La protesta della Catalogna

Cassonetti in fiamme, scontri, Sagrada Familia chiusa, Barcellona-Real rinviata e decine di voli cancellati. Un venerdì di battaglia nella città catalana, nel quinto giorno di protesta per le sentenze contro i leader separatisti con oltre mezzo milione di persone in piazza. E sono 54 le persone arrestate in tutta la Catalogna e 89 i feriti, 60 soltanto a Barcellona.

I Mossos, il corpo di polizia catalano, ha dovuto schierare anche mezzi blindati con idranti per aprire un varco tra le barricate. La manifestazione principale lungo il Passeig de Gracia è stata pacifica, con i manifestanti che hanno chiesto il rilascio dei leader e cantato l’inno nazionale catalano. Tuttavia, alcune centinaia di persone vestite di nero – per lo più di fronte al quartier generale della polizia – hanno provocato scontri e lanciato pietre e uova contro gli agenti, dando fuoco ai cassonetti.

Durante la manifestazione, la direzione della Sagrada Familia ha chiuso la cattedrale per garantire la sicurezza dei visitatori. Lo sciopero generale della Regione ha inoltre portato alla cancellazione di decine di voli all’aeroporto di Barcellona, mentre la federazione calcistica spagnola ha rinviato l’incontro tra Real Madrid e Barcellona al 18 dicembre.

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