivi aggiunti sono
stati trattenuti in decisione.
La decisione può essere presa in forma semplificata ex art. 74 c.p.a., essendo il ricorso infondato
secondo quando recentemente affermato dalle decisioni dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di
Stato nn. 4 e 5 del 27 febbraio 2019 con le quali si ribadisce quanto già chiarito con la sentenza n.
11 del 20 dicembre 2017
In tali decisioni è stato infatti chiarito non soltanto che la pretesa dei diplomati magistrali con titolo
conseguito entro il 2001/2002 di essere inseriti in GAE avrebbe dovuto essere fatta
tempestivamente valere con presentazione di istanza di inserimento in GAE e comunque mediante
impugnazione, al più tardi, del DM del 16 marzo 2007, ma che il diploma magistrale conseguito nel
2001/2002 non è da ritenersi idoneo all’insegnamento.
In conclusione, il ricorso e i successivi motivi aggiunti vanno respinti.
Le spese, in considerazione del contrasto giurisprudenziale fino alla richiamata decisione, possono
essere interamente compensate tra le parti.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente
pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 16 luglio 2019 con l’intervento dei
magistrati:
Giuseppe Sapone, Presidente
Alfonso Graziano, Consigliere
Claudia Lattanzi, Consigliere, Estensore
L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
Claudia Lattanzi Giuseppe Sapone
IL SEGRETARIO
cercasi precario da graduatorie d’istituto

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Nella scuola primaria mancano ancora una volta le maestre al Nord: 2 mila tra posti comuni e sostegno soltanto tra Torino e Milano, mentre alcune continuano a essere licenziate o cancellate dalle ex graduatorie permanenti dopo il clamoroso cambio di orientamento della giustizia amministrativa. Pacifico (Anief): “Serve prorogare subito la norma del decreto Dignità sulla continuità didattica almeno per tutto il ciclo di studi per non lasciare i bambini soli, riaprire annualmente le Graduatorie a esaurimento provvedendo alle nomine entro luglio e reclutare da graduatorie di istituto provinciali aperte periodicamente”

La storia

Nel 2014 un decreto del presidente della Repubblica dichiara abilitante il diploma magistrale conseguito prima dell’attivazione dei corsi di laurea in Scienze della Formazione primaria, ai fini delle supplenze dalla seconda fascia delle graduatorie di istituto. A quel punto in cinquantamila ricorrono per inserirsi nelle ex graduatorie permanenti, chiuse dal 2012. Il Consiglio di Stato li ammette tutte con riserva e in 2 mila con otto sentenze passate in giudicato entrano nei ruoli definitivamente. Sempre il Consiglio di Stato continua ad ammettere nelle Gae le laureate in SFP che risultavano iscritte entro il 2011/2012.

Poi arrivano due sentenze della Plenaria che cambiamo orientamento del Consiglio di Stato perché ritengono che si sarebbe dovuto ricorrere fin dalla prima esclusione operata a partire dal 2002, il giudicato si sarebbe formato soltanto per le parti attoree, il titolo non è abilitante per inserirsi nelle Gae.

A quel punto, diverse sentenze del Tar rigettano i ricorsi ancora pendenti dei diplomati magistrale.

Interviene il legislatore, la scorsa estate (decreto Dignità), e prevede: da una parte un concorso straordinario per poter reclutare le 7 mila maestre passibili di licenziamento, perché entrate di ruolo con riserva nonostante abbiano superato l’anno di prova ma con almeno da due anni di insegnamento, lasciando le altre fuori; dall’altra la proroga dei contratti in essere al 30 giugno 2019, in ragione della continuità didattica.

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Il mese scorso ancora molte graduatorie di merito del concorso straordinario non erano pronte per poter assegnare le immissioni in ruolo, mentre altre graduatorie di merito del concorso ordinario in altre regioni continuano a essere sature di vincitori e idonei cui è stata prorogata la vigenza ancora per un anno.

Nel frattempo, giorno dopo giorno, si susseguono le pronunce negative del tribunale amministrativo e i licenziamenti o i depennamenti dalle Gae.

Il risultato? Ad anno scolastico già iniziato mancano le maestre, anche su sostegno, nelle classi con i dirigenti scolastici costretti a ricorrere sempre più a chiamate fuori graduatoria dalle Messe a disposizioni di chi non vuole lo Stato reclutare. Mancano 2 mila maestre su posto comune o di sostegno soltanto nelle province di Milano e Torino.

