Siena, Il nodo, il tema del bullismo e del rapporto genitori figli scuola

DAL TEATRO ALLA SCUOLA: PER LA PRIMA NAZIONALE A SIENA DE “IL NODO” DI AMBRA ANGIOLINI E LUDOVICA MODUGNO DOPPIO APPUNTAMENTO

Lo spettacolo al Teatro dei Rozzi (11 e 12 gennaio) e un incontro con le attrici all’Istituto di Istruzione Superiore Tito Sarrocchi, il 10 gennaio

Un dialogo intenso e duro tra una madre e un’insegnante che porterà, sul palcoscenico del Teatro dei Rozzi, l’11 gennaio alle 21 e il 12 gennaio alle 17, per la prima nazionale Il nodo, il tema del bullismo e del rapporto genitori figli scuola. Le interpreti, Ambra Angiolini e Ludovica Modugno, dirette dalla regista Serena Sinigaglia, si incontreranno e scontreranno così su un tema di grande attualità nel debutto italiano dell’opera, tradotta da Vincenzo Manna e Edward Fortes, della giovane promessa americana Johnna Adams, già insignita di numerosi premi e riconoscimenti. Uno spettacolo che si inserisce nel ricco cartellone teatrale organizzato dal Comune di Siena con la direzione artistica di Alessandro Benvenuti, e dalla Fondazione Toscana Spettacolo onlus.

Le interpreti incontreranno, il 10 gennaio alle 11.30, i giovani studenti dell’Istituto Sarrocchi e dell’Università di Siena nell’aula magna della scuola di via Pisacane. L’occasione vedrà anche l’intervento dell’assessore all’Istruzione Paolo Benini e della professoressa Laura Occhini dell’Ateneo senese. Un appuntamento di dialogo tra giovani e adulti, teatro e scuola, che si unisce a un vero e proprio progetto educativo con al centro gli studenti, coinvolti nell’analisi del testo teatrale e in un successivo confronto con le attrici stesse sulle tematiche dello spettacolo. Un’iniziativa voluta dalle due produzioni: Società per Attori e Goldenart Production, e da subito condivisa anche da Ambra Angiolini, che ha portato lo spettacolo “Il nodo” a ricevere sia il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali sia quello del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

La pièce ci porta all’ora di ricevimento di un’insegnante di una quinta elementare: si presenta inaspettatamente la madre di un suo allievo sospeso, tornato a casa pieno di lividi. È stato vittima di bullismo o forse lui stesso è stato un molestatore? È questo il nodo da sciogliere.

Come afferma Serena Sinigaglia «non è semplicemente un testo teatrale sul bullismo (il che, comunque, basterebbe a renderlo assolutamente attuale e necessario), è soprattutto un confronto senza veli sulle ragioni intime che lo generano. Osa porsi domande assolute come accade nelle tragedie greche, cerca le cause e non gli effetti. Ed è questo aspetto ad attrarmi di più». Il titolo originale, Gidion’s Knot, rimanda al nome del giovane Gidion, appunto, ma è anche un gioco di parole: in inglese suona come gordian’s knot, il “nodo gordiano”. «È un nodo che non puoi districare se non tagliandolo di netto – continua la regista – la metafora del titolo è dunque molto chiara: esistono conflitti che non possono più essere sciolti, ma solo recisi. E dunque: non bisognerebbe mai trovarsi in circostanze tanto estreme da risultare irrecuperabili». Al centro della questione un incandescente dialogo su valori e responsabilità, fra il mondo della scuola – in continua trasformazione – e quello della famiglia. «Viviamo in una società – dice ancora la Sinigaglia – dove i genitori troppo spesso difendono ad oltranza i loro figli, difendendo in realtà nient’altro che se stessi. Una società dove gli insegnanti sono sottopagati e poco, pochissimo considerati. Una società dove un qualsiasi ragazzo ha il diritto di sentenziare sulla validità dell’insegnamento. Una società dove a volte fare l’insegnante è un ripiego, non il più nobile degli incarichi».

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Per l’acquisto dei biglietti di questa “prima” nazionale è possibile farlo: online all’indirizzo http://www.b-ticket.com/b-ticket/sienateatri/; telefonicamente chiamando l’Ufficio Prenotazioni del Comune di Siena tel. 0577 292615/14 (dal lunedì al venerdì con orario 9.30-12.30), oppure presso la biglietteria del Teatro dei Rinnovati, il giorno precedente la prima con orario dalle 17 alle 20 e il giorno dello spettacolo dalle 15. E ancora alla biglietteria del Teatro dei Rozzi: martedì dalle 11 alle 14, mercoledì dalle 15 alle 18 e giovedì dalle 11 alle 14. Per tutte le info: www.teatridisiena.it

LA LOCANDINA

AMBRA ANGIOLINI
LUDOVICA MODUGNO
in
IL NODO
di JOHNNA ADAMS
traduzione di Vincenzo Manna e Edward Fortes
musiche Mauro Di Maggio e Luna Vincenti
scene Maria Spazzi
costumi Erika Carretta
light designer Roberta Faiolo
regia SERENA SINIGAGLIA
produzione Società per Attori e Goldenart Production

NOTE DI REGIA

Il nodo è ambientato in una classe di prima media della scuola pubblica di Lake Forest, piccolo centro abitato nei dintorni di Chicago. Ma attenzione: il “dove” non è importante, importante è il “quando” e soprattutto il “perché”.
Quali sono le responsabilità educative dei genitori e quali quelle delle istituzioni nei confronti dei figli? Di chi è la colpa se i nostri figli si trasformano in vittime o carnefici? Com’è possibile che si possa scatenare una violenza tale da indurre un ragazzo o una ragazza ad uccidersi? Dove sbagliamo? Chi sbaglia? Di chi è la responsabilità?
Il nodo non è semplicemente un testo teatrale sul bullismo (il che, comunque, basterebbe a renderlo assolutamente attuale e necessario), è soprattutto un confronto senza veli sulle ragioni intime che lo generano. Osa porsi le domande assolute come accade nelle tragedie greche, cerca le cause e non gli effetti. Ed è questo aspetto ad attrarmi di più.
Oggi abbiamo le piattaforme digitali per raccontare storie, per denunciare fatti e azioni rilevanti. Dunque a cosa serve nello specifico il teatro? Serve a mettere a nudo, nella sintesi e nell’intensità che lo contraddistinguono, le più profonde contraddizioni dell’uomo, le ragioni ultime del suo agire.
Heather Clark e Corryn Fell non sono solo l’insegnante e la madre di Gidion. Il loro conflitto, come quello tra Medea e Giasone, tra Dioniso e Penteo, tra Eteocle e Polinice, racchiude in sé tutti noi come singoli individui e tutti noi come società. E ci pone di fronte alle nostre responsabilità: per ogni ragazzo ferito, umiliato, ma anche per chi umilia e ferisce, siamo noi ad essere sconfitti, come individui e come società, nostra è la responsabilità, nostra è la pena e il dolore.
La madre e l’insegnante di Gidion combattono per salvare se stesse dal baratro della colpa e forse per cercare un senso ad una morte tanto orribile. Nel frastuono e nel clamore della loro battaglia non si accorgono che solo una voce resta muta e lontana: quella del figlio.
Il nodo gordiano è un nodo che non puoi districare se non tagliandolo di netto. La metafora del titolo è dunque molto chiara: esistono conflitti che non possono più essere sciolti, ma solo recisi. E dunque: non bisognerebbe mai trovarsi in circostanze tanto estreme da risultare irrecuperabili.
Educare la generazione di domani è la più sacra, la più alta responsabilità umana. Trascurarla è un atto gravissimo che porta ineluttabilmente ad altrettante gravissime conseguenze. Eppure viviamo in una società dove i genitori troppo spesso difendono ad oltranza i loro figli, difendendo in realtà nient’altro che se stessi. Una società dove gli insegnanti sono sottopagati e poco, pochissimo considerati. Una società dove un qualsiasi ragazzo ha il diritto di sentenziare sulla validità dell’insegnamento. Una società dove a volte fare l’insegnante è un ripiego, non il più nobile degli incarichi. Una società che ha rovesciato il principio cardine non solo dell’educazione ma anche del buon vivere sociale: il rispetto dei ruoli. Spesso si dice che non esistono più maestri. Il punto è, a mio avviso, che non esistono più allievi. Su Facebook, su Twitter, su Instagram, tutti possono dire la loro su qualsiasi argomento, senza averne le competenze e addirittura la benché minima esperienza. Un caos brutale nel quale facilmente restano impigliati i più fragili.
Heather e Corryn sono due figure tragiche che si fronteggiano, il campo di battaglia è la classe, il tempo è quello dell’ora dei colloqui e per l’esattezza dalle 14.45 alle 16.15. Un’ora e mezza di attacchi, difese, strategie, accordi sperati e immediatamente traditi, senza sosta. Una grande prova d’attore. Ambra Angiolini e Ludovica Modugno combatteranno per noi, sul palco, questa battaglia nella speranza che si possa tornare a parlarsi con senso di responsabilità e di rispetto. Perché parlarsi è meglio che combattersi, sempre.
Serena Sinigaglia

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COSÌ LA STAMPA STATUNITENSE

“…Di grande impatto emotivo… una narrazione che è tanto elegante quanto agghiacciante”.

Washington Post

“… da cardiopalma … lo spettacolo, tra pathos e suspense, solleva profondi interrogativi sulla genitorialità e l’istruzione e documenta la forza viscerale della maternità”.

Washingtonian

“Il nodo è come la vita stessa, triste, divertente, sorprendente… una bella storia inquietante”.

DC Theatre Scene

NOTE SULL’AUTRICE

Johnna Adams si è laureata al DePaul University Theatre School nel 1995. Ha poi seguito vari corsi con importanti drammaturghi americani, tra cui Marsha Norman, Steve Diets, Paula Vogel, ecc. È considerata fra i più interessanti nuovi drammaturghi americani. Nel 2008 il suo testo Rattles debutta a Fullerton, in California; lo spettacolo viene segnalato dai critici come il migliore tra i nuovi progetti. Sempre nel 2008 il Flux Theatre Ensemble di New York mette in scena le sue tre commedie che compongono The Angel Eaters Trilogy. La trilogia viene nominata in sette categorie del New York Innovative Theater Awards, tra cui miglior commedia originale. Nel 2009 la sua commedia Sans merci vince il premio Reva Shirer. Nel 2011 vince il Princess Grace Award – New Dramatists. Nel 2012 Il nodo viene pubblicato dall’American Theatre Magazine e nello stesso anno viene prodotto dal Contemporary American Theater Festival. Debutta a Shepherdstown in Virginia e, successivamente, viene messo in scena da altre 40 produzioni americane, toccando numerose città tra cui New York, Philadelphia, Chicago, Dallas, Houston, Berkeley e Los Angeles. Nel 2013 Il nodo ha ricevuto una menzione speciale dalla Steinberg American Theatre Critics Association.

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