Emergenza coronavirus, 23.03.2020. Seimila77 i morti

Sono 6077 le persone morte in Italia nella crisi coronavirus. Rispetto a ieri, sono stati registrati altri 601 decessi.

Lo ha reso noto Angelo Borrelli, capo dipartimento delle Protezione Civile. Il totale dei guariti è 7432 (+408), i casi attualmente positivi sono 50418 (+3780): 26522 in isolamento domiciliare, 20692 ricoverati con sintomi e 3204 in terapia intensiva.

Sono 7.432 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 408 in più di ieri. L’ha detto il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli durante la conferenza stampa alla Protezione civile. Ieri l’aumento dei guariti era stato di 952.

“Oggi si conferma il trend in calo – dice l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera – possiamo dire che è il primo giorno positivo, non è il momento per cantar vittoria ma finalmente vediamo una luce in fondo al tunnel”.

E’ stato dimesso dal San Matteo di Pavia Paziente 1, il 38enne di Codogno ritenuto il primo caso accertato di Coronavirus in Italia. Mattia, questo il suo nome, la sera del 19 febbraio era stato ricoverato nel presidio ospedaliero della cittadina del Lodigiano per poi essere trasferito tra il 21 e il 22 in condizioni disperate nella rianimazione dell’ospedale pavese. Lo scorso 9 marzo ha cominciato a respirare autonomamente. ‘Io sono stato fortunato, state a casa’, ha detto in un video trasmesso sulla pagina Fb di Lombardia Notizie.

STRETTA SUI CONTROLLI – Via libera all’impiego di droni per “le operazioni di monitoraggio degli spostamenti dei cittadini sul territorio comunale” da parte delle Polizie locali. Lo prevede una disposizione dell’Enac – valida fino al 3 aprile – che consente di derogare ad alcune norme del regolamento sugli aerei a pilotaggio remoto, “nell’ottica di garantire il contenimento dell’emergenza epidemiologica Coronavirus”. Le esigenze di impiego di questi mezzi sono state manifestate “da numerosi comandi delle polizie locali”.Intanto dovrebbe tenersi domani alle 15 una riunione del Consiglio dei ministri. Lo si apprende da fonti di governo. Sul tavolo potrebbe esserci anche un decreto per inasprire le sanzioni per chi viola le norme anti-contagio. L’idea al vaglio del governo è inasprire l’ammenda ora prevista, introducendo una sanzione amministrativa, non penale, per chi violi le limitazioni agli spostamenti o le altre disposizioni del dpcm. Si discute, secondo alcune fonti, di una multa che potrebbe essere intorno ai 2000 euro. Ieri le forze di polizia hanno controllato 157.621 persone e 10.326 sono state denunciate. Gli esercizi commerciali controllati sono stati 53.776, denunciati 158 esercenti e sospesa l’attività di 7 esercizi commerciali. Salgono così a 2.016.318 – informa il Viminale – le persone controllate dall’11 al 22 marzo, 92.367 quelle denunciate per inosservanza degli ordini dell’autorità, 2.155 le denunce per false dichiarazioni; 973.799 gli esercizi commerciali controllati e 2.277 i titolari denunciati.

AD APRILE I PRIMI RESPONSI SULLE MISURE – Intanto bisognerà attendere il 4 aprile prima di riuscire a vedere gli effetti delle misure più restrittive adottate l’11 marzo, successivamente a quelle del 9 marzo: è la valutazione del fisico Giorgio Parisi, esperto di sistemi complessi dell’Università Sapienza di Roma e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). “Il numero dei decessi – ha rilevato – sta aumentando, ma a un ritmo più lento di prima e potrebbe continuare ad aumentare per un tempo molto lungo”.

