Scuola, Anief presenta la piattaforma per lo sciopero del 12 novembre con sit-in davanti al Parlamento

SCUOLA – Anief presenta la piattaforma per lo sciopero del 12 novembre con sit-in davanti al Parlamento

Il giovane sindacato spiega i motivi della protesta che porterà personale precario e di ruolo, docenti, ata, educatori, ricercatori ad astenersi dal lavoro e a manifestare a Roma durante il dibattito parlamentare su eventuali emendamenti di modifica del disegno di legge di bilancio e del decreto salva-precari. Contestata anche l’intesa raggiunta dalle altre sigle sindacali, la mancata convocazione agli stessi tavoli e l’impossibilità di poter, a quasi due anni dal dato elettorale, usufruire delle prerogative sindacali tutelate dalla Costituzione: su questo punto, Anief si è rivolta anche al premier Giuseppe Conte.

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LO SCIOPERO E IL SIT-IN DEL 12 NOVEMBRE

Per l’Anief è giunto il momento di far sentire finalmente la voce dei precari della scuola, dell’università e della ricerca, attraverso lo sciopero del prossimo 12 novembre a loro dedicato, quando si terrà anche un sit-in in piazza Montecitorio, dalle 9 alle 13, momento in cui saranno presentate ai gruppi parlamentari le proposte emendative al disegno di legge di bilancio e al decreto legge salva-precari L’intesa tra governo e sindacati ha prodotto un testo che non risolve la supplentite né la precarietà, ma alimenta soltanto tanti nuovi ricorsi e costi aggiuntivi per lo Stato, né le modifiche già annunciate dopo i rilievi del Quirinale risolvono molto.

PERCHÉ SI SCIOPERA IL 12 NOVEMBRE

È ricca la lista dei motivi che hanno portato allo sciopero. Il sindacato ha prodotto, in questo senso, una serie di richieste: estendere il concorso straordinario all’infanzia, primaria ed educatori, ai docenti delle paritarie e dei corsi Iefp, ai dottori di ricerca; eliminare la quota limite di posti autorizzati nella nuova graduatoria valida per le assunzioni; riconoscere il servizio prestato su posti di sostegno, ridurre a due anni il servizio valutabile e comunque valutare quello in corso. Anief ritiene indispensabile anche confermare nei ruoli chi ha superato l’anno di prova – quindi i diplomati magistrale e gli insegnanti tecnico-pratici – evitando i licenziamenti e procedendo al reintegro.

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Occorre, nello stesso tempo, procedere all’aggiornamento annuale delle graduatorie di istituto, da trasformare in provinciali e aperte ai neo-laureati, come bisogna urgentemente stabilizzare i collaboratori scolastici in possesso dei medesimi requisiti del personale delle cooperative, ammettere gli amministrativi facenti funzioni alle prove scritte dell’attuale concorso a Dsga (superando in tal modo anche le remore espresse su questo punto, nelle ultime ore, dagli esperti di leggi scolastiche del Quirinale), bandire i concorsi per i profili As e C e per i passaggi professionali verticali del personale Ata, ripristinare la figura del ricercatore a tempo indeterminato, cambiare le regole per il reclutamento del personale Afam e stabilizzarlo, assumere il personale delle sezioni primavera, assistente all’autonomia e alla comunicazione.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE ANIEF

“Le proposte concordate dal governo e dai sindacati – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – sono misure tampone, non certo risolutive del precariato storico né della supplentite. In passato, la politica è stata in grado di ascoltare le proteste della piazza. Come sindacato, da parte nostra, siamo pronti al dialogo per spiegare come trasformare in emendamenti e norme di legge tutti i punti presenti nella piattaforma sindacale”.

“Vorremmo che – continua il sindacalista autonomo – si valutino per bene le varie soluzioni pensate dall’Anief, senza opposizioni sterili, preconcetti e ideologie. Deve essere la politica a dare una risposta alle migliaia di precari che sceglieranno di astenersi dal lavoro per far comprendere proprio quanto sia importante il loro lavoro per il funzionamento della scuola, perché non sono fantasmi. Si asterrà anche il personale di ruolo. Magari, dal sit-in la voce del mondo della Scuola, dell’Università, della Ricerca e dell’Afam entrerà in quei palazzi dove viene ignorata. Siamo sempre disposti a incontrare i dirigenti del Miur come avvenuto con il vice capo di Gabinetto del Miur, ma ora chiediamo soluzioni concrete per il Paese”.

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