Diplomati magistrale in piazza, “Non trattateci come spazzatura”

Diplomati magistrale in piazza, “Non trattateci come spazzatura”
Con questo slogan decine di maestre, diplomate magistrale, hanno sfilato ieri pomeriggio in Piazza Duomo a LODI.
Sono circa una quarantina infatti le maestre che perderanno il ruolo questo mese a seguito dell’orientamento del Consiglio di Stato che ha ritenuto infondata la richiesta di inserimento in GAE non considerando che la maggioparte di loro hanno alle spalle anni e anni di insegnamento . Sono tanti gli insegnanti che si trovano a un passo dalla risoluzione del contratto e dalla cancellazione dalle GAE e non è nemmeno arrivata la possibilità di far arrivare a termine il lavoro delle insegnanti, ovvero fino al 30 giugno, nel rispetto della continuità didattica.
L’incubo però non è finito!
Poiché le maestre subiranno una risoluzione del contratto a causa dello scioglimento della riserva Non avranno nemmeno diritto alla Naspi: per i lavoratori delle pubbliche amministrazioni licenziati la Naspi è infatti esclusa.
Beffa tra le beffe che butterà, senza alcun rispetto, decine di maestri nel limbo dell’assurdità: maestri con figli a carico, padri e madri di famiglia con mutui da pagare e bocche da sfamare.
Uomini e donne che, in uno stato di diritto, perdono tutti i diritti; uomini e donne che oggi non sono più giovanissimi e che dovrebbero riuscire a ripartire da capo, in una società che ha, tra i suoi pilastri portanti, la difficoltà di inserimento lavorativo già per i più giovani, immaginiamoci per loro. Mi auguro che i politici decidano di alzarsi dalle loro comode poltrone per guardare e capire la realtà che stanno facendo vivere a tantissimi uomini e donne che ha no come unica colpa quella di essere figli a una società liquida. Mi auguro che decidano di farlo presto, di farlo prima che qualche maestro/a, preso dalla disperazione, finisca per fare qualche gesto estremo.
Sarebbe opportuno che chi ci amministra facesse un corso accelerato di empatia….. perché diceva mia nonna “il sazio non crede mai al digiuno”

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