I DATI SUI CONTAGI – In Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), dall’inizio dell’epidemia sono 4.824 i professionisti sanitari contagiati dal coronavirus, pari al 9% del totale delle persone che hanno contratto l’infezione, una percentuale più che doppia rispetto a quella cinese dello studio pubblicato su JAMA (3,8%). La fondazione Gimbe, teme che il dato sia ampiamente sottostimato. Chiede che i test vengano estesi a tutti i professionisti e operatori sanitari e che vegano forniti strumenti di protezione a chi è impegnato in prima linea contro l’emergenza. E si aggiungono due nuove vittime alla lista dei medici caduti causa del Covid-19, a Cremona e a Parma. Si tratta, si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), di Leonardo Marchi, medico infettivologo e direttore della Casa di Cura San Camillo a Cremona e di Manfredo Squeri, medico ospedaliero in pensione. Squeri lavorava come medico responsabile del reparto di Medicina alla Casa di cura ‘Piccole Figlie’ di Parma, convenzionata con il Servizio sanitario nazionale. In totale, per la Fnomceo, sarebbero 19 il numero di medici in attività deceduti a causa del coronavirus. A Piacenza, il forno crematorio del cimitero è in tilt e un centinaio di bare sono state accatastate nella ‘sala del congedo’. Lo spiega il quotidiano Libertà. I decessi a Piacenza, dall’inizio dell’emergenza coronavirus sono 314 ma il forno alla sua massima capacità può occuparsi al massimo di 12-13 cremazioni al giorno, mentre i feretri che arrivano quotidianamente sono 20-25. Sono 11 i medici di famiglia deceduti, ad oggi, per l’epidemia di Covid-19. L’aggiornamento è del segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) Silvestro Scotti. La situazione afferma al’ANSA, “continua ad aggravarsi. I medici continuano ad essere in prima linea spesso ancora non adeguatamente dotati di dispositivi di protezione individuale”. Attualmente, inoltre, sottolinea, “una ventina di medici di famiglia sono ricoverati nelle terapie intensive in condizioni gravi”.

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Pubblicato il: 23/03/2020 17:05

“La pandemia sta accelerando”. Sono le parole del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Ci sono voluti 67 giorni per arrivare dal primo caso segnalato a quota 100.000. Ci sono voluti 11 giorni per i secondi 100.000 casi e solo 4 giorni per arrivare a 300.000. Ora sono stati segnalati all’Oms oltre 300.000 casi, da ogni paese del mondo”.

“Non siamo prigionieri delle statistiche, possiamo cambiare la traiettoria della pandemia di Covid-19. I numeri contano, perché non sono solo numeri. Sono persone, le cui vite e le cui famiglie sono state ribaltate”, prosegue. “Quello che conta è ciò che facciamo. Non si può vincere una partita se ci si limita alla difesa, bisogna anche attaccare. Chiedere alle persone di restare a casa, così come altre misure di distanziamento sociale, è importante per rallentare la diffusione del coronavirus e guadagnare tempo. Ma sono misure difensive”, dice.

“Per vincere, dobbiamo attaccare il coronavirus con tattiche mirate e aggressive, testando ogni sospetto contagiato, isolando e curando ogni caso confermato, tracciato e mettendo in quarantena ogni contatto”, afferma.

“Anche se facciamo tutto il resto nel modo giusto, se non diamo la priorità alla protezione degli operatori sanitari, molte persone moriranno perché l’operatore sanitario che avrebbe potuto salvare la loro vita è malato”, evidenzia.

“I lavoratori della sanità possono svolgere efficacemente il proprio lavoro solo quando possono farlo in sicurezza. Continuiamo a ricevere segnalazioni allarmanti da tutto il mondo di un gran numero di infezioni tra gli operatori sanitari”, aggiunge.

MESSINA, 23 MAR – “In coincidenza con l’annuncio del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ieri sera si è registrato un consistente quanto pericoloso afflusso di auto all’imbarcadero di Villa San Giovanni sui traghetti privati per Messina”. A denunciarlo il segretario generale del sindacato Orsa, Mariano Massaro, che aggiunge: “Stiamo parlando di numeri importanti, centinaia di automobili in marcia verso la Sicilia che secondo i molteplici i decreti del Governo Centrale e le ordinanze del Presidente della Regione, dovrebbe essere abbondantemente blindata”.

Coronavirus: in Sicilia 681 positivi
Ricoverati 310 pazienti, 27 sono guariti e 13 deceduti

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ROMA, 23 MAR – Sono 681 in Sicilia, 91 in più rispetto a ieri, i pazienti trovati positivi al coronavirus. Lo comunica la Presidenza della Regione.
Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 12 di oggi, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento sono 6.375. Di questi sono risultati positivi 721 (91 + di ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 681 persone (+85 rispetto a ieri).
Sono ricoverati 310 pazienti (39 a Palermo, 117 a Catania, 72 a Messina, 0 ad Agrigento, 15 a Caltanissetta, 22 a Enna, 7 a Ragusa, 24 a Siracusa e 14 a Trapani) di cui 60 in terapia intensiva, mentre 371 sono in isolamento domiciliare, 27 guariti (11 a Palermo, 6 a Catania, 5 a Messina, 2 ad Agrigento ed Enna, 1 a Ragusa) e 13 deceduti (1 a Caltanissetta, Agrigento e Siracusa, 6 a Catania e 4 Enna).

Coronavirus, un caso positivo confermato a Campofelice di Roccella. La sindaca Michela Taravella: “Situazione sotto controllo, osservate tutte le prescrizioni”

Dichiarazione di Michela Taravella, sindaca di Campofelice di Roccella (Pa)

(Campofelice di Roccella, 23/03/2020) – “Stamattina abbiamo appreso la notizia che dei due tamponi eseguiti su due nostri concittadini, uno è positivo. Anche se la notizia genera preoccupazione e paura vorrei tranquillizzare tutta la popolazione sul fatto che la situazione, nella nostra Comunità, è sotto controllo. Il concittadino risultato positivo è in quarantena da oltre 8 giorni, si trova in buone condizioni generali di salute, è costantemente monitorato dal medico di medicina generale e non desta alcuna preoccupazione. Quanti hanno avuto contatti diretti ed indiretti con il concittadino risultato positivo sono stati subito posti in quarantena e sono in condizioni generali di salute buone. Ad oggi ci sono130 persone in isolamento fiduciario ed obbligatorio; molti stanno per completare l’isolamento, senza alcuna sintomatologia: un segnale positivo. Coloro che sono rientrati da altre Regioni o dall’Estero, dal 14 marzo in poi, sono stati posti tutti in isolamento obbligatorio, insieme ai familiari conviventi e saranno sottoposti al tampone prima della fine della quarantena.
I concittadini stanno rispondendo bene alle prescrizioni imposte, tuttavia, sono state tante anche le denunce formalizzate nel nostro territorio dai Carabinieri, dalla Polizia municipale e dalle altre forze dell’ordine che presidiano il territorio. Bisogna preservare questo lavoro fatto con grande sacrificio, grazie alla sinergia tra Amministrazione, forze dell’ordine e dei Medici di Medicina generale. Bisogna continuare a stare a casa ed evitare ogni contatto sociale. Noi continueremo a fare il nostro dovere vigilando e preservando il territorio con il massimo rigore “.

Salgono a 2277 i contagiati da Coronavirus in Toscana dall’inizio dell’emergenza e a 91 i decessi. E’ quanto si apprende dal report giornaliero della Regione Toscana. Sono 265 i nuovi casi postivi, in aumento rispetto ai 219 registrati ieri ma inferiori ai 311 del giorno precedente, registrati nella regione a 24 ore dal precedente bollettino. I nuovi decessi sono 19. Spetterà in ogni caso all’Istituto superiore di sanità, spiega una nota, attribuire le morti al Coronavirus: si tratta di persone di età compresa tra i 58 e i 100 anni, tutte affette da più patologie. Dall’inizio dell’emergenza 18 le guarigioni virali (i cosiddetti ‘negativizzati’) e 24 quelle cliniche. I casi attualmente positivi in cura sono 2144.

Per quanto riguarda i ricoveri, ad oggi sono in totale 921 di cui 215 in terapia intensiva. Dei 2277 tamponi risultati positivi questa è la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza: 514 Firenze, 215 Pistoia, 129 Prato (totale Asl centro: 858), 356 Lucca, 281 Massa-Carrara, 234 Pisa, 130 Livorno (totale Asl nord ovest: 1001), 120 Grosseto, 144 Siena, 154 Arezzo (totale sud est: 418)(ANSA) – PORTOFERRAIO (LIVORNO),

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Tra i nuovi casi da registrare anche il primo contagiato all’Isola d’Elba: è un uomo di 77 anni di Rio Marina (Livorno), che è stato intercettato al check point dell’ospedale di Portoferraio. Lo rende noto l’Asl Toscana nord ovest. L’uomo è conosciuto dai sanitari perché in trattamento periodico nella struttura ospedaliera. I contatti stretti della persona risultata positiva al test sono già stati presi in carico dagli operatori di Igiene e sanità pubblica e si stanno verificando eventuali altri contatti. Controlli anche per il personale sanitario impegnato nel soccorso. Le condizioni del 77enne al momento non sono preoccupanti e i sanitari stanno valutando se l’uomo dovrà essere ricoverato o se potrà restare in isolamento a casa. La direzione dell’Asl, insieme al responsabile sanitario dell’ospedale, hanno predisposto una specifica procedura per la gestione in sicurezza di pazienti con Coronavirus all’Isola d’Elba. Per ogni caso verrà decisa l’opportunità di gestione sull’Isola o in continente.

Salgono a 2277 i contagiati da Coronavirus in Toscana dall’inizio dell’emergenza e a 91 i decessi. E’ quanto si apprende dal report giornaliero della Regione Toscana. Sono 265 i nuovi casi postivi, in aumento rispetto ai 219 registrati ieri ma inferiori ai 311 del giorno precedente, registrati nella regione a 24 ore dal precedente bollettino. I nuovi decessi sono 19. Spetterà in ogni caso all’Istituto superiore di sanità, spiega una nota, attribuire le morti al Coronavirus: si tratta di persone di età compresa tra i 58 e i 100 anni, tutte affette da più patologie. Dall’inizio dell’emergenza 18 le guarigioni virali (i cosiddetti ‘negativizzati’) e 24 quelle cliniche. I casi attualmente positivi in cura sono 2144.

Per quanto riguarda i ricoveri, ad oggi sono in totale 921 di cui 215 in terapia intensiva. Dei 2277 tamponi risultati positivi questa è la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza: 514 Firenze, 215 Pistoia, 129 Prato (totale Asl centro: 858), 356 Lucca, 281 Massa-Carrara, 234 Pisa, 130 Livorno (totale Asl nord ovest: 1001), 120 Grosseto, 144 Siena, 154 Arezzo (totale sud est: 418).

Tra i nuovi casi da registrare anche il primo contagiato all’Isola d’Elba: è un uomo di 77 anni di Rio Marina (Livorno), che è stato intercettato al check point dell’ospedale di Portoferraio. Lo rende noto l’Asl Toscana nord ovest. L’uomo è conosciuto dai sanitari perché in trattamento periodico nella struttura ospedaliera. I contatti stretti della persona risultata positiva al test sono già stati presi in carico dagli operatori di Igiene e sanità pubblica e si stanno verificando eventuali altri contatti. Controlli anche per il personale sanitario impegnato nel soccorso. Le condizioni del 77enne al momento non sono preoccupanti e i sanitari stanno valutando se l’uomo dovrà essere ricoverato o se potrà restare in isolamento a casa. La direzione dell’Asl, insieme al responsabile sanitario dell’ospedale, hanno predisposto una specifica procedura per la gestione in sicurezza di pazienti con Coronavirus all’Isola d’Elba. Per ogni caso verrà decisa l’opportunità di gestione sull’Isola o in continente.

coronavirus: 17 i decessi per infezione covid-19

(aun) – perugia 23 mar. 020 – Alle ore 18,30 di lunedì 23 marzo, in Umbria si registrano 17 decessi di persone positive al coronavirus. Stamani, in una nota della Regione, è stata già data comunicazione di 16 decessi avvenuti entro le 8 del 23 marzo.

Nella tarda mattinata di oggi l’Azienda ospedaliera di Perugia ha dato comunicazione del decesso di un paziente di 76 anni ricoverato nell’Unità di terapia intensiva.

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