Scuola,Pacifico : “I concorsi? Non sono l’unica strada per sconfiggere il precariato”

SCUOLA – Pacifico (Anief): “I concorsi? Non sono l’unica strada per sconfiggere il precariato”

Intervento del presidente nazionale del giovane sindacato su Radio Cusano Campus: “Bisogna intervenire sulla definizione degli organici e sconfiggere la supplentite”

Pragmatismo («Prima verifichiamo che nell’imminente legge di stabilità siano stanziate risorse adeguate, sarebbe inversione di tendenza, visto che nell’ultimo Def c’erano tagli fino al 2040») davanti al castello di buoni propositi snocciolato dal governo, fra abolizione delle classi pollaio, aumento significativo degli stipendi del personale della scuola e contrasto al bullismo e alla dispersione. E due punti fermi, due priorità, per fare ripartire il comparto Scuola. «Bisogna intervenire sulla definizione degli organici, per far funzionare davvero la scuola e sconfiggere la supplentite. Se si chiamano 210.000 supplenti è evidente che c’è un problema di gestione della continuità didattica e della valorizzazione professionale. Basterebbe estendere il doppio canale alle graduatorie d’istituto, in modo da reclutare chi già insegna tutti i giorni nelle nostre scuole».

Marcello Pacifico, leader del sindacato Anief, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus. Facendo il punto su una delle voragini della scuola italiana, il precariato dilagante, l’abuso dei contratti a termine, su cui l’Italia fa leva, nonostante sia stata più volte richiamata dalle autorità europee, con tanto di anticamera della procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea.

«La mobilità volontaria su scala nazionale per assorbire vincitori e idonei di concorsi che non hanno ancora preso servizio? Nell’ultimo anno – fa notare il presidente nazionale del sindacato autonomo – su 53.00 posti in ruolo ne sono stati assegnati solo 22.000. Il dato del 60% dei posti non assegnati fa nascere l’esigenza della mobilità volontaria. Se ci sono graduatorie di merito esaurite, hai vinto in una regione, e in un’altra regione non c’è nessuno da chiamare, perché non devo utilizzare la tua professionalità? Non ci sono solo i vincitori e gli idonei 2016, ma perfino quelli che hanno sostenuto e vinto il concorso straordinario del 2018».

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Non sono mancati negli ultimi anni le selezioni pubbliche. Per sconfiggere la supplentite il ministro Lorenzo Fioramonti punta su concorsi da espletare ogni due anni ma, fa notare Pacifico, «negli ultimi sette anni si sono svolti due concorsi ordinari e altrettanti straordinari e quest’anno abbiamo assistito al record dei posti andati a vuoto. Come Anief dimostrato che su 180.000 immissioni autorizzate dal governo negli ultimi 5 anni ben la metà, 90.000, sono andate a vuoto. È assurdo se si pensa che abbiamo 150.000 docenti abilitati e altri 100.000 che insegnano da anni senza abilitazione. Ma se non si devono immettere in ruolo, perché sono state chiamati? Se abbiamo fiducia in loro, tanto da farli insegnare, perché non stabilizzarli dopo tanti anni di lavoro?

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