Carceri in rivolta. E’ caos da Milano a Palermo

Carceri in rivolta e caos da Milano a Palermo. E’ ancora in corso la protesta nel carcere di Matera, così come quelle a Foggia – dove mancano all’appello circa 60 detenuti – a Bari e Trani, dove la situazione sembra esser rientrata. Danneggiato l’istituto penitenziario di Salerno, dove la rivolta è terminata ieri, mentre proseguono le proteste a Poggioreale, con danneggiamenti, ad Ariano Irpino e a Santa Maria Capua Vetere dove c’è stata una vera e propria rivolta. A Modena la sommossa si è conclusa con 7 detenuti morti mentre si continua a protestare a Piacenza, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna. Terminate le rivolte a Frosinone e a Cassino, dove si sono registrati numerosi danneggiamenti, rientrate a Rebibbia e Regina Coeli mentre resistono le rivolte a Rieti e Velletri. Finita la protesta al Marassi di Genova, rientrata la rivolta a La Spezia. La situazione resta tesa in Lombardia, dove sono in corso le rivolte a San Vittore e a Pavia, e le proteste a Como e Cremona. Rientrata la protesta a Torino, quella di Prato e Pisa, ma prosegue quella all’Ucciardone a Palermo. La situazione aggiornata è stata resa nota dal sindacato della polizia penitenziaria Sappe.
Tentativo di evasione dal carcere Ucciardone a Palermo. Alcuni detenuti per protesta contro lo stop alle visite in carcere per l’emergenza coronavirus hanno tentato di scavalcare la recinzione dell’istituto di pena per cercare di fuggire. Il tentativo è stato bloccato dalla polizia penitenziaria. Il carcere è circondato dai carabinieri e polizia in tenuta antisommossa. Anche le mura del carcere sono presidiate. Le strade attorno a vecchio carcere borbonico sono chiuse. Ieri sera la protesta era scattata anche al Pagliarelli, il secondo carcere di Palermo.

Sta mano a mano rientrando la rivolta dei detenuti all’interno del carcere pratese. Dopo una trattativa con un dirigente della polizia e con alcuni uomini del personale di polizia penitenziaria la maggior parte dei carcerati ha smesso di protestare. In questi minuti è in corso il tentativo di farli rientrare nelle celle. Confermato al momento che non ci sarebbero feriti nè tra il personale nè tra i reclusi.

Leggi anche  Cgil, si qualifichi l'aeroporto di Firenze e si attivino sinergie con Pisa

La protesta è cominciata in mattinata, in una sezione. Quando sembrava circoscritta, invece è ripartita e si è estesa ad altre aree della struttura. Polizia e carabinieri hanno cinturato la zona del penitenziario mentre un elicottero ha sorvolato a bassa quota la struttura. Celle sono state messe a fuoco. Dall’esterno si sentivano le grida “indulto” e “libertà”.

I disordini, si è appreso dal prefetto Rosalba Scialla, “riguardano il settore di media sicurezza, non tutti i detenuti partecipano alla rivolta”, inoltre “ci risulta che un gruppo abbia cercando di sfondare un cancello esterno al loro reparto.

Il cancello dà accesso a un cortile che, comunque, resta dentro la struttura”. Verso le 14 sarebbe iniziata una trattativa cui partecipano dirigenti della polizia penitenziaria e della polizia di Stato, e reclusi che protestano. L’obiettivo è di farli rientrare, intanto, nelle celle.

About Marina Pellitteri

Direttore responsabile

La tua opinione