Emergenza coronavirus. Morti in calo.News 22.03.2020

Notizia in aggiornamento

Sono 5476 i morti in Italia nella crisi coronavirus. Rispetto a ieri, sono stati registrati altri 651 decessi. Sono i dati diffusi da Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione civile. Le persone guarite sono 7024 (952 in più), il totale dei casi attualmente positivi è 46638, con un incremento di 3957. In isolamento domiciliare 23.783 persone, 19846 sono ricoverate e 3009 (6%) sono in terapia intensiva.

“I numeri di oggi sono in controtendenza rispetto a ieri, ci auguriamo tutti che questi numeri possano essere confermati nei prossimi giorni. Non bisogna abbassare la guardia”, le parole di Borrelli relative all’emergenza.

Sicilia. Sono 596 persone le persone positive al coronavirus in Sicilia (138 in più rispetto a ieri). Lo dice la Regione siciliana. Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento (Policlinici di Palermo e Catania) sono 5.580. Risultano ricoverati 275 pazienti (37 a Palermo, 106 a Catania, 57 a Messina, 1 ad Agrigento, 15 a Caltanissetta, 19 a Enna, 6 a Ragusa, 21 a Siracusa e 13 a Trapani) di cui 55 in terapia intensiva, mentre 321 sono in isolamento domiciliare, 26 guariti (11 a Palermo, 6 a Catania, 4 a Messina, 2 ad Agrigento ed Enna, 1 a Ragusa) e 8 deceduti.

Coronavirus, Fontana e Sala: bene la stretta del governo
La Lombardia chiude cantieri e uffici. Fino al 15 aprile

“Misure necessarie e inevitabili. Finalmente!”. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato così i nuovi provvedimenti adottati dal Governo.

“Sono state emesse due nuove ordinanze, una dalla Regione, una dal Governo. Penso sia necessario che io vi dica che condivido i contenuti e credo che sia giusto comportarci in questo modo e attenerci a queste regole”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato la nuova stretta imposta da Regione e Governo per contenere i contagi da Coronavirus.

LA NUOVA ORDINANZA DELLA LOMBARDIA

Sospensione dell’attività degli uffici pubblici, delle attività degli studi professionali, il fermo delle attività nei cantieri e divieto di praticare sport e attività motorie svolte all’aperto, anche singolarmente. E’ quanto stabilisce un’ordinanza del governatore della Lombardia. La nuova ordinanza “entra in vigore domemnica 22 marzo e produce effetto – salvo diverse disposizioni legate all’evoluzione della situazione epidemiologica – fino al 15 aprile”. Restano aperte edicole e farmacie. “Le nostre autorità sanitarie – ha detto Fontana – ci impongono di agire nel minor tempo possibile. La situazione non migliora anzi, continua a peggiorare”. “Ai supermercati, alle farmacie, nei luoghi di lavoro, a partire dalle strutture sanitarie e ospedaliere, si raccomanda a cura del gestore/titolare di provvedere alla rilevazione della temperatura corporea”. L’ordinanza include anche “la chiusura di tutte le strutture ricettive ad esclusione di quelle legate alla gestione dell’emergenza”.

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La nuova stretta sulle attività in Lombardia prevista dall’ordinanza firmata dal presidente della Regione Lombardia, non riguarda i negozi inseriti negli allegati 1 e 2 del Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte l’11 marzo scorso. Resteranno chiusi i distributori automatici, ma potranno rimanere aperti, tra gli altri, tabaccai, lavanderie, ferramenta, ottici e negozi di elettronica ed elettrodomestici. Resta consentito il commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via Internet, per televisione, corrispondenza, radio e telefono.

L’ordinanza emanata dalla Regione Lombardia lascia aperti tutti i media, considerati servizi pubblici essenziali. Lo si apprende da fonti della Regione Lombardia che peraltro aveva stabilito di lasciare aperte le edicole.

Coronavirus. L’associazione tra smog e Covid-19 ipotesi non verificata. L’assessore Priolo: “Evitiamo, in momento di grande difficoltà, di diffondere informazioni non sufficientemente verificate e diamo a i cittadini informazioni basate su ricerche accurate per coinvolgerli in modo consapevole”

Uno studio firmato da 70 scienziati valuta come parziale e prematura l’affermazione che esista un rapporto diretto tra numero di superamenti dei livelli di soglia di polveri sottili e contagi da covid-19. Priolo insieme all’assessore della Lombardia, Cattaneo, invitano la comunità scientifica ad agire con la massima responsabilità

Bologna – “L’associazione tra smog e Coronavirus è un’ipotesi non verificata. Al momento non esistono infatti studi approvati e condivisi dalla comunità scientifica in grado di dimostrare una maggiore diffusione del Coronavirus nelle aree dove c’è più inquinamento da particolato atmosferico. Sarebbe bene, quindi, in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando, evitare di diffondere informazioni non sufficientemente verificate. E’ anzi proprio in questi momenti che occorre dare ai cittadini informazioni basate su ricerche accurate e approfondite, per coinvolgerli in modo consapevole e utile”.

