La cultura...
Questa sconosciuta!
|
Quando si parla di cultura bisogna
discernere il significato da attribuire a tale termine.
La ricerca per la ricerca, lo studio accademico
destinato all’esilio di un polveroso scaffale, la
retorica magniloquente e forbita, sono ormai, senza
dubbio, superati.
Tutto ciò però non è “cultura”.
La cultura è infatti, prima di tutto, palpito di vita,
risposta adeguata a problemi inquietanti, scottanti, è
messaggio di progresso e di maturazione. Cultura è saper
osservare con occhio critico i fatti piccoli e grandi e
trarne lezione. E’ certamente noto l’insostituibile
contributo che il giornale apporta al patrimonio
culturale, non solo servendosi degli scritti di solito
ospitati in terza pagina, ma anche di fatti di cronaca
che in fondo sono in più letti.
Tra i meriti del giornale moderno è quello di avere “
sparruccato” la lingua italiana e di aver contribuito
alla formazione educativa del lettore. Purtroppo, per la
maggior parte della gente il mondo del giornalismo è un
mondo sconosciuto, di cui non sanno e non immaginano
nulla.
Da questa triste constatazione mi permetto di dire la
mia sull’attività del giornalista, del mondo del
giornale e della funzione dello stesso, che è quella di
informare nella maniera più garbata e corretta
possibile, anche quando si tratta di argomenti scabrosi.
In uno Stato democratico, nel quale vi è la libertà di
stampa, la professione del giornalista è delicata,
perché egli deve con obiettività e onesta informare
l’opinione pubblica in modo tale che questa possa
rendere conto di ciò che avviene in una nazione,
partecipare alla vita di essa, formandosi una maturità
politica e civile.
Se è un dovere civile leggere il giornale, è un dovere
morale oltre che civile da parte di chi scrive informare
il lettore nella maniera più corretta possibile, non
falsare e non speculare sugli avvenimenti.
|