Coronavirus Farnesina: “Al lavoro su ponte aereo”

Gli italiani che si trovano a Wuhan “sono all’incirca una settantina” e per il loro rimpatrio, “volontario”, “stiamo valutando l’idea di un trasferimento aereo che dipende dalle autorizzazioni cinesi”. Lo ha detto a Uno Mattina Stefano Verrecchia, capo dell’Unità di crisi della Farnesina, ribadendo che il ministero, “attraverso la nostra ambasciata a Pechino, è in contatto continuo” con i nostri connazionali, che “fortunatamente sono in buone condizioni di salute”.

Per quanto riguarda il loro trasferimento in Italia, ha ricordato, “inizialmente si era ipotizzato un trasferimento via terra, che implica quarantene piuttosto complesse, sia in uscita che in entrata in un’altra eventuale città”. Per questo, ha spiegato Verrecchia, “adesso stiamo valutando anche con altri soggetti che collaborano con noi, l’ospedale Spallanzani, il ministero della Sanità e il centro interforze, un’idea di trasferimento aereo, che è complesso sia un uscita, perché dipende dalle autorizzazione delle autorità cinesi, dall’utilizzo di un aeroporto, sia all’arrivo, perché dovremmo intraprendere una serie di misure”.

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Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha partecipato oggi alla riunione della Commissione salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sulla gestione delle attività di prevenzione sul coronavirus (2019-nCoV). “È fondamentale su questa vicenda il massimo coordinamento tra istituzioni”, ha ribadito il ministro. Nel tardo pomeriggio Speranza ha ricevuto nella sede del ministero della Salute l’Ambasciatore cinese in Italia, Li Ruiyu.

A proposito dell’emergenza coronavirus, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha detto: “La stiamo seguendo con attenzione”.

EUROPA – Intanto il Meccanismo per la protezione civile dell’Unione Europea è stato attivato, su richiesta della Francia, per fornire assistenza ai cittadini Ue che si trovano a Wuhan, nell’Hubei, in Cina. “Due aerei verranno mobilitati attraverso il Meccanismo per rimpatriare cittadini dell’Ue dall’area di Wuhan e riportarli in Europa”, dice il commissario europeo per la Gestione delle Crisi Janez Lenarcic. L’Ue, informa la Commissione Europea, cofinanzierà i costi di trasporto. Il primo aereo dovrebbe partire dalla Francia domattina, mentre il secondo dovrebbe decollare più avanti nel corso di questa settimana. I cittadini Ue presenti nella regione di Wuhan e che desiderano essere rimpatriati possono farne ancora richiesta, a prescindere dalla loro nazionalità. Secondo la Commissione, circa 250 cittadini francesi saranno trasportati dal primo aereo e oltre 100 cittadini di altri Paesi Ue dal secondo. Si tratta, specifica la Commissione, di una prima richiesta di assistenza; altre potrebbero seguire nei prossimi giorni. In questa fase “solo i cittadini in salute o asintomatici saranno autorizzati a viaggiare”.

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Il Centro Ue per le emergenze “è in costante contatto con i governi degli Stati membri per coordinare gli arrivi e i possibili conseguenti periodi di quarantena”. La Commissione è in “regolare contatto” con gli Stati membri, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e l’Organizzazione Mondiale della Sanità su “tutti gli aspetti dell’epidemia da coronavirus”.

L’esecutivo comunitario, dice la commissaria alla Salute Stella Kyriakides, è “pronto a sostenere gli Stati membri per assicurare una risposta Ue forte e coordinata alla situazione relativa al coronavirus, che è in evoluzione, fuori e dentro l’Unione. Continueremo a monitorare attentamente la situazione”. Il Meccanismo Ue di Protezione Civile rafforza la cooperazione tra gli Stati membri e gli altri Paesi partecipanti (Islanda, Norvegia, Serbia, Montenegro, Turchia e Macedonia del Nord): quando un’emergenza è troppo grande perché un Paese possa affrontarla da solo, può richiedere assistenza tramite il Meccanismo. Una volta attivato, il Meccanismo coordina l’assistenza messa a disposizione dai Paesi membri, su base volontaria. C’è anche un Eu Civil Protection Pool, una riserva di risorse aggiuntive da mobilitare in caso di bisogno. Creato nel 2001, il Meccanismo di protezione civile dell’Ue è stato attivato oltre 300 volte, per rispondere a richieste di assistenza provenienti sia dall’Unione che da altri Paesi.

OMS – “Molto resta da capire sul 2019-nCoV. La fonte dell’epidemia e la misura in cui si è diffusa in Cina non sono ancora noti”. Ma “la maggior parte dei casi segnalati fino a oggi risulta lieve con circa il 20% delle persone infette che ha avuto una forma di malattia grave”. Lo evidenzia una nota dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), diffusa dopo che il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha incontrato oggi il presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping a Pechino. “Sia l’Oms che la Cina – si legge ancora nel comunicato – notano che il numero di casi segnalati, compresi quelli al di fuori della Cina, è preoccupante. Una migliore comprensione della trasmissibilità e della gravità del virus è urgentemente necessaria per guidare gli altri Paesi su adeguate misure di risposta”.

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