Ludwig van Beethoven Sonata per pianoforte n. 1 in fa minore, Op. 2 n. 1 al teatro San Carlo di Napoli

Ludwig van Beethoven
Sonata per pianoforte n. 1 in fa minore, Op. 2 n. 1 (1793/95)

Ludwig van Beethoven
Sonata per pianoforte n. 30 in mi maggiore, Op. 109 (1819/20)

Claude Debussy
Estampes (1903)
Pour le Piano (1894/1901)
L’Isle Joyeuse, L. 106 (1904)

martedì 26 novembre 2019, ore 20.00 – Turno S

Durata musicale: 1 ora circa

Quante possibilità timbriche? Quante sfumature dinamiche, quale ricchezza armonica può avere un pianoforte? Dagli esordi di Beethoven alle composizioni mature di Debussy, il concerto presenta un meraviglioso viaggio alla scoperta dello strumento che ha rivoluzionato la storia della musica degli ultimi tre secoli. Secondo un uso del tempo, il frontespizio delle Sonate op. 2 di Beethoven lascia all’esecutore la scelta tra il clavicembalo e il pianoforte segno che ancora lo strumento a corde percosse (e non pizzicate) stentava a dominare la scena.

Ben diverso il discorso per l’op. 109 che apre il cosiddetto “ultimo periodo” e mette in luce, oltre alle sue straordinarie doti compositive, anche i più reconditi angoli del pianoforte.

Dopo la grande stagione ottocentesca, nessuno pensava che dalla tastiera potessero uscire suoni tanto innovativi. Debussy invece considerava il pianoforte un vaso di Pandora, capace di produrre le soluzioni più imprevedibili e, come racconta la moglie Emma Bardac, “Debussy suonava quasi sempre in una perenne mezza tinta, con una sonorità piena e profonda senza alcuna durezza nell’attacco. La scala delle nuances andava dal triplo piano al forte, senza arrivare mai a sonorità disordinate in cui la sottigliezza delle armonie potesse perdersi”. Ed erano proprio quelle nuances l’oggetto della ricerca debussysta: sfumature sonore, dinamiche e timbriche capaci di dare una seconda vita a uno strumento con due secoli di storia alle spalle.

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