La proposta di Anief

In attesa dell’espletamento delle attuali procedure del concorso straordinario o di un eventuale riservato bis, bisogna prorogare i contratti assegnati l’anno scorso al 30 giugno e riflettere seriamente se non convenga confermare nei ruoli chi ha superato l’anno di prova senza perdere tempo in finzioni giuridiche. Gli stessi concorsi straordinari a cosa servono se alla fine non possono essere utilizzati per le supplenze? Bisogna riaprire le GaE ed estendere il doppio canale di reclutamento a graduatorie di istituto provinciali. Soltanto così si garantisce la continuità didattica e si evita ai dirigenti scolastici di chiamare fuori graduatoria i supplenti, dalle Messe a disposizione, con mesi di ritardo dall’inizio delle lezioni.

La notizia

Anche quest’anno, le supplenze sembrano partire sotto una cattiva stella nella scuola primaria, soprattutto nelle grandi province del Nord Italia, dopo la metà delle immissioni in ruolo andata deserta nonostante migliaia di maestre attendano una chiamata col diploma magistrale o la laurea in SFP. Dalle reti territoriali Anief giungono notizie davvero poco rassicuranti: a Milano ben 500 posti comuni scoperti della scuola primaria non sono più assegnabili da GaE; non va meglio a Torino, dove tra sostegno e posto normale, sempre alla primaria, ci sono ancora da assegnare la bellezza di oltre 1.500 cattedre vacanti.

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Le grandi città del nord

Le grandi province del nord non riescono più a reggere l’urto delle supplenze nella scuola. A Milano, ad esempio, l’Ufficio scolastico territoriale ha ben presto alzato bandiera bianca, delegando l’assegnazione di tantissime cattedre alle singole scuole dove risultano i posti vacanti e disponibili. Nel capoluogo meneghino, infatti, più di 500 posti comuni scoperti della scuola primaria non sono più assegnabili da GaE, perché la graduatoria risulta ormai priva di candidati. Si passerà, a breve, alle graduatorie d’istituto, che però a loro volta si potrebbero presto svuotare.

Non va meglio a Torino, dove sono concentrati più della metà dei posti dell’intera regione Piemonte: anche qui alla primaria la Graduatoria ad esaurimento risulta vuota. Per i posti comuni, risultano ancora da assegnare 369 cattedre, più circa 500 ore in spezzoni di varia entità (equivalenti a oltre 20 cattedre ulteriori). Per il sostegno la situazione è disperata, con 1.159 posti ancora da assegnare, più 780 ore in spezzoni di varia entità (equivalenti a oltre 32 cattedre in più). Il totale delle cattedre da conferire a supplenza, quindi, è 1.528, più ulteriori 52 posti potenziali derivanti dalla somma degli spezzoni orari. Da lunedì 16 al 25 settembre, sempre a Torino, sono previste le nomine da seconda fascia d’Istituto incrociate.

Il sistema delle supplenze

Il progressivo svuotamento delle GaE sta costringendo i dirigenti scolastici a “mettersi in proprio” per la ricerca dei supplenti. Ma anche in questo caso, la graduatorie d’Istituto si esauriscono ben presto e i presidi non hanno scelta: sono a quel punto costretti ad “utilizzare, previe le opportune intese con i competenti dirigenti scolastici e interpellando il sistema informativo, quelle degli istituti viciniori a livello dell’intera provincia”, spiega Orizzonte Scuola. Se anche queste graduatorie si “spogliano” di tutti gli aspiranti, ai dirigenti scolastici non resta che ricorrere alle Mad, le “messe a disposizione”, ovvero “docenti anche non inclusi nelle graduatorie di circolo e di istituto delle scuole della provincia” che hanno presentato una semplice domanda al capo d’Istituto, anche via e-mail.

Il parere del presidente

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è giunta l’ora di correre ai ripari, cambiando le norme organizzative del sistema di supplenze e di immissioni in ruolo. Perché, così come sono organizzate oggi, le graduatorie d’istituto rischiano di diventare delle meteore: con il limite delle venti scuole esprimibili, anche meno nel caso dei maestri del primo ciclo, è infatti molto frequente riscontrare delle situazioni in cui vi sono scuole dove abbondano le richieste di supplenza e altre nelle quali, invece, le domande giungono col contagocce. Così nel primo caso c’è un eccesso di candidature, mentre nel secondo non si trova nessuno. Questo sistema di reclutamento è ormai fuori controllo e non garantisce più la copertura delle cattedre. Se non si vuole arrivare al default del modello organizzativo in vigore, occorre agire da subito cambiando le regole. Bisogna urgentemente riaprire tutte le GaE, accogliendovi tutti gli abilitati all’insegnamento, inclusi i diplomati magistrale, e comunque procedere anche con immissioni in ruolo da seconda fascia di graduatorie d’istituto, trasformate in liste provinciali per fare incontrare domanda e offerta”.

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