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Così l’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo, dopo la diffusione di una nota di alcuni ricercatori italiani ripresa da stampa e social, che ipotizza una correlazione tra smog e aumento contagio.

Dopo i biologi a frenare su questa ipotesi è anche la Società italiana di aerosol (Ias), che annovera tra i suoi soci circa 150 ricercatori esperti proprio di particolato atmosferico. “Le attuali conoscenze relative all’interazione tra livelli di inquinamento da polveri sottili e la diffusione del covid-19 sono ancora molto limitate e ciò impone di utilizzare la massima cautela nell’interpretazione dei dati disponibili”, si legge nel documento, pubblicato oggi dalla Ias e firmato da 70 scienziati di vari enti e istituzioni: Cnr, Infn, Enea, Arpa di Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte, Università di Bologna, Roma “La Sapienza”, Milano, Milano-Bicocca, Padova, Firenze, Venezia, Torino, Napoli “Federico II”, Genova, Modena-Reggio Emilia, Ferrara, L’Aquila, Salento e Basilicata, oltre che da ricercatori italiani impegnati all’estero (Spagna, Finlandia e Regno Unito). L’intera società scientifica, si legge nel documento, è dunque “unanime nel valutare come parziale e prematura l’affermazione che esista un rapporto diretto tra numero di superamenti dei livelli di soglia di polveri sottili e contagi da covid-19”.

Un eventuale effetto dell’inquinamento sul coronavirus, dunque, è “allo stato attuale delle conoscenze un’ipotesi che dovrà essere accuratamente valutata con indagini estese e approfondite”.

“Per questo motivo- prosegue Priolo- insieme al collega della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo e in accordo con le Agenzie regionali per la prevenzione e l’ambiente, invitiamo la comunità scientifica ad agire con la massima responsabilità nel diffondere risultati ancora ipotetici e che non siano stati condivisi”.

Dal punto di vista della gestione della crisi sono già in atto misure restrittive per evitare il contagio, che hanno anche effetti di contenimento delle principali sorgenti di inquinamento atmosferico (limitazione degli spostamenti, con conseguente forte riduzione del traffico, rallentamento delle attività produttive, ecc.).

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E a questo scopo sono state attivate dai servizi regionali ambiente e sanità e dalle agenzie ambientali, specifiche iniziative volte ad indagare in modo approfondito le relazioni tra inquinamento atmosferico, condizioni meteorologiche e misure di limitazione utilizzando tutte le strutture messe a punto a livello interregionale da specifici progetti di cooperazione (http://www.lifeprepair.eu/ ) e ad approfondire le indagini epidemiologiche basate su dati sufficientemente estesi e completi e gli studi dei meccanismi di interazione che consentano di trarre conclusioni basate su solidi dati scientifici.

Coronavirus, l’allarme della Cisal Sicilia
“Entrate a picco, Comuni a rischio default”

Palermo, 22 marzo 2020 – “Il Coronavirus rischia seriamente di mandare in default gli enti locali siciliani, a causa dei minori incassi che si avranno dalle tasse e dai servizi a domanda individuale e delle maggiori spese per proteggere i cittadini: nel Decreto Cura Italia c’è poco o niente, mentre serve un intervento immediato della Regione e del Governo nazionale o anche i Comuni saranno costretti a fermarsi”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Nicola Scaglione della Cisal Sicilia.

“La crisi profondissima che sta colpendo famiglie e attività economiche avrà inevitabili conseguenze sugli enti locali, così come il blocco del turismo e di gran parte delle attività produttive – spiegano Badagliacca e Scaglione – E’ facile prevedere incassi in picchiata dalle imposte di soggiorno, dalla Tosap, dalla tassa sulla pubblicità, dall’addizionale Irpef, per non parlare di chi avrà difficoltà anche a pagare la Tari che finanzia l’intero ciclo dei rifiuti. I Comuni saranno costretti a riscrivere tutti i bilanci di previsione, considerando il taglio inevitabile che dovranno subire le voci in entrate dai servizi a domanda individuale, come musei e impianti sportivi, ma anche dalle multe. Una situazione allarmante, a Palermo come nel resto dell’Isola, che mette a serio rischio la tenuta economica dei Comuni e per la quale serve un immediato intervento da parte della Regione e dello Stato con azioni coraggiose”.

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