Libia, Conte: “soluzione politica sotto l’egida dell’ONU””

“L’Italia è concentrata da tempo affinché la crisi sia orientata a una soluzione politica, condividiamo un forte impegno congiunto per promuovere una sostenibile soluzione politica sotto l’egida delle nazioni unite”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando di Libia al termine del colloquio con il Primo Ministro del Regno dei Paesi Bassi, Mark Rutte. “L’approccio dell’Italia verso la crisi libica è uno degli argomenti toccati. Con l’approssimarsi della conferenza di Berlino, la nostra posizione è chiara e coerente: non c’è spazio per una soluzione militare che acuirebbe le sofferenze e l’instabilità della regione”.

La premessa per una soluzione politica della crisi libica, “che potremo cercare di ottenere già dalla conferenza di Berlino, è che si mantenga la tregua fra le fazioni e che si apra un confronto intralibico in grado di consegnare un futuro di benessere e prosperità e anche di autonomia e indipendenza”, ha detto ancora Conte.

La crisi ‘impone una riflessione su una possibile rimodulazione del nostro sforzo militare. Si potrebbe ipotizzare un intervento internazionale per dare solidità alla cornice di sicurezza’, dice il ministro della Difesa Guerini nelle commissioni Difesa e esclude ‘ad oggi’ minacce dirette al contingente italiano. Sull’Iraq la Nato ‘può rappresentare la futura dimensione dell’intervento internazionale, sostituendo progressivamente la coalizione’. A Palazzo San Macuto audizione del presidente del Consiglio Conte al Copasir.

Di Maio al Senato: ‘Missione Ue in Libia per fermare le interferenze esterne’ – Una missione europea in Libia “sarebbe un passo importante per fermare le interferenze esterne” anche perché “gli europei sono quelli che più hanno da perdere da una Libia instabile”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio riferendo in Aula al Senato sulla Libia. “Dal conflitto interno la crisi libica si è trasformata in una guerra per procura. L’Italia ha stigmatizzato tutte le ingerenze esterne”, ha detto ancora il ministro ribadendo che “è fondamentale mantenere il cessate il fuoco e riportare la crisi su un binario politico”. “Dobbiamo lavorare per facilitare il dialogo tra Washington e Teheran e chiediamo loro un impegno senza precondizioni” e orientato “al compromesso”, ha aggiunto guardando alla crisi nel Golfo. “Il governo considera prioritaria la sicurezza dei nostri militari in Iraq”, ha poi aggiunto il ministro in un’informativa al Senato. “Continuiamo a lavorare con i nostri partner affinchè siano messe in atto tutte le misure necessarie per garantire questo”, ha sottolineato. “Sulle polemiche di corto respiro prevalga una visione lungimirante e condivisa, in politica estera non esistono soluzioni semplici a problemi complessi. E non si tratta di cerchiobottismo o ingenuità”, ha detto il ministro. “L’Italia l’equilibrio ce l’ha nel Dna”, ha detto ancora.

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Ue: ‘Da summit Berlino attese per cessate fuoco’ – “L’aspettativa è che la conferenza di Berlino faccia progredire il processo politico in Libia in termini di un possibile cessate il fuoco”. Così il portavoce del Servizio europeo per l’azione esterna (Seae), Peter Stano, confermando che l’Alto rappresentante dell’Ue Josep Borrell parteciperà e che “ha ricevuto un mandato forte dagli Stati membri affinché dia seguito a qualsiasi accordo sia raggiunto alla conferenza”. “Il focus è sul rispetto del cessate il fuoco e dell’embargo Onu sulle armi”, ha evidenziatoGli Usa hanno deciso di essere presenti alla conferenza sulla Libia prevista domenica prossima a Berlino con il segretario di stato Usa Mike Pompeo e il consigliere per la sicurezza nazionale Robert O’Brien. Lo ha appreso l’ANSA da fonti vicine alla Casa Bianca. Una presenza qualificata che dimostrerebbe l’intenzione americana di essere protagonisti nella crisi libica evitando il crescente protagonismo diplomatico di Mosca. La decisione segue la telefonata del 12 gennaio scorso in cui Donald Trump e la cancelliera Angela Merkel, grande tessitrice della conferenza di Berlino, hanno parlato della crisi libica e della sicurezza in Medio Oriente.

Haftar parteciperà a conferenza di Berlino – Il generale Khalifa Haftar ieri ha deciso di accettare l’invito a partecipare alla conferenza di Berlino sulla Libia, in programma domenica 19 gennaio. Lo riferisce un tweet di al Arabiya, che cita “fonti arabe”, ma non ci sono al momento altre conferme. Il premier del governo di Tripoli Fayez al Sarraj si è recato oggi nuovamente a Istanbul dopo i colloqui a Mosca sul cessate il fuoco in Libia. Lo riferiscono i media turchi. Si attende quindi un nuovo incontro sulla situazione della tregua con il presidente Recep Tayyip Erdogan o altri alti esponenti dell’esecutivo di Ankara. Sarraj era stato l’ultima volta due giorni fa a Istanbul per un colloquio di 2 ore e mezza con Erdogan. Il maresciallo Khalifa Haftar ha lasciato Mosca senza firmare l’accordo di cessate il fuoco con il governo di accordo nazionale guidato da al-Sarraj. Haftar, dopo aver chiesto una notte di tempo per meditare sul testo dell’accordo, ha affermato, secondo Al Arabiya, che il documento proposto ignora molte richieste dell’esercito nazionale libico. Sarraj invece, come annunciato dal ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, ha firmato l’accordo’ sulla tregua in Libia. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha promesso di “infliggere una lezione” al generale Khalifa Haftar se dovesse riprendere i suoi attacchi.

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