Decreto salvaprecari? Ma non è una cosa seria

SCUOLA – Il nuovo decreto salva-precari è quasi pronto, tornano i corsi di abilitazione per docenti

Marcello Pacifico (Anief): non siamo contrari, ma il modello va esteso anche alla primaria, va ridotto a 24 mesi il servizio minimo e si valuti anche quello svolto nella scuola paritaria. Inoltre, necessariamente, si devono modificare le attuali graduatorie di istituto, utilizzandole per le immissioni in ruolo e per le supplenze, a livello provinciale se proprio non si vogliono aprire le GaE, senza dimenticare i vincitori e idonei degli attuali concorsi ordinari e straordinari, i supplenti cui rinnovare il contratto scaduto al 30 giugno scorso, i neo-immessi in ruolo con riserva o licenziati nonostante abbiano superato l’anno di prova

Quello del precariato è “un problema enorme, una piaga annuale”, che va affrontato con urgenza andando a modificare subito il decreto salva-precari predisposto dal precedente governo e mai approvato per l’inattesa caduta dello stesso esecutivo in piena estate: a sostenerlo è il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, che si è impegnato anche a presentare il decreto nei prossimi giorni al Consiglio dei ministri con alcuni correttivi rispetto a quanto elaborato dal ministro Bussetti. Per porre un freno al boom delle supplenze annuali, il neo ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti sta agendo con celerità ed è intenzionato a organizzare a breve una tornata di corsi PAS selettivi nella secondaria, rivolti a coloro che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio: l’obiettivo è assumere 55 mila supplenti storici e neo-laureati.

Il nuovo decreto

In particolare, riassume Orizzonte Scuola, nella nuova versione del decreto saranno introdotti elementi di selettività nei percorsi PAS per far conseguire l’abilitazione ai docenti in possesso di 3 anni di insegnamento negli ultimi 8 anni. Inoltre si avvierà un concorso straordinario e un concorso ordinario per le secondarie, probabilmente entro fine 2019, per 55.000 posti divisi tra precari e neo-laureati.

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Anief ritiene positiva la decisione di riaprire i corsi di abilitazione all’insegnamento e di avviare delle nuove selezioni, anche riservate ai precari storici, per assegnare le tante cattedre vacanti. Allo stesso tempo, però, ritiene che questa fase transitoria di reclutamento vada attuata in modo tale da non dimenticare, come è accaduto sistematicamente in passato, diverse quote e tipologie di precari, andando a determinare discriminazioni che portano verso un innalzamento del contenzioso e della più che lecita richiesta in tribunale di stabilizzazione con tanto di risarcimenti. Per questo ha presentato al ministro la proposta di un decreto #salvascuola in 25 punti.

Le priorità da attuare

A questo proposito, proprio per evitare che si inneschi questo processo, non utile a nessuno, è necessario adottare una serie di azioni prioritarie: ieri l’Anief le ha illustrate e consegnate, come memoria, direttamente al ministro dell’Istruzione, nel corso dell’incontro tenuto al Miur. Rispetto ai 25 punti da attuare, il giovane sindacato ha dedicato i primi proprio al problema dei docenti precari e dell’assegnazione delle cattedre vuote, che in questi giorni stanno cercando di affrontare i dirigenti scolastici anche ricorrendo all’uso delle Mad.

Il giovane sindacato ritiene indispensabile, per evitare che il prossimo anno scolastico si ripeta questa incresciosa situazione che va a ledere il principio del diritto allo studio protetto costituzionalmente, andare a estendere il concorso straordinario bis e i corsi PAS per ogni ordine e grado, inclusa la specializzazione su sostegno, a tutto il personale che abbia svolto non 36 mesi (come vorrebbe fare il nuovo corso del Miur), ma già 24 mesi di servizio nelle varie scuole riconosciute dal sistema nazionale di istruzione, quindi anche paritarie.

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Più assunzioni e concorsi regolari

Bisognerà anche aumentare il numero delle 24 mila assunzioni riservate a tutto l’organico su posto vacante, rispetto alle attuali 200 mila supplenze annuali e al termine delle attività didattiche. Quindi, prorogare la validità delle graduatorie di merito ordinarie, superando gli attuali tre anni di “vita”, e consentire l’assunzione, a domanda, anche in altra regione da tutte le graduatorie concorsuali a patto di introdurre una mobilità straordinaria agevolata per consentire il rientro nella regione di appartenenza: su questo punto, il ministro Lorenzo Fioramonti ha già dato una sua prima convinta disponibilità.

Il sindacato chiede anche di estendere il contratto al 30 giugno 2020 per il personale che ha sottoscritto un rapporto di lavoro, anche se con riserva, al 30 giugno 2019; garantire le prove suppletive del vecchio concorso a cattedra 2016 ai laureati ricorrenti esclusi, aumentare i posti di accesso agli attuali corsi universitari sul TFA sostegno, in considerazione della giurisprudenza attuale, e bandire concorsi regolari aperti sempre al personale laureato; adeguare tutto l’organico di fatto all’organico di diritto, specialmente su posti di sostegno in deroga ottemperando alle richieste delle scuole, nel rispetto della giurisprudenza attuale.

Riaprire le GaE: è stato già fatto. Assumere i precari da seconda e terza fascia da graduatorie d’istituto provinciali

Sarà quindi indispensabile, come già è accaduto saggiamente nel 2008 e nel 2012, riaprire annualmente le graduatorie ad esaurimento a tutto il personale abilitato, ivi inclusi i diplomati magistrali, AFAM, ITP. Ma la vera rivoluzione che combatterebbe la supplentite coprendo i posti in organico, specie su sostegno dove vi sono 30 mila docenti specializzati, in caso di esaurimento delle graduatorie, sarebbe l’estensione del doppio canale di reclutamento a graduatorie di istituto provinciali, anch’esse aggiornabili annualmente al personale laureato. Come sarebbe corretto e giusto confermare nei ruoli o riassumere il personale assunto con riserva e licenziato da graduatorie ad esaurimento, nel caso di superamento dell’anno di prova.

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Il sindacato Anief chiede poi di garantire l’immissione in ruolo su tutti i posti effettivamente vacanti e disponibili, inclusi quelli liberatisi a seguito dell’adesione all’anticipo pensionistico ‘Quota 100’, con nomine giuridiche dal primo settembre 2019, e prevedere, infine, dal prossimo anno scolastico la realizzazione di nomine dei supplenti annuali o al termine delle attività didattiche entro il 31 agosto di ogni anno, con anticipo delle operazioni di immissioni in ruolo e mobilità.

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