Emergenza coronavirus, 24.03.2020

Ponte aereo dell’UNHCR con aiuti medici vitali atterra in Iran

Un ponte aereo dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ieri ha consegnato circa 4,4 tonnellate di articoli sanitari di vitale necessità, comprese scorte, volti a sostenere la risposta all’emergenza COVID-19 nella Repubblica Islamica dell’Iran.

L’Airbus A330-200, decollato da Francoforte, è atterrato all’Aeroporto Imam Khomeini di Teheran alle 17.40 (CET) con a bordo mascherine, guanti e farmaci essenziali destinati a far fronte alle urgenti carenze del sistema sanitario dell’Iran. Nelle prossime settimane sono previsti altri voli per la consegna di articoli, farmaci e dispositivi di protezione individuale (DPI) ulteriori da distribuire al personale sanitario.

In Iran, inoltre, vi sono quasi un milione di rifugiati che hanno accesso ai medesimi servizi sanitari utilizzati dalla comunità di accoglienza e la cui salute è tutelata nell’ambito della risposta sanitaria nazionale. Tuttavia, ospedali e ambulatori faticano a rispondere al drastico aumento del numero di persone che necessitano urgentemente di assistenza.

“Questi aiuti costituiscono una vitale àncora di salvezza capace di migliorare l’assistenza sanitaria in Iran, di cui beneficeranno rifugiati e comunità di accoglienza”, ha dichiarato Ivo Freijsen, Rappresentante dell’UNHCR in Iran. “L’UNHCR è solidale col popolo iraniano e ha mobilitato tutte le risorse necessarie per contribuire a contenere la diffusione del COVID-19 e attenuarne l’impatto sui più vulnerabili, compresi i rifugiati”, ha aggiunto.

Il virus si è ora diffuso in tutte le 31 province dell’Iran. I rifugiati, la maggior parte dei quali vive a stretto contatto con le comunità di accoglienza nei villaggi, nei paesi e nelle città, sono esposti allo stesso rischio di contrarre il COVID-19 a cui sono esposti i cittadini iraniani.

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Fin dagli stadi iniziali dell’epidemia, l’UNHCR, in coordinamento col Governo dell’Iran, ha distribuito articoli di base per l’igiene quali sapone e carta assorbente monouso a circa 7.500 famiglie rifugiate che vivono in insediamenti sparsi in tutto il Paese. Gli articoli consegnati sono stati messi a disposizione anche del Governo e delle Ong partner parimenti impegnati nell’assicurare assistenza ai rifugiati.

L’UNHCR continua a lavorare in stretto coordinamento con l’Ufficio per gli affari esteri e l’immigrazione e il Ministero della salute e dell’educazione sanitaria iraniani, le agenzie delle Nazioni Unite, tra cui l’Organizzazione mondiale della sanità, e le Ong partner nazionali e internazionali per sensibilizzare in merito all’adozione di misure chiave di prevenzione tra i rifugiati e le comunità di accoglienza.

“Siamo grati ai nostri donatori, in particolare alla Direzione Generale Protezione civile e operazioni di aiuto umanitario europee (ECHO), che, in questo momento fondamentale, hanno garantito sostegno all’Iran e alle agenzie delle Nazioni Unite in tempi rapidi”, ha affermato Ivo Freijsen.

L’UNHCR mira a raccogliere con urgenza, a livello globale, una cifra iniziale di 33 milioni di dollari da destinare al rafforzamento delle attività di preparazione, prevenzione e risposta volte a soddisfare le immediate esigenze di salute pubblica dei rifugiati e delle comunità di accoglienza dovute alla pandemia da COVID-19. In Iran, l’UNHCR chiede 9,5 milioni di dollari per finanziare le misure di emergenza contro il COVID-19 e sostenere il Sistema sanitaria nazionale a cui accedono i rifugiati.

Salute. Lotta al coronavirus, l’assessore Donini ai Sindacati: “Incontriamoci, la tutela dei lavoratori della sanità e dei cittadini è un obiettivo comune”

La risposta della Regione ad alcune critiche dei Sindacati sui temi legati ai protocolli di sicurezza per gli operatori

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Bologna – “Siamo pronti al confronto, come facciamo sempre, con le Organizzazioni sindacali in merito al documento inviato alle Ausl sul tema della tutela degli operatori sanitari impegnati nella lotta al coronavirus. Un documento che è stato redatto, lo voglio precisare, sulla base delle indicazioni tecnico-scientifiche che abbiamo ricevuto”.

E’ nel segno della apertura al dialogo la risposta dell’assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini, alle osservazioni avanzate dalle Organizzazioni sindacali rispetto alle tutele necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini e degli operatori sanitari impegnati nella lotta al virus.

“Il nostro impegno- prosegue l’assessore Donini- ad aumentare il numero dei tamponi eseguiti rimane e già lo stiamo onorando. Tra le priorità vi è certamente quella rappresentata dalla necessità di tutelare chi sta facendo uno straordinario lavoro in tutti i luoghi di cura dell’Emilia-Romagna, professionisti che sono messi a dura prova in questi giorni e che non smetteremo di ringraziare”

“Detto questo- conclude Donini- come è nostra consuetudine da sempre, apriremo da subito – assieme al Commissario ad acta per l’Emergenza coronavirus, Sergio Venturi – un confronto con le Organizzazioni sindacali, per far sì che la lotta al virus possa realizzarsi nelle migliori condizioni possibili, nella difficile situazione nella quale ci troviamo”

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