Coronavirus la task force del Ministero

“Mattinata intensa al ministero della Salute, ho riunito la task force sul coronavirus alla quale ha partecipato anche Ranieri Guerra per l’Oms. Poi ho voluto ringraziare personalmente le nuove squadre di medici che stanno rafforzando i nostri controlli aeroportuali e il nostro call center 1500″.

Lo ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza a margine della riunione della task-force che si è tenuta oggi, 27 gennaio, in via Ribotta a Roma.

Gli esperti hanno verificato la piena operatività delle procedure di controllo avviate il 26 gennaio negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa.

Al momento tutti i controlli procedono regolarmente.

Sempre oggi si è tenuta una sessione di formazione per medici e personale sanitario che rafforzeranno ulteriormente i controlli negli aeroporti e integreranno lo staff della sala operativa del numero di pubblica utilità 1500, attivo 24 ore su 24.

Al corso erano presenti anche i mediatori culturali addetti a dialogare con i cittadini cinesi che si rivolgeranno al servizio.

Al momento tutti i casi sospetti segnalati in Italia si sono rivelati infondati.

Prima vittima del nuovo coronavirus a Pechino. Secondo quanto annunciato dalla commissione sanitaria della capitale, si tratta di un uomo di 50 anni che l’8 gennaio scorso era stato a Wuhan, la città focolaio dell’epidemia, e che, al suo ritorno una settimana dopo a Pechino, aveva accusato i sintomi dell’infezione.

Intanto, con un tweet del presidente Donald Trump, gli Usa fanno sapere di portare avanti “strette comunicazioni” con la Cina riguardo all’emergenza. Trump che “pochissimi casi” sono stati registrati negli Usa, ma l’attenzione rimane alta. “Abbiamo offerto alla Cina e al presidente Xi tutto l’aiuto necessario”, scrive ancora Trump, sottolineando che gli esperti statunitensi sono “straordinari”. Il dipartimento di Stato invita intanto gli americani a “riconsiderare piani per viaggi in Cina a causa del coronavirus identificato per la prima volta a Wuhan”. Nel messaggio, che corrisponde al livello tre nella scala di allerta dei travel warning, si avvisa che “alcune aree hanno un rischio maggiore”. La scorsa settimana gli Stati Uniti avevano diffuso un travel alert di livello quattro, cioè quello che esorta a “non viaggiare”, per l’intera provincia di Hubei di cui Wuhan è il capoluogo.

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