Coronavirus, 4 i morti in Italia

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– Da ISS e Ministero della Salute un decalogo sul coronavirus con Regioni, Ordini professionali e Società scientifiche
23 Febbraio 2020Primo piano
ISS, 23 febbraio 2020

Dieci punti fermi, dalle indicazioni su come lavarsi le mani o pulire le superfici alle principali fake news puntualmente smentite, per curare l’“infodemia” legata al Sars-Cov-2 in luoghi ‘di passaggio’ come gli studi medici o le farmacie. A mettere a punto il manifesto, che ha raccolto l’adesione degli ordini professionali medici e delle principali società scientifiche e associazioni professionali, oltre che della Conferenza Stato Regioni, sono stati l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute, che lo mettono a disposizione sui propri siti a chiunque voglia diffonderlo via social ma anche ‘fisicamente’, sotto forma di poster o pieghevole.

“L’impegno per prevenire l’epidemia da Sars-Cov-2 passa anche attraverso i comportamenti, che devono essere basati su informazioni corrette, ma seguire le misure raccomandate, a partire dal lavaggio delle mani, ci aiuta a prevenire questa e anche altre patologie infettive – commenta il Presidente dell’ISS Silvio Brusaferro -. Questo ‘decalogo’ rappresenta anche un bell’esempio di come istituzioni e professionisti garantiscano risposte unitarie ad una possibile minaccia per la nostra salute”.

All’iniziativa hanno aderito Conferenza Stato Regioni, FNOMCEO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), FNOPI (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche), FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani), FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani), CARD (Confederazione Associazioni Regionali di Distretto), FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti), FEDERFARMA (Federazione nazionale dei titolari di farmacia italiani), FIMMG (Federazione Italiana Medici di Famiglia), FNOPO (Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica), Federazione Nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM PSTRP), SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera), SIM (Società Italiana di Microbiologia), SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), SIMPIOS (Società Italiana Multidisciplinare per la Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie), SITI (Società Italia di Igiene e Medicina Preventiva), SIMMG (Società Italiana di Medicina Generale), AMCLI (Associazione Microbiologi Clinici Italiani), ANIPIO (Società Scientifica Nazionale Infermieri Specialisti del Rischio Infettivo), ANMDO (Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere), ASSOFARM (Associazione Farmacie Comunali Aziende e Servizi Socio-Farmaceutici), SIPMeL (Società Italiana di Patologia Clinica e Medicina di Laboratorio).

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Ecco i dieci messaggi del manifesto:

Lavati spesso le mani
Evita il contatto ravvicinato con persone
che soffrono di infezioni respiratorie acute
Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani
Copri bocca e naso se starnutisci o tossisci
Non prendere farmaci antivirali né antibiotici,
a meno che siano prescritti dal medico
Pulisci le superfici
con disinfettanti a base di cloro o alcol
Usa la mascherina solo se sospetti
di essere malato o assisti persone malate
I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina
non sono pericolosi
Contatta il numero 112 se hai febbre o tosse
e pensi di poter essere stato contagiato
Gli animali da compagnia non diffondono
il nuovo coronavirus.

La fulminea diffusione del coronavirus nelle regioni del Nord ha fatto balzare l’Italia al terzo posto per numero di contagi in tutto il mondo: a parte la Cina, resta dietro solo alla Corea del Sud (602 casi), superando il Giappone (fermo a 135, secondo i dati della Johns Hopkins University). Il caso Italia allarma ora tutta Europa e in particolare i Paesi vicini, con Francia, Svizzera e Austria che seguono con attenzione gli sviluppi, al momento senza panico ma non escludendo eventuali contromisure se la situazione dovesse peggiorare. E c’è già chi, tra i più oltranzisti, chiede controlli alle frontiere, come la leader dell’ultradestra d’oltralpe Marine Le Pen. In serata è stata la Romania ad annunciare le prime misure di contenimento in Europa disponendo la quarantena obbligatoria per tutte le persone in arrivo dalla Lombardia e dal Veneto o che siano state nelle due regioni italiane negli ultimi 14 giorni.

Mentre un treno è stato bloccato al Brennero dalle autorità austriache per due casi sospetti di coronavirus a bordo. Dopo gli oltre 150 contagi ed i 3 morti registrati in appena 2 giorni, l’Italia è diventata insomma uno dei principali fronti nella lotta al coronavirus fuori dalla Cina. Un picco arrivato improvvisamente perché, almeno secondo la versione del commissario per l’emergenza Angelo Borelli, “i medici non sono stati in grado di riconoscere immediatamente i sintomi del virus”. Non per “colpa” dei sanitari, ha precisato il capo della Protezione civile, quanto per la “difficoltà” di individuare i sintomi. Per il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri invece i casi sono emersi rapidamente grazie ad uno screening “approfondito e capillare”, così come aveva sostenuto sabato il premier Conte, che pure oggi si è detto “sorpreso” da un’esplosione simile. Fatto sta che l’emergenza italiana trova ampio spazio nei media stranieri, che in molti casi vi dedicano l’apertura di siti e giornali. Oltre confine il livello di attenzione si è inevitabilmente alzato.
Terza vittima del coronavirus in Italia. La paziente era un’anziana di Cremona in oncologia, in una situazione clinica già difficile. Ad oggi, dunque, sono due le vittime in Lombardia. “Oltre alla prima signora che abbiamo trovato morta in casa per cui abbiamo fatto il tampone, abbiamo un altro decesso di una persona a Cremona, o meglio una signora deceduta all’ospedale di Crema, ricoverata in oncologia con una situazione molto compromessa, che aveva anche il coronavirus” spiega l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera. “Lo sforzo che stiamo mettendo in campo è quello che ci sia il contenimento di un fenomeno che si trasmette velocemente”.

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Nella conferenza stampa per fare il punto sul Covid-19, l’assessore fa sapere che – in Lombardia – “abbiamo processato più di 800 tamponi: 112 i casi confermati con una media dei soggetti positivi del 12%, solo 17 in terapia intensiva. Della totalità dei casi lombardi positivi, sono 53 quelli ricoverati in diversi ospedali. Gli altri sono a casa isolati e verranno monitorati, altri sono isolati in ospedali”.

CONTAGIATI – E in totale, al momento, sono 149 i contagiati, di cui tre vittime. Oltre ai casi della Lombardia, gli altri sono 21 in Veneto, 3 in Piemonte (negativi i test per 3 cittadini cinesi), 9 in Emilia-Romagna e due nel Lazio ha spiegato. “Sono poi 55 i ricoverati con sintomi, in terapia intensiva sono 25, in isolamento domiciliare 19 e in verifica 27” ha aggiunto, precisando che ci sono “verifiche in corso”